Sanremo 2026, pagelle seconda serata: Laura Pausini si diverte e trionfa (8), Marco Masini fuoriclasse con Fedez (9), Lillo salva il Festival (10)
Nella seconda serata del Festival di Sanremo Conti appare meno frettoloso, emoziona il duetto di Achille Lauro con Laura Pausini: ecco le pagelle

Dopo l’esordio di martedì, Carlo Conti e Laura Pausini tornano a guidare la seconda serata del Festival di Sanremo 2026 dal palco dell’Ariston, affiancati per l’occasione da tre co-conduttori d’eccezione: Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo. La serata prevede l’esibizione di metà dei 30 Big in gara, con quindici artisti pronti a presentare nuovamente i propri brani al pubblico. A esprimere il proprio giudizio sia il pubblico da casa attraverso il Televoto, che inciderà per il 50%, sia la Giuria delle Radio, anch’essa con un peso del 50%. Il sistema di votazione ricalca quello già adottato nella prima serata, quando a esprimersi era stata esclusivamente la Sala Stampa. Al termine delle performance verranno sommati i voti per determinare una classifica provvisoria. Questa la classifica della serata: Tommaso Paradiso, Lda e Aka7even, Nayt, Fedez e Masini e Ermal Meta. Ecco quali sono le pagelle della seconda serata (QUI il recap della serata).
Sanremo 2026, puntata 25 febbraio: le pagelle della seconda serata
L’omaggio alle vittime di Crans-Montana (voto: 10) L’omaggio alle vittime di Crans-Montana con "Perdutamente" è un momento di grande intensità emotiva. La performance è delicata e rispettosa, con una forza silenziosa che colpisce profondamente. Lauro si mostra autentico e commosso, trasmettendo il dolore e il ricordo con sincerità. La musica diventa veicolo di memoria e conforto, senza mai scadere in spettacolarizzazione. Ogni nota e ogni parola sembrano pensate per onorare le vite spezzate.
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Entra nel canale WhatsAppLillo fuoriclasse (voto: 10) Sul palco dimostra versatilità assoluta, ballando e cantando con energia travolgente. La sua presenza scenica è carismatica e coinvolgente, capace di catturare l’attenzione. Riesce a portare leggerezza e divertimento, salvando la serata da momenti più monotoni. L’ironia e la spontaneità lo rendono un punto di forza della conduzione. Dategli subito un programma e nessuno si farà male.
Il duetto di Achille Lauro con Laura Pausini (voto: 9) Il duetto su "16 marzo" è un incontro di voci perfettamente complementari, intenso e coinvolgente.
Lauro porta emotività e carisma, Pausini avvolge con potenza e delicatezza.
L’intesa sul palco è naturale, ogni frase sembra pensata per valorizzare l’altra.
Il brano cresce fino a un finale carico di pathos, toccando il cuore del pubblico.
Standing ovation meritata, applausi continui e entusiasmo palpabile in sala.
Interpretazione impeccabile, elegante e sentita, senza mai cadere in esibizionismo. Magia.
Fedez e Masini protagonisti (voto: 9) Sul palco dell’Ariston Masini si distingue per intensità e interpretazione autentica. Il brano risulta struggente e capace di emozionare dal primo all’ultimo secondo. La sua voce trasmette pathos e profondità, valorizzando ogni parola del testo. L’interpretazione è sentita senza cadere in eccessi melodrammatici. L’energia e la concentrazione rendono l’esibizione convincente e memorabile. Per il momento, il pezzo si posiziona tranquillamente tra i migliori della serata.
Laura Pausini non si prende sul serio (voto: 8) Più sciolta e naturale rispetto alla prima puntata. Il duetto con Achille Lauro su "16 marzo" è un vero trionfo, accolto con entusiasmo anche sui social. Canta con eleganza e precisione, senza mai strafare o forzare l’interpretazione. La sua voce avvolge il brano, equilibrando potenza e delicatezza con maestria. L’intesa con Lauro è evidente, creando un momento di grande sintonia artistica.
Pilar Fogliati e i dialetti romani (voto: 8) Finora nota per cinema e TV, dimostra grande talento anche come conduttrice. Sul palco tiene perfettamente le redini della serata con sicurezza e naturalezza. La versatilità emerge anche nell’uso dei diversi dialetti, che aggiungono colore e ritmo. Non solo bellezza ma anche bravura.
Carlo Conti meno frettoloso (voto: 7) All’inizio della serata appare un po’ svogliato, con un ritmo più compassato. Col passare del tempo, però, mostra maggiore scioltezza rispetto alla prima serata. Meno ‘abbottonato’ e più rilassato, come già si era visto ieri, riesce a interagire con naturalezza. Dimostra attenzione nel dare spazio agli altri e nel favorire momenti di gioco sul palco. La presenza scenica resta equilibrata, senza mai rubare la scena.
Tommaso Paradiso intenerisce (voto: 8) Sale sul palco fingendo calma assoluta, ma lo sguardo tradisce tutta l’emozione del momento. La tensione si scioglie appena inizia a cantare, lasciando spazio a una dolcezza sincera. La sua interpretazione è delicata, sentita, senza sovrastrutture. Ogni parola sembra pesare il giusto, sospesa tra fragilità e consapevolezza. Quando il brano si chiude, l’emozione prende il sopravvento e si commuove. Un momento autentico, umano, che arriva dritto al cuore del pubblico.
Ermal Meta poetico (voto: 8) Porta sul palco la storia di una bambina di Gaza perduta tra le macerie di un conflitto senza fine, trasformando il dolore in testimonianza. La sua interpretazione è necessaria prima ancora che musicale, carica di responsabilità e umanità. Il brano scava dentro, con parole che pesano e restano. Introspettivo e poetico, mantiene una delicatezza che non cede mai alla retorica. L’emozione è composta ma attraversa l’Ariston con forza silenziosa. Un testo splendido che meriterebbe senza esitazioni il Premio della Critica. "I bambini dovrebbero fare rumore non silenzio", sono le parole che pronuncia sul palco alla fine dell’esibizione.
Patty Pravo eterea (voto: 7) In abito rosso incanta l’Ariston con un’eleganza senza tempo. La sua voce, sottile e carezzevole, accarezza l’aria sinfonica con misura e personalità. Al primo ascolto sorprende, al secondo conquista con maggiore profondità. Porta sul palco non solo un brano, ma il peso leggero della sua storia artistica. La sua interpretazione è intensa, credibile, mai forzata. Quando si definisce musa e opera, lo fa con l’autorevolezza di chi può permetterselo. Una presenza che fa la differenza e trasforma il pezzo in un momento d’autore. Chapeau.
Enrico Nigiotti intimista (voto: 7) Mette a nudo fragilità e ricordi in un brano dal forte sapore autobiografico. Il tempo scorre veloce e "quanto è stronzo" diventa il filo conduttore di un racconto che parte dai quindici anni e dalle prime esperienze. I mostri interiori restano in primo piano, senza filtri né maschere. Abbandona ogni compiacimento autoriale per scegliere una scrittura più essenziale e intima. L’interpretazione è sentita, autentica, capace di arrivare dritta al cuore.
Lda e Aka7even fanno ballare (voto: 6,5) LDA e Aka7even portano sul palco uno dei momenti più leggeri e trascinanti della serata. La loro proposta è fresca, ritmata e immediata fin dal primo ascolto. Il brano ha un’energia contagiosa che invita a muoversi senza pensarci troppo. L’intesa tra i due funziona e rende l’esibizione ancora più coinvolgente. È il classico pezzo destinato a risuonare in radio e nelle playlist estive. Tormentone in arrivo, con buone probabilità di farci ballare per mesi.
Elettra Lamborghini e i festini bilaterali (voto: 6) Conquista il palco con una presenza scenica esplosiva e tutta da guardare. L’esibizione è ritmata, travolgente, pensata per far ballare senza tregua. Il look "vedo non vedo" gioca con la sensualità e cattura l’attenzione. Sexy quanto basta, senza rinunciare alla sua cifra provocatoria. A tratti appare sopra le righe, fedele al suo stile esuberante. Uno show energico e spettacolare che non passa inosservato. A conclusione della sua esibizione, ribadisce il fastidio per i festini. Tra ironia e polemica, lancia una frecciata che non passa inosservata. Speriamo che trovi presto serenità e qualcuno che le lasci finalmente dormire sonni tranquilli.
Bambole di Pezza anima punk (voto: 6) Portano sul palco un mix di glamour e spirito punk, giocando con tacchi a spillo e anfibi, borchie e accessori raffinati, a sottolineare le due anime del loro progetto. L’idea di raccontare contrasti è chiara e ambiziosa, ma l’effetto complessivo risulta poco equilibrato. La scenografia e il look sono curati, mostrano creatività e personalità. Sul palco trasmettono energia e volontà di sperimentare. Tuttavia, la fusione tra elementi eleganti e ribelli appare a tratti dissonante. La performance resta interessante ma non pienamente convincente. Rimane comunque un tentativo originale di esprimere identità e stile.
Levante una lagna (voto: 5) Performance tecnicamente impeccabile, con voce sicura e presenza scenica curata, ma l’interpretazione dell’amore risulta a tratti sopra le righe. Lo stile drammatico e le emozioni accentuate non convincono del tutto, creando un contrasto tra abilità e credibilità. La sua capacità vocale è indiscutibile e l’esecuzione perfetta, ma manca quel dettaglio di naturalezza che catturi pienamente il pubblico. L’impatto visivo e scenografico è forte e ben costruito. Nonostante l’eleganza e la cura, l’insieme appare eccessivo.
