Sanremo 2026, pagelle serata cover: Sal Da Vinci, che bomba (10). TonyPitony iconico (9), Siani flop (4) e la vergogna del bacio censurato (4)
Nella serata delle cover di Sanremo, tanti i momenti top: dal duetto a sorpresa di Gianni Morandi con Tredici Pietro all'esibizione da urlo di Ditonellapiaga con TonyPitony

L’attesissima quarta serata dedicata alle cover di Sanremo 2026, condotta da Carlo Conti su Rai Uno venerdì 27 febbraio 2026, si conclude con il trionfo di grazie al suo incredibile duetto con . Per una sera, la gara ufficiale si è fermata per far posto ai duetti: tutti e 30 gli artisti si sono esibiti in altrettanti brani che fanno parte della musica italiana e internazionale. Sul podio tra le migliori performance si sono posizionati al terzo posto Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma e al secondo posto Sayf con Alex Britti e Mario Biondi. A vincere la serata è stata Ditonellapiaga con TonyPitony, Ecco le pagelle della quarta serata del Festival di Sanremo, che vede tra i suoi co-conduttori Bianca Balti.
Sanremo 2026, quarta serata 27 febbraio: le pagelle
Sal Da Vinci e Michele Zarrillo, che bomba (voto: 10) Sal Da Vinci e Michele Zarrillo si incontrano per reinterpretare "Cinque giorni", trasformando il brano in un momento unico e intenso. L’esibizione è perfettamente bilanciata tra tecnica vocale e sentimento, con armonie che valorizzano entrambe le voci. L’interpretazione riesce a far emergere nuove sfumature emotive della canzone, rendendola contemporanea senza tradire l’anima originale. La presenza scenica dei due artisti è elegante e coinvolgente, il pubblico reagisce con entusiasmo e ammirazione, culminando in una standing ovation che suggella la riuscita spettacolare del duetto.
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Entra nel canale WhatsAppArisa da pelle d’oca (voto: 10) Non ce n’è per nessuno: Arisa regala un momento da brividi con "Quello che le donne non dicono" di Fiorella Mannoia, trasformandola in una vera poesia; la sua voce è intensa, controllata, capace di accarezzare e graffiare nello stesso istante. L’interpretazione è profonda e mai manierata, tutta giocata sulle sfumature emotive. L’ingresso del Coro del Teatro Regio di Parma amplifica il pathos e avvolge l’Ariston in un’atmosfera solenne. Ogni parola pesa e arriva dritta al cuore, il risultato è una performance magistrale, potente e indimenticabile.
Ditonellapiaga e TonyPitony iconici (voto: 9) Aprono con l’eleganza swing di "Lady Is a Tramp" e virano con brio su "Ba-ba baciami piccina", costruendo un medley brillante e sorprendente. L’idea è fresca e innovativa, capace di fondere classico e contemporaneo con naturalezza; presenza scenica travolgente, tempi comici perfetti e grande padronanza del palco. Vocalità solide e ben amalgamate, con arrangiamenti curati e dinamici; il pubblico viene coinvolto dall’inizio alla fine in un crescendo di ritmo e simpatia. Ne esce un numero da varietà contemporaneo, intelligente e spettacolare, tra i momenti più riusciti e luminosi della serata.
Belen e il FantaSanremo (voto: 9) L’arrivo di Belen Rodriguez è una ventata di fascino e sicurezza scenica, presenza magnetica e passo deciso che accende subito l’atmosfera; gioca con la telecamera e domina il palco con naturalezza. Nel siparietto finale con Carlo Conti alla domanda sul FantaSanremo prima nicchia e poi spiazza tutti con un bacio sulla guancia che vale punti e sorrisi. Ironia, tempismo e carisma fanno centro, il risultato è un momento leggero e super glamour che lascia il segno.
Elettra Lamborghini e Las Ketchup ci fanno ballare (voto: 7) Al Teatro Ariston esplode la festa: Elettra Lamborghini e Las Ketchup trasformano "Aserejé" in un rito collettivo irresistibile, travolgenti e senza freni, con Elettra che domina la scena e guida il pubblico col megafono, la nostalgia del tormentone 2002 accende ogni generazione, la platea balla e canta all’unisono, le coreografie sono semplici ma magnetiche, e la loro energia contagiosa rende lo show fenomenale, perfetto per far divertire e coinvolgere tutti.
Il messaggio contro la guerra di Dargen D’Amico (con Pupo) (voto: 7) Dargen D’Amico porta freschezza e profondità a "Su di noi" con barre incisive e un chiaro messaggio contro la guerra, mostrando energia e presenza scenica, mentre Pupo appare scollegato dal messaggio e limitato da un’interpretazione convenzionale, creando un contrasto netto tra l’impegno e la meccanicità, con interazione col pubblico minima e impatto complessivo dello show diviso tra il carisma innovativo di Dargen e la rigidità di Pupo.
La sorpresa di Gianni Morandi al figlio Pietro (voto: 7)- Ci sono canzoni che fanno la storia e quando Tredici Pietro inizia a cantare l’attesa si trasforma in sorpresa con l’arrivo di Gianni Morandi, il figlio rilegge il brano con una veste sonora nuova e contemporanea, l’arrangiamento è fresco e dinamico, l’intesa tra i due è naturale e coinvolgente, il passaggio generazionale diventa valore aggiunto, e l’effetto finale è quello di una canzone che rinasce senza perdere la sua anima. Un brano che raccoglie una calorosa standing ovation all’Ariston.
Fagnani stupisce con Fulminacci (voto: 7) Fulminacci sorprende scegliendo Francesca Fagnani per rileggere "Parole parole", storico brano del ’72 di Mina con Alberto Lupo, qui riproposto con i ruoli ribaltati. L’intesa funziona e il gioco teatrale regge dall’inizio alla fine, con Fagnani che punzecchia Fulminacci con ironia "A volte non ti capisco" e "Che belva ti senti" strappando sorrisi e applausi. La performance non punta sulla potenza vocale ma sull’alchimia e sul ritmo del botta e risposta. L’arrangiamento resta fedele ma con un tocco contemporaneo; nel complesso un duetto simpatico, intelligente e ben calibrato, capace di divertire senza snaturare il classico.
Gianluca Grignani mette KO Laura Pausini (voto 6) La stoccata di Grignani a Laura Pausini dopo il mancato saluto sul palco è stata pungente e irresistibile: la battuta "C’è anche il numero della Pausini? Così la posso chiamare" ha colto tutti di sorpresa, con ironia calibrata e tempismo perfetto; il pubblico ha reagito con risate e applausi, sottolineando la sua prontezza e capacità di trasformare una situazione imbarazzante in un momento divertente.
Patty Pravo stonata (voto: 6) Sul palco l’omaggio a Ornella Vanoni con "Ti lascio una canzone" naufraga completamente, la cantante non riesce a prendere una nota e la performance appare slegata e imbarazzante, mancano emozione e tecnica, l’unico momento degno di nota è il ballerino Timofej Andrijashenko che porta grazia e dinamismo alla scena, creando un contrasto evidente con il caos vocale, mentre l’impatto generale lascia più incredulità che coinvolgimento.
Il bacio censurato tra Levante e Gaia (voto: 4) Sulle note graffianti di "I maschi" di Gianna Nannini, Levante e Gaia incendiano il palco del Teatro Ariston con una performance tra le più elettriche dell’edizione, giocosa e dichiaratamente complice. L’intesa è magnetica e si traduce in sguardi, movimenti e armonie che riscrivono il brano con energia contemporanea. Il colpo di scena finale, con un bacio che sfiora le labbra, diventa gesto teatrale e simbolico più che provocazione. Peccato che la regia proprio in quel momento ha scleto di staccare, inquadrandole a distanza. E se nel 2025 c’è ancora chi si scandalizza per un bacio tra donne, forse il vero fuori tempo non è sul palco ma fuori, perché lo show è potente, libero e perfettamente a fuoco.
