Sanremo 2026, pagelle prima puntata: Sal Da Vinci Re assoluto (10), Laura Pausini e la farfallina di Belen (8), Serena Brancale in lacrime (9), buoni sentimenti e noia (4)

Una prima puntata di Sanremo alquanto veloce ma noiosa è quella proposta da Carlo Conti mentre Sal Da Vinci conquista l'Ariston: le pagelle

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Sanremo 2026 pagelle prime serata 24 febbraio
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Al via l’attesissima prima serata di Sanremo 2026, puntata condotta da Carlo Conti su Rai Uno martedì 24 febbraio. Tanti gli ospiti durante la serata, ma uno spazio più ampio è stato concesso a Tiziano Ferro, che ha cantato i suoi più grandi successi. La prima puntata è iniziata con l’esibizione di Olly, il vincitore della scorsa edizione. Non manca poi il primo ascolto dei brani dei 30 Big in gara, il tutto a grande velocità. Tra i momenti memorabili, registriamo anche l’abbraccio tra Can Yaman e Kabir Bedi, entrambi interpreti di Sandokan. Infine, scopriamo che i 5 artisti più votati dalla Sala Stampa sono Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Fedez e Masini . Ecco le nostre pagelle della puntata del 24 febbraio di Sanremo (QUI il recap della serata).

Sanremo 2026, puntata 24 febbraio: le pagelle della prima serata

Sal Da Vinci Re assoluto (voto: 10) Sal Da Vinci si conferma tra i protagonisti più attesi grazie al suo brano dal ritmo travolgente. La melodia, immediatamente orecchiabile, cattura l’attenzione e accompagna un’interpretazione vocale potente e intensa che mette in risalto tutta l’esperienza dell’artista. La presenza scenica di Da Vinci sul palco è sicura e magnetica, capace di coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine. Il brano si distingue anche per originalità, pur rimanendo fedele al suo stile tradizionale e riconoscibile. La capacità di emozionare e di trasmettere sentimento rende l’esibizione memorabile. Con queste qualità, Sal Da Vinci si candida a diventare uno dei favoriti e, forse, il vero "re" di questa edizione del Festival.

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Fedez e Masini da podio (voto: 9) Con il brano "Male necessario" che valorizza lo stile e il carisma di entrambi, il messaggio trasmesso invita al coraggio e a non perdere la speranza nei momenti di grande sopportazione, la voce di Masini è potente ed espressiva, la presenza scenica è sicura e magnetica, il pubblico risponde con una standing ovation. Vinceranno loro il Festival? Probabile.

Serena Brancale favorita per la vittoria (voto: 9) Dimenticate il ritmo latino e la cassa dritta: il nuovo pezzo punta decisamente all’intimità e alla profondità emotiva. L’artista decide di aprirsi con un brano che affronta temi di perdita e lutto, facendo emergere un lato vulnerabile e umano della sua scrittura — lontano dalle sonorità più leggere che l’hanno resa virale sui social e nelle playlist estive. La scelta di privilegiare la magnifica estensione vocale di Serena e un arrangiamento più raccolto rispecchia pienamente il mood riflessivo e malinconico che permea il testo, costruendo un’esperienza che arriva dritta al cuore dell’ascoltatore. Al termine dell’esibizione, scoppia in lacrime. Emozionante.

Arisa fiabesca (voto: 9) Sembra uscita da una fiaba Disney, con un’atmosfera sospesa e incantata che avvolge il pubblico fin dalle prime note, "Magica favola" racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta tra scoperte, ferite e desiderio di pace, l’amore diventa oceano in cui perdersi e ritrovarsi fino alla scelta di abbandonare la guerra del cuore per cercare serenità e verità, la voce di Arisa è pura magia e intensità, capace di emozionare anche nel silenzio, l’interpretazione è delicata ma potente, ogni parola vibra di autenticità, e l’impatto complessivo è quello di un’esibizione che incanta e resta sospesa nell’anima.

Tiziano Ferro, impossibile non amarlo (voto: 9) Con un medley dei suoi più grandi successi che spazia da "Ti scatterò una foto" fino a una versione moderna di "Xdono", la voce è potente, calda e perfettamente controllata, la presenza scenica è elegante e sicura, trasmettendo emozione e carisma, i momenti di intimità con il pubblico rendono l’esibizione autentica e toccante, il ritmo e l’arrangiamento musicale mantengono alta l’energia senza mai perdere delicatezza, le dichiarazioni e il rapporto con Laura Pausini aggiungono complicità e leggerezza, e l’impatto complessivo è quello di un momento memorabile, celebrativo e pieno di cuore che rimane impresso nella memoria.

Laura Pausini si mette in gioco come co-conduttrice (voto: 8) Sul palco del Festival di Sanremo, Laura Pausini ha regalato uno dei momenti più leggeri e divertenti della serata, mostrando un lato umile e spontaneo della sua personalità. L’artista ha scherzato con Can Yaman, intonando con ironia una canzone turca e strappando sorrisi al pubblico. Non sono mancati riferimenti divertenti alla celebre "farfallina" di Belen, che hanno aggiunto un tocco di comicità all’esibizione. La capacità di Pausini di interagire con i colleghi in modo naturale ha reso il momento fresco e autentico, creando una pausa piacevole tra le esibizioni più intense. La sua simpatia e leggerezza hanno conquistato il pubblico, dimostrando quanto sia abile nel bilanciare talento e ironia.

L‘abbraccio tra Can Yaman e Kabir Bedi (voto: 8) L’abbraccio tra i due interpreti di Sandokan ha colpito per la sua spontaneità e naturalezza, trasmettendo al pubblico tutta la carica emotiva di un vero passaggio di testimone tra due generazioni. La scena ha avuto un impatto immediato sugli spettatori, simbolizzando non solo il legame tra il passato e il presente della saga, ma anche il rispetto reciproco tra gli attori. La forza simbolica del gesto ha reso evidente quanto il personaggio di Sandokan continui a rappresentare un’icona amata e universale. Tra sorrisi, sguardi e applausi, l’abbraccio ha cristallizzato l’eredità culturale della storia e la continuità del mito.

Fulminacci rilancia la canzone d’autore (voto: 8) Fulminacci conquista per sensibilità e stile, con un brano che l’artista definisce come un "percorso a ostacoli", un cammino notturno e malinconico in cui il protagonista cerca un volto caro ormai perso nel tempo, il pezzo fonde atmosfere anni ’80 con un ritmo energico senza perdere l’intimità emotiva, la voce è calda e carica di sfumature, la presenza scenica sobria ma efficace cattura l’attenzione, l’arrangiamento musicale valorizza i dettagli del testo e della melodia.

L’omaggio a Peppe Vessicchio emoziona(voto: 8) L’omaggio a Peppe Vessicchio è uno dei momenti più emozionanti della serata, con un video commemorativo che ripercorre la grandezza e l’eleganza del Maestro, la platea si alza in piedi in un tributo sentito e corale, l’atmosfera si fa intensa e carica di gratitudine, la musica diventa memoria condivisa e riconoscenza, ogni immagine amplifica il valore umano e artistico della sua figura, e l’impatto complessivo è quello di un momento solenne e toccante che resta nel cuore.

Ditonellapiaga divina (voto: 8) Performance perfetta, da brividi, con una voce impeccabile e intensa, una presenza scenica magnetica che cattura ogni sguardo, un corpo di ballo sincronizzato e dinamico che amplifica ogni movimento, energia pazzesca che alterna momenti potenti e delicati, e un impatto complessivo da standing ovation che lascia il pubblico senza fiato.

Tommaso Paradiso cuore di papà (voto: 7) Tra le più intime della serata, con un brano dedicato alla figlia Anna che mette a nudo fragilità e amore, all’inizio l’emozione si sente nella voce leggermente tremante, poi l’esibizione prende slancio e scorre più sicura e veloce, l’interpretazione è sincera e senza filtri, capace di arrivare dritta al cuore, il pubblico percepisce la verità di ogni parola, e l’impatto complessivo è quello di un momento tenero e toccante che resta impresso.

Problemi tecnici per Tredici Pietro (voto: 7) Ha affrontato un momento di grande tensione con estrema professionalità. Appena iniziata la sua esibizione, il microfono ha smesso di funzionare, creando un imprevisto tecnico che avrebbe potuto innervosire chiunque. Il giovane artista, però, non si è lasciato prendere dall’ansia e ha continuato con calma, dimostrando grande maturità e padronanza del palco. La sua reazione ha convinto il pubblico della sua capacità di gestire lo stress e di adattarsi rapidamente a situazioni impreviste. Nonostante il problema tecnico, la presenza scenica e l’empatia con gli spettatori sono rimaste intatte, rendendo il momento un esempio di professionalità e compostezza.

Patty Pravo diva (voto: 7) Look elegante, nero che riflette la sua eleganza. Un brano quasi metafisico che celebra l’essenza dell’artista e la natura effimera dell’esistenza umana, la riflessione su solitudine e tempo si intreccia al potere trasformativo delle emozioni con rara intensità, la sua presenza scenica è elegante e magnetica, ogni gesto è misura e mistero, la voce attraversa il silenzio con autorevolezza. Unico dubbio: la sua voce era registrata?

Mara Sattei voce di seta (voto: 7) Intensa e avvolgente, con una voce di seta che tocca l’anima e trasmette profondità emotiva, il brano esplora il contrasto tra il mondo esterno frenetico e l’intimità protettiva della coppia, trasformando la voce dell’altro in medicina contro il disordine interiore, la presenza scenica è calda e autentica, la canzone celebra la semplicità e la follia condivisa come scudo contro la tristezza, il pubblico viene catturato dall’intensità dei sentimenti e l’impatto complessivo è quello di un’esibizione emozionante. Mara Sattei splende sul palco dell’Ariston e il pubblico le regala un applauso emozionante.

Sayf furbo (voto: 6,5) Energica e accattivante, con un ritmo veloce e coinvolgente che punta al tormentone grazie al ritornello "Tu mi piaci", il testo gioca abilmente con contraddizioni sociali e pop, citando figure come Fabio Cannavaro e indirettamente Silvio Berlusconi, la presenza scenica è fresca e sicura, la canzone ha un forte potenziale virale su TikTok, il pubblico viene trascinato dall’allegria e dalla leggerezza del pezzo, e l’impatto complessivo è quello di un brano immediato e memorabile che resta in testa.

Elettra Lamborghini che ritmo (voto: 6) E qui ci siamo svegliati. Sorprendente e travolgente. Con un brano che gioca con ironia e positività sugli alti e bassi delle relazioni celebrando la voglia di mettersi sempre in gioco, il titolo dall’espressione francese suona come una dichiarazione spontanea e senza filtri, la presenza scenica è da vero varietà, colorata e sicura, il ritmo è incalzante e contagioso, il pubblico si lascia trascinare dall’energia leggera ma consapevole del pezzo, e l’impatto complessivo è quello di un’esibizione brillante che unisce divertimento e personalità.

Michele Bravi intenso (voto: 6) Trasmette eleganza e malinconia, catturando lo smarrimento di chi si sente fuori posto e cerca di ritrovarsi, con una voce delicata e intensa che accompagna testi profondi e sentiti, una presenza scenica misurata ma emozionante che rende ogni gesto significativo, la canzone in gara si rivela uno sguardo dolce sugli inadeguati e un invito a non dover essere sempre ultra performanti, il pubblico viene avvolto da un’atmosfera sospesa tra vulnerabilità e bellezza, e l’impatto complessivo è quello di un’esperienza intima e autentica che resta impressa nella memoria.

Samuray Jay fa ballare (voto: 6) Il pezzo punta tutto su dinamismo e contaminazione linguistica, trasformando l’ossessione in un tormentone estivo, la base è incalzante e costruita per far muovere, l’energia è costante e travolgente, e l’impatto complessivo è quello di una hit pronta a dominare le piste e a farsi sentire per tutta l’estate.

Dargen D’Amico trascinante (voto: 6) Parte con una piccola gaffe, entrando in scena prima dell’introduzione di Laura Pausini, ma recupera subito con carisma e leggerezza, "Ai Ai" è trascinante e ironica, capace di raccontare un amore fugace intrecciando identità italiana e rapporto tra reale e virtuale, sotto il ritmo accattivante si nasconde una riflessione sottile sulla superficialità dei legami nell’era digitale, la presenza scenica è sicura e dinamica, il pubblico si lascia coinvolgere dal groove immediato, e l’impatto complessivo è quello di un’esibizione brillante che trasforma l’imprevisto iniziale in un dettaglio quasi simpatico.

Luchè non convince (voto: 4) Intensa e introspettiva, con il brano che utilizza la metafora del labirinto per raccontare la duplice prigionia di una relazione tossica e del proprio ego, l’amore si trasforma in un nodo impossibile da sciogliere dove l’orgoglio diventa un muro invalicabile, la "casa vuota" evocata nel testo, con la polvere sui mobili, rende tangibile un’assenza che si fa presenza costante, l’interpretazione è sofferta ma controllata, capace di trasmettere vulnerabilità senza perdere forza, il pubblico viene trascinato dentro questo spazio emotivo sospeso, e l’impatto è quello di un’esibizione matura che però non convince appieno.

Buoni sentimenti ma tanta noia (voto: 4) La prima serata del Festival di Sanremo scorre veloce, tra un brano e l’altro, ma alla fine lascia l’impressione di qualcosa di incompleto. Gli ingredienti di contorno latitano e lo spettacolo appare piuttosto piatto, senza momenti di grande spicco che possano rompere il ritmo delle esibizioni. L’omaggio a Pippo Baudo, icona storica del Festival, delude le aspettative: ci si sarebbe aspettato un tributo più sentito e articolato per un conduttore che ha fatto la storia della manifestazione. Nel complesso, la serata appare lineare ma poco coinvolgente, con un livello di noia percepibile e pochi momenti memorabili. I cantanti brillano, ma lo spettacolo di contorno sembra trascurato. Un inizio che lascia il pubblico con la sensazione di aver visto tutto troppo veloce e senza quella scintilla in più che ci si attende da Sanremo.


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