Ornella Vanoni, omaggio a una donna libera: l’arte di vivere tra ironia, passione e musica

Il ritratto di una vera icona che non smetterà mai di emozionare e far riflettere: le sue canzoni, la sua musica e la sua vita incredibile.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Ci sono volti, voci e anime che restano nel tempo come una piega del velluto. Ornella Vanoni è stata una di queste presenze rare: un’icona che non ha mai avuto bisogno di inseguire il clamore, perché il clamore, da oltre sessant’anni, l’ha inseguita da solo. Cantante, attrice, donna libera in anni in cui la libertà femminile puzzava ancora di scandalo, Vanoni ha attraversato decenni di musica italiana reinventandosi senza mai tradire la propria natura. Elegante, impertinente, autentica: capace di un’ironia affilata come una lama e di una dolcezza che sorprende sempre, come un improvviso raggio di sole.

Tra le canzoni che l’hanno resa immortale spiccano: ‘Senza fine‘, scritta da Gino Paoli, amore e tormento sospesi in note leggere. ‘L’appuntamento‘, forse la canzone più identificativa, con quel passo lento da sogno che può spezzarsi da un momento all’altro. ‘Domani è un altro giorno‘, che suona come un manifesto esistenziale. ‘Una ragione di più‘, capace di raccontare il lato più fragile dell’addio. ‘La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria’, in coppia con Toquinho, un inno alla vita che non smette mai di sorridere. Ogni brano è un ritratto di lei: elegante ma imperfetta, sensuale senza volerlo, malinconica eppure sempre luminosa.

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