Garlasco, l'avvocato di Stasi punge Lovati: "Perso il senso della misura". E Milo Infante scuote: "Nulla di illegale?"
Nella puntata di Ore 14 Sera si parte dalle SIT di Massimo Lovati e si conclude con i nuovi elementi presi in esame: cosa è successo da Milo Infante su Garlasco

Nella puntata di Ore 14 Sera, condotta da Milo Infante giovedì 13 novembre, in seconda serata su Rai 2, non manca un approfondimento sulle SIT di Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi, gli ex avvocati di Andrea Sempio sentiti in Procura a Brescia come testimoni informati sui fatti per l’indagine aperta contro l’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti sulla corruzione in atti giudiziari: i tre legali non sono indagati, ma gli inquirenti vogliono capire meglio dove sono finiti i 60mila euro che la famiglia Sempio ha ritirato in contanti. Questi soldi sono davvero nelle tasche degli avvocati o sono serviti a Giuseppe Sempio per corrompere il Magistrato e far archiviare in fretta l’indagine sul figlio Andrea? Qualche risposta in più ora c’è, ma i dubbi restano. Ecco cosa è successo nella puntata del 13 novembre 2025 a Ore 14 Sera e le ultime novità sul delitto di Garlasco.
Garlasco a Ore 14 Sera, puntata 13 novembre 2025: cosa è successo
La puntata di Ore 14 Sera inizia dalle SIT dell’avvocato Massimo Lovati, ascoltato nel pomeriggio di ieri dalla Procura di Brescia. Stando a quanto dichiarato dall’ex legale di Andrea Sempio all’uscita dalla struttura, era l’avvocato Federico Soldani a contare e consegnare i soldi nel suo studio, mentre sia quest’ultimo che Simone Grassi riferiscono il contrario, ovvero che dei conteggi, e quindi della spartizione del denaro, se ne occupava Lovati. L’ex legale di Sempio avrebbe dichiarato inoltre che era lui a recarsi nello studio dei colleghi per ritirare la somma a lui destinata. Insomma, Massimo Lovati ha detto alle SIT esattamente quello che da settimane ribadisce in televisione; gli altri due avvocati, invece, tornano sui propri passi, perché avrebbero ammesso agli inquirenti di aver preso soldi in nero per la difesa di Andrea Sempio nel 2017.
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Entra nel canale WhatsAppUna volta tornata la linea allo studio, Milo Infante commenta: "Lovati ha dalla sua il fatto di aver sempre detto la verità", mentre Luca Fazzo si chiede: "Sono bastati soldi a sufficienza per spiegare l’ipotesi corruttiva?", e Roberta Bruzzone, parlando della spartizione dei soldi, dice: "Mi sembra inverosimile che Soldani dia più soldi a Lovati di quanti ne prenda lui". E poi Fazzo fa notare che, contando questi presunti 45mila euro divisi per i tre avvocati e il prezzo della consulenza del Generale Luciano Garofano, mancherebbero all’appello circa 10mila euro dei 60mila ritirati in contanti dalla famiglia Sempio. In un secondo momento, arriva il commento della giornalista Rita Cavallaro: "E’ chiaro che nel momento in cui siamo di fronte all’ipotesi di corruzione in atti giudiziari, che può far crollare anche un sistema, è più facile dire: ‘Vabbè, ce li siamo presi in nero’. E’ quello che abbiamo detto sempre". E concorda con Fazzo sul fatto che Soldani era colui che aveva un contatto diretto con la famiglia Sempio, aspetto confermato anche dai genitori dell’indagato nelle intercettazioni e alle SIT in Procura. Che poi, come ricorda la Cavallaro, è stato Soldani a chiamare Andrea quando ci sono state le famose telefonate con l’ex capo della PG Silvio Sapone nel gennaio del 2017 e a sentire l’ex maresciallo Giuseppe Spoto il giorno della nomina del suo assistito a febbraio dello stesso anno.
Milo Infante ricorda cosa accaduto due giorni fa a Ore 14 con l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Massimo Lovati, accusato di diffamazione dallo studio Giarda. In pratica, nell’appuntamento pomeridiano con Milo Infante, Gallo ha scoperto che il suo assistito ha un nuovo portavoce, Alfredo Scaccia, che ha informato gli organi di stampa dell’invito a comparire in Procura ancora prima che lo sapesse il suo legale, che non la prende benissimo: si era detto addirittura disposto a lasciare il mandato, perché "Non faccio il pupazzo nelle televisioni". Ma oggi veniamo a sapere, tramite un video messaggio, che Scaccia si è dimesso e l’avvocato Gallo è rimasto al fianco di Lovati: "Con una forte tristezza nel cuore, annuncio di aver rinunciato al ruolo di portavoce dell’avvocato Massimo Lovati. Le sortite pubbliche di alcuni mezzi d’informazione mi impongono una repentina marcia indietro". La Bruzzone scherza: "La carriera di portavoce più rapida della storia!"
Poi si parla del fatto che l’avvocato Massimo Lovati era entrato nel team difensivo di Sempio poco dopo la nomina di Soldani, l’unico legale che scelto la famiglia dell’indagato, come dichiarato da sua madre, Daniela Ferrari, alle SIT. Roberta Bruzzone spiega: "Normalmente l’indagato può avere due avvocati, qua la presenza di un terzo può essere curiosa", e Luca Fazzo si chiede: "In 3 per fare cosa?". E Milo Infante sostiene che ciò presuppone anche una certa generosità, perché poi la parcella è stata divisa per tre persone. "Oggi Lovati, uscendo, ha detto che gli hanno chiesto come mai la sua nomina era precedente all’avviso di garanzia a Sempio. Lui ha risposto: ‘Attività difensive perliminari’. Ma di che cosa se Andrea non era ancora indagato?".
Garlasco, i documenti secretati e Giada Bocellari s’infuria con Lovati
Non mancano i dubbi sui documenti secretati sui quali il Generale Garofano ha realizzato la sua consulenza nel 2017. Alle SIT dei tre avvocati una domanda sulla provenienza di tali carte è stata fatta, ma finora non è emerso nulla di nuovo. L’avvocato Lovati, infatti, afferma di aver detto agli inquirenti quanto dichiarato finora: "Tutti avevano la consulenza Linarello". Ma prima ancora di rivelare di tale domanda, ride dicendo che è stata una "chiacchierata simpatica", espressione che proprio non va giù all’avvocato di Alberto Stasi, Giada Bocellari, che tuona: "Mi dispiace molto vedere ridere o dire ‘chiacchierata simpatica’. Scusatemi ma credo che in questa vicenda si sia perso un attimo il senso della misura. Bisogna, forse, rimettere al centro Chiara Poggi". Poi punge: "Visto che gli avvocati non hanno il silenzio sulla fonte, non vedo dove stia il problema nel dire chi gli ha fornito questi atti. Io fino ad ora ho sentito solo il nome di un bravissimo giornalista, Giangavino Sulas, ma purtroppo venne querelato proprio da noi per aver pubblicato un’intervista di un sedicente soggetto che riteneva di essere il nostro investigatore quando non lo era, dicendo cose allucinanti, come che avremmo fatto analizzare il Dna in un laboratorio in Svizzera. E’ l’unico giornalista su cui non ci sono dubbi che non avesse mezza carta. Non è sufficiente dire che queste carte circolavano".
Però, in studio, gli ospiti e lo stesso conduttore si chiedono perché l’avvocato Federico Soldani non abbia risposto ai messaggi del Generale – che, giustamente, voleva tutelarsi – quando gli ha chiesto chiarimenti sulla legittimità dei documenti a lui forniti per email. "Perché Soldani dice: ‘Ma figurati se gli rispondo’? Perché non farlo, se non c’è nulla di illegale?", domanda Milo Infante. In sostanza, tutti si chiedono perché non dire subito la verità. E ancora dubbi: "Se è vero che Garofano ha lasciato il mandato perché la difesa di Sempio non voleva inserire nell’incidente probatorio l’impronta 33, forse ha preso questa decisione perché ha capito il motivo per cui a loro non conveniva farlo. Su una cosa del genere si va davvero a uno scontro frontale", ipotizza Fazzo. Per quanto riguarda l’articolo uscito a dicembre 2017 sul Corriere della Sera, Giada Bocellari, presente in studio per la prima volta, dichiara con sicurezza che il quotidiano "non aveva le carte in mano, aveva solo letto qualche passaggio", nonostante la presenza di ampi stralci della consulenza Linarello nel pezzo di cui si è tanto parlato nelle scorse settimane.
Proprio sull’impronta 33 si fanno delle ipotesi, con Infante che dice: "Potrebbe esserci un rinvio a giudizio sulla base di questa impronta". Roberta Bruzzone risponde: "E sarà così! Voglio fare la veggente, anche visto che è uscita la veggente Gisella Cardia. Posso farlo anche io ma forse con un margine maggiore di risultato". E dice: "Credo proprio che ci sarà l’impronta 33 alla base del rinvio a giudizio, perché è determinante, tanto è vero che lo anticipa il Dottor Civardi. Nel rispondere alla parte civile, infatti, dice che di questo ne parleranno serenamente in dibattimento". Fazzo ribatte: "Non daranno mai l’ergastolo a Sempio per l’impronta 33". La Bruzzone si dice d’accordo su questo punto e poi aggiunge: "Ma questo sarebbe l’unico elemento che lo colloca sulla scena del delitto, eh".
Il giallo sui video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi e la biancheria sparsa per casa: gli elementi su Garlasco a Ore 14 Sera
Infine, l’attenzione si sposta sui nuovi elementi presi in considerazione nelle indagini sul delitto di Garlasco. Il primo riguarda una cartella nominata "Albert" con dei video intimi di Chiara e Stasi che la vittima a maggio 2007 aveva deciso di proteggere più a fondo tramite un software apposito, nonostante quei filmati fossero nel suo computer da molto più tempo. Ricordiamo che il suo pc veniva usato anche dal fratello Marco Poggi e dai suoi amici, compreso Andrea Sempio. E ci si chiede in studio perché Chiara abbia sentito l’esigenza di una maggiore sicurezza per difendere la propria privacy, sottolineando inoltre che nella cartella in questione, che a sua volta contiene altre cartelle, è sparito un video. Nessuno ha la risposta, ovviamente.
Il secondo elemento è un sacco rosso che si trovava sul divano dove Chiara e Alberto avevano mangiato la pizza la sera prima dell’omicidio. A detta dell’avvocata Bocellari, Stasi non ricorderebbe di aver visto quel sacco rosso, ma evidenzia che, "come per molti uomini, la sua capacità di osservazione non è delle migliori". Al suo interno c’era biancheria intima della vittima, ma ai tempi questo dettaglio non venne preso in considerazione. Tra l’altro, sembra che anche al piano superiore vi fossero degli indumenti intimi di Chiara. Se la Bruzzone dice che dipende dal livello di ordine della giovane donna ("Se è una persona disordinata, è normale trovare biancheria sparsa per casa"), in studio viene ricordato che, per come è stata descritta Chiara, difficilmente si sarebbe fatta trovare con la casa piena di biancheria in giro.
