Ore 14, Salvo Sottile parte col freno a mano tirato: l’eredità di Milo Infante pesa come un macigno sulle sorti del programma
Nuova squadra, cambio di rotta e qualche tensione: il pubblico sembra ancora prendere le misure dal nuovo corso.

Cambiare il conduttore di un programma di successo è sempre un’operazione delicata. Cambiarlo quando quel conduttore, negli anni, è diventato quasi inseparabile dal programma stesso, tanto da diventare lui il format, lo è ancora di più. È esattamente quello che sta accadendo a Ore 14, ripartito su Rai 2 con Salvo Sottile al posto di Milo Infante.
Il nuovo corso è partito il 7 settembre con una promessa molto chiara: cambiare, senza tradire l’identità della trasmissione. Nuovo conduttore, nuovo studio, nuova squadra e un racconto che, nelle intenzioni di Sottile, dovrebbe essere ancora più legato alla strada, agli inviati e alla cronaca in tempo reale. La Rai ha infatti trasferito il programma da Milano a Roma e annunciato un maggiore spazio per servizi sul territorio, collegamenti e testimonianze. Il problema, però, è che il pubblico non sembra aver ancora seguito con entusiamo questo passaggio di consegne.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppRAI, BALLANDO 2026: CHE FINE HAN FATTO LE STELLE?
Ore 14 con Salvo Sottile funzione? Cosa dicono i numeri
Partiamo dai dati, perché in televisione le opinioni possono essere molte, ma gli ascolti hanno almeno il pregio di essere impietosi. La prima puntata di Ore 14 targata Sottile ha raccolto 514mila spettatori con il 4,9% di share. Un dato che, preso da solo, non autorizza certo a parlare di fallimento: siamo appena all’inizio di una stagione, dopo una pausa estiva, con un programma che ha cambiato volto e persino città di produzione. Ma il confronto con il passato è inevitabile. L’8 settembre 2025, alla partenza dell’ultima stagione di Milo Infante, Ore 14 aveva ottenuto 714 mila spettatori e il 7,2% di share. Quasi 200mila spettatori in più e oltre due punti di share di differenza.
E anche la seconda giornata del nuovo corso non ha prodotto il salto sperato: l’8 settembre Sottile ha raggiunto il 5,3%. Insomma, non male in senso assoluto, ma è partito al ribasso. Ed è questa la vera notizia. Perché Infante non aveva lasciato un programma qualunque. Aveva lasciato un format cresciuto progressivamente fino a diventare uno dei prodotti più riconoscibili del daytime di Rai 2. Nella stagione precedente aveva raggiunto anche risultati vicini o superiori al milione di spettatori, arrivando il 5 maggio 2026 a 1,099 milioni e al 9,9% di share. Per Sottile, dunque, il compito non è semplicemente "fare bene". È riuscire a dimostrare che Ore 14 può esistere anche senza Milo Infante. E questa è una cosa che richiede tempo.
Sottile non è Infante. Ed è probabilmente giusto così
C’è poi un equivoco da evitare: pensare che il successo della nuova Ore 14 debba necessariamente passare dalla costruzione di un "nuovo Infante". Non funzionerebbe. E vi spiego perché. Sottile arriva con un’identità televisiva molto diversa. Ha una lunga esperienza nella cronaca e un modo più asciutto e diretto di stare dentro le storie. La sua idea dichiarata è quella di fare "meno salotto e più strada", mettendo i fatti prima delle opinioni. Lo ha spiegato chiaramente alla presentazione del programma, sottolineando anche l’intenzione di evitare quelli che ha definito "tribunali televisivi".
È la sua linea editoriale, e potrebbe essere proprio questa la strada attraverso cui riuscirà a rendere davvero sua la trasmissione. Il rischio da cui si deve tenere lontato, sarebbe invece quello di vivere ogni puntata con il fantasma di Infante seduto in prima fila. Ogni dato Auditel diventerebbe un confronto, ogni scelta un paragone, ogni ospite una verifica rispetto al passato. Così però un programma non cresce.
La nuova squadra: Roberta Capua al posto di Monica Leofreddi
Anche la squadra è cambiata di Ore 14 è ovviamente cambiata. Il volto più evidente della nuova formazione è Roberta Capua. Una scelta che richiama inevitabilmente il ruolo che negli ultimi anni era stato di Monica Leofreddi al fianco di Infante. Ed è interessante proprio perché Capua non sembra chiamata a fare la "nuova Leofreddi". Il suo compito è piuttosto quello di contribuire a dare alla trasmissione un tono differente, più televisivo e rassicurante, all’interno di un programma che continua a occuparsi di cronaca spesso molto dura.
Resta inoltre nel gruppo Rita Cavallaro, mentre cambiano ospiti, presenze e assetto complessivo dello studio. La sensazione, almeno in queste prime puntate, è quella di una trasmissione ancora in fase di assestamento. E forse è normale. Un programma quotidiano di questo tipo non si ricostruisce soltanto cambiando la scenografia. Bisogna ricreare una familiarità con il pubblico, la stessa che Infante aveva costruito in anni di lavoro.
L’intervista a Louis Dassilva: un colpo giornalistico importante
Se gli ascolti non hanno ancora premiato pienamente il nuovo corso, sul piano giornalistico Salvo Sottile ha però giocato subito una carta importante. La prima puntata è stata costruita attorno all’intervista a Louis Dassilva, assolto in primo grado dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli. L’uomo è tornato anche nella seconda puntata, proseguendo il racconto della propria vicenda.
È stato un segnale importante: il neo conduttore di Ore 14 ha scelto di presentarsi al pubblico con un’esclusiva forte, non con una semplice puntata di rodaggio.
E qui emerge uno dei punti interessanti del nuovo programma: il giornalista sembra voler dimostrare fin da subito di avere una propria agenda, senza limitarsi a ereditare quella di Infante. È probabilmente la scelta giusta anche se le polemiche non sono mancate. Prima ancora dell’esordio c’erano state le discussioni a distanza tra Sottile e Infante sul significato dell’eredità del programma e, soprattutto, sul tema del "passaggio di consegne". Dire oggi che il primo ha fallito sarebbe prematuro. I numeri sono inferiori a quelli del nuovo uomo di Mediaset, questo è un fatto. Ma pretendere che il pubblico trasferisse automaticamente, dal primo giorno, la propria abitudine televisiva da un conduttore all’altro sarebbe altrettanto ingenuo.
Allo stesso tempo, però, sarebbe sbagliato nascondersi dietro la formula "è troppo presto per giudicare". Perché la televisione vive di numeri, e il confronto tra i due sarà inevitabile almeno per tutta la prima fase della stagione. La Rai dovrà quindi capire se il 4,9-5,3% iniziale rappresenta semplicemente il punto di partenza di una crescita oppure il nuovo livello strutturale del programma. La differenza è enorme. Nel primo caso Sottile avrà bisogno di tempo. Nel secondo, Rai 2 dovrà interrogarsi su quanto del successo di Ore 14 appartenesse realmente al format e quanto, invece, fosse legato alla personalità del vecchio padrone di casa.
