Caso Alessia Pifferi, sdegno in studio per l'ergastolo cancellato. Roberta Bruzzone annuncia: "In Cassazione cambierà tutto"
Nella puntata di 'Ore 14', di giovedì 4 novembre si è acceso il dibattito sulla riduzione della pena ad Alessia Pifferi, a cui è stato cancellato l'ergastolo
Milo Infante è in onda anche giovedì 6 novembre 2025 con un nuova puntata di ‘Ore 14‘, che si preannuncia davvero ricca. Si parte con il fermo del pirata della strada che a Milano ha ucciso un 87enne, si tratta di un egiziano di 29 anni che aveva noleggiato un furgone, con cui ha investito l’anziano sulle strisce. Il giovane si era fermato dopo l’impatto, ha aperto la portiera e guardato il corpo dell’uomo, per poi scappare, ma la polizia lo ha rintracciato.
Non è però accaduto lo stesso a Vincenzo Lanni, che pochi giorni fa ha accoltellato una donna in zona CityLIfe, scelta a caso perchè ritenuta ‘simbolo del potere. Nel suo caso i carabinieri sono riusciti a fermarlo prima che colpisse un seconda volta nello stesso giorno, cosa che era già avvenuta in passato.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppSta per arrivare poi una settimana importante a Rimini, dove Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli, si dice convinto che l’unico responsabile della morte di sua mamma sia Louis Dassilva, in carcere da mesi pur dichiarandosi sempre estraneo i fatti. A questo si aggiunge la condanna inflitta in secondo grado ad Alessia Pifferi, che ha lasciato morire la sua bambina di diciotto mesi, questa volta i giudici hanno cancellato l’ergastolo e l’hanno condannata a 24 anni, grazie anche alle attenuanti.
Ore 14 – Cos’è successo nella puntata del 6 novembre 2025
Si parte con il pirata della strada fermato a Milano, davvero dura la condanna di Roberta Bruzzone. "Si tratta di un copione che osserviamo spesso, sono soggetti che non hanno la minima intenzione di affrontare le conseguenze delle loro azioni, nè un briciolo di dignità per dare soccorso. Gli incidenti possono accadere a noi, anche in modo involontario, è quello che fai dopo che ti qualifica come essere umano ". Ed effettivamente tutto sembra essere voluto visto che, come ha sottolineato Infante, poco dopo lui ha spento il cellulare per evitare di essere localizzato.
In casi simili, come ha evidenziato l’avvocato Grassani, la condanna può essere anche a diciotto anni di reclusione, il massimo della pena, per l’omissione di soccorso. Difficile, a suo dire, si possa arrivare a un tempo minore, proprio per non avere assistito l’anziano, ma anche per la volontà di far perdere le sue tracce. A livello generale almeno dieci anni sarebbero auspicabili. Riuscire a rintracciarlo era però semplice, in fase di noleggio di un mezzo vengono lasciati i documenti.
La puntata di ‘Ore 14’ prosegue poi con il collegamento da carcere di San Vittore, dove si trova Vincenzo Lanni dopo essere stato fermato per l’accoltellamento a Milano di pochi giorni fa. Oggi il gip deciderà sulla permanenza dell’uomo o se sarà necessario trasferirlo in una struttura per soggetti affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. Gli inquirenti vogliono capire cosa sia accaduto dopo il 23 maggio 2023, quando Lanni dichiarò alla Polfer di essere in possesso di un coltello nel periodo in cui era in libertà vigilata, era però libero pochi giorni fa. Anche in questo caso a intervenire è la dott.ssa Bruzzone, sottolineando che "è bastato poco per riaccendere in lui una sensazione di frustrazione e di rabbia, che gli ha dato un’idea di sè fallimentare. Questo scatena l’aggressività in personalità così disturbate. Una problematica simile quando si instaura è presente in modo sistematico, non c’è modo di spegnerla". L’allentamento dalla comunità non può essere giustificato da un litigio, anche se, secondo la Bruzzone, può essere legittimo da parte di chi gestisce la struttura farlo, pur sapendo come questo inneschi una bomba a orologeria. Il legame dell’uomo, Beatrice Luzzio, ha sottolineato il pentimento dell’uomo e il desiderio che la donna si riprenda, si è sentito smarrito dopo avere lasciato la comunità, sarà valutato se chiedere la perizia psichiatrica.
È ancora la Bruzzone ad accendere il dibattito in merito a come gestire i soggetti problematici come Lanni e il vuoto legislativo che c’è. Secondo la sua opinione qualcosa cambierà davvero quando a essere colpito sarà qualcuno che appartiene alle istituzioni.
Il caso Pierina Paganelli
Spazio poi al caso Pierina Paganelli, in vista di quello che accadrà la prossima settimana, quando si entrerà nel vivo del processo a carico dell’unico indagato per omicidio, Louis Dassilva. Lunedì saranno ascoltati in aula i figli della vittima, due testimoni di Geova che la conoscevano bene e che avrebbero dovuto giudicare il giorno dell’omicidio una sua vicina di casa, oltre alla nuora Manuela. I legali dell’uomo si concentreranno proprio su Manuela, visto che si pensa che il movente sia da ricondurre al timore che Pierina potesse scoprire il nome del suo amante, che era appunto l’africano. In studio i dubbi sulle dichiarazioni di Manuela, che diversi mesi dopo il delitto ha di fatto dato la colpa all’uomo, non mancano, non mancano, visto che poco dopo l’omicidio lei sembrava interessata a preservare la sua relazione. La strada del ragionevole dubbio a riguardo è forte, come evidenziato da Bruzzone, consulente di Louis. Gli opinionisti non riescono però a comprendere come Giuliano, che ha perso la mamma e scoperto di essere stato tradito da tempo, riesca a credere nelle parole della ex moglie. Ora invece lui non sembra avere alcun dubbio sulla colpevolezza di Dassilva, come detto in un’intervista mandata in onda in puntata, non ha invece voluto rispondere alle accuse arrivate nei suoi confronti dalla ex consorte, che ha parlato di maltrattamenti che avrebbe subito da lui.
Alessia Pifferi, le certezza di Veronica Bruzzone
Spazio anche alla riduzione della condanna inflitta ad Alessia Pifferi, la Bruzzone è convinta che la partita non sia finita, la Procura potrebbe fare ricorso perché ritiene discutibile l’applicazione delle attenuanti. Il suo parere non è super partes, è infatti consulente della sorella Viviana. Importante è però, a suo dire, avere confermato l’omicidio volontario, la piena capacità di intendere e di volere. Tutti sono concordi sullo sdegno per la sua condotta, impossibile non ricordare come lei sembrasse quasi tranquilla subito dopo il fermo.
