Caso Resinovich, Milo Infante tuona sui sacchi: “Davvero lo contestiamo a Visintin?”. E Bruzzone sbotta: “Forse è carta straccia”
A "Ore 14" nella puntata di mercoledì 26 novembre 2025 si è parlato del testimone che sostiene di avere venduto sacchi neri a Liliana Resinovich, Roberta Bruzzone per ora preferisce essere scettica

A quasi quattro anni da ritrovamento del corpo senza vita di Liliana Resinovich, sono ancora tanti gli aspetti da chiarire, a partire dalla causa della sua morte. Al momento nel registro degli indagati si trova il marito Sebastiano Visintin, anche se c’è chi è convinto che in realtà la donna si sia tolta la vita.
A complicare ulteriormente il quadro ci ha pensato in questi giorni un ex ristoratore, amico della coppia, che ha fatto una testimonianza inaspettata, rivelando di avere incontrato la signora pochi giorni prima della sua scomparsa, cosa che non era mai emersa finora. Secondo quanto da lui rivelato, Liliana si sarebbe rivolta a lui per acquistare due sacchi neri, chiedendo però di non dire niente al suo compagno. Sarà davvero accaduto questo e soprattutto si tratta di sacchi simili a quelli in cui era contenuto il suo corpo? A "Ore 14" non è mancato un approfondimento a riguardo.
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Entra nel canale WhatsAppLiliana Resinovich e il giallo dei sacchi neri a "Ore 14"
L’uomo, che sostiene di avere parlato con Liliana Resinovich e di averle venduto i sacchi neri è uscito allo scoperto solo ora, ma secondo la sua testimonianza a spingerlo a stare in silenzio sarebbe stato un amico carabiniere. Alfonso Buonocore, questo il suo nome, si è recato da Visintin per dare la sua versione dei fatti, il marito della donna scomparsa ha prontamente registrato quella conversazione.
Roberta Bruzzone sembra essere però scettica su questa testimonianza: "Nella migliore delle ipotesi questa è una testimonianza molto tardiva, nasce in un contesto che porta all’attivazione del principale indagato, ci sono quindi delle criticità. Servono riscontri insuperabili per capire se sia vera, altrimenti è carta straccia".
L’ex pizzaiolo sostiene di avere ancora dei sacchi uguali a quelli consegnati alla donna, facilmente riconoscibili perché hanno uno spessore maggiore rispetto a quelli che si trovano nei supermercati. Non a caso, lei sarebbe andata direttamente da lui per averli.
In attesa di conferme o smentite, Bruzzone non può che mettere in evidenza come sia importante non trascurare alcuna pista. "Se ci fosse una conferma avrebbe un effetto deflagrante sull’inchiesta. Parlare di omicidio sarebbe a quel punto difficile, è quindi importante verificare. Se questo serve per evitare di miscelare gli ingredienti e impedire che venga fatta una frittata bisogna capire il perché. In entrambi i casi lo scenario va approfondito doverosamente".
Monica Leofreddi non riesce però a comprendere la reazione avuta da Sebastiano Visintin: "Di fronte a questa testimonianza lui dovrebbe essere il primo a essere arrabbiato, visto che è accusato di omicidio, e invece non sembra lo sia". Questa teoria sembra essere però poco comprensibile per Milo Infante: "Veramente contestiamo a Sebastiano di non essersi arrabbiato? Sono gli investigatori che devono fare il loro mestiere, ha raccolto la testimonianza e poi l’ha girata agli inquirenti". In realtà, l’uomo avrebbe fatto presente questo all’ex ristoratore.
Su questo ha voluto insistere proprio Infante: "A fare notizia è la reazione di Sebastiano o i sacchi?". Pensare all’idea che Liliana Resinovich abbia acquistato dei sacchi usati per i rifiuti per poi suicidarsi spinge però anche a fare una considerazione amara, come sottolineato da Bruzzone: "Se così fosse qualcuno non ci ha davvero capito niente". Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a chi si è occupato delle consulenze su questo caso.
