Garlasco a Ore 14, Bruzzone smonta i sospetti su Sempio: “Lettura subdola”. La nuova teoria su Sapone e l'intercettazione
A Ore 14 nella puntata di martedì 18 novembre 2025 Roberta Bruzzone ha smontato chi alimenta i dubbi sull'ex maresciallo Sapone in merito ai rapporti con i Sempio.
Anche oggi, martedì 18 novembre 2025, "Ore 14" rappresenta un appuntamento imperdibile per chi vuole essere informato sugli ultimi sviluppi legato alla nuova indagine in corso sul delitto di Garlasco. La trasmissione è l’occasione per fare il punto della situazione all’indomani di un interrogatorio che può rappresentare una svolta importante, quello di Silvio Sapone, ex maresciallo all’epoca dei fatti e considerato dalla Procura di Brescia come una sorta di braccio destro dell’ex pm Venditti, che ha poi portato all’archiviazione decisamente frettolosa di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi nel 2017.
La magistratura bresciana sta provando ad approfondire per capire se ci siano stati episodi di corruzione o di verità distorte, legate anche a numerose decine di migliaia di euro spese all’epoca dalla famiglia del ragazzo.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco a Ore 14, cosa è successo nella puntata del 18 novembre:
"Sono tranquillo, ma sono stanco, sono sveglio da questa mattina alle 5 – sono le parole di Sapone all’inviata nel corso di una breve intervista mandata in onda -. Mai conosciuto i Sempio, ho visto lui solo quando è stato interrogato".
A firmare quell’interrogatorio, avvenuto il 10 febbraio 2017 come è giusto che sia, erano stati il pm Venditti e la sua collega, la dottoressa Pezzino. Non significa che non sia stata presente la Polizia Giudiziaria, anche se non viene indicata (dovrebbe esserlo). Se Sapone sostiene di averli visti si dovrebbe riferire a quando ha avuto modo di salutarli in corridoio, è l’osservazione di Milo Infante. "Chiunque sia presente in un interrogatorio deve essere sempre indicato, lo dico dalla mia esperienza" – è l’osservazione di Roberta Bruzzone.
I dubbi sulla posizione di Sapone continuano però inevitabilmente a esserci, in riferimento soprattutto a una telefonata di poco più di 5 minuti che lui avrebbe avuto in passato con Sempio, cosa inusuale in situazioni simili, soprattutto perché avvenuta di domenica.Infante tende però a mettere in evidenza come non si debba trascurare alcun dettaglio: "La telefonata deve essere letta nell’insieme, prima di questa c’è anche una chiamata dell’avvocato Soldani (122 secondi), una volta finita questa richiama Sapone. Poi i due si chiamano a vicenda di nuovo".
Roberta Bruzzone non crede alla corruzione: "Lettura subdola"
È a questo punto che Roberta Bruzzone interviene con il suo consueto piglio, memore delle polemiche sorte in rete pochi giorni fa, quando si è scontrata con l’avvocato di Alberto Stasi, Giada Bocellari, arrivando a parlare di una patologia del condannato legata alla sua concezione del sesso. "Dobbiamo parlare in maniera chiara, meglio non dare adito a supposizioni, ci sono persone che parlano che definire pericolose e squilibrate è poco. Secondo alcuni soggetti queste telefonate sono volte a capire quali domande sarebbero state fatte a Sempio, ma per me è una lettura subdola. Normale non ricordarsi di alcune telefonate, sono passati otto anni, l’accusa nei confronti di Sempio era ritenuta infondata, lo ha detto anche Venditti. Non è grave, sono investigatori, saranno in grado di valutare bene le informazioni che ricevono. Alcune chiacchiere in più possono non essere sorprendenti. Concordare le domande in cinque minuti è impossibile".
La teoria della Bruzzone viene avvallata anche dall’avvocato Saverio Macrì, presente in studio: "Normale che la Pg chiami l’indagato e non l’avvocato. Tante volte gli inquirenti chiamano gli indagati senza passare dagli avvocati, è la prassi". In realtà, qui è avvenuto il contrario, ma su questo c’è un’ulteriore precisazione della criminologa: "Sempio dopo parla con l’avvocato, quindi Sapone gli ha detto qualcosa da verificare poi con l’avvocato".
Bruzzone chiude con un’osservazione che lei definisce da "avvocatessa del diavolo". "Se io so che in mezzo c’è una situazione poco limpida ho tutte le ragioni del mondo per seguire in maniera maniacale la procedura. I sospetti della Procura non sembrano fondati, c’è stato il terzo annullamento dalla Procura di Brescia al sequestro dei dispositivi di Venditti".
