Elia, ucciso a 9 anni dalla mamma a Calimera, la verità choc dello zio da Milo Infante: "Insulti e botte, non gli dava da mangiare"

A Ore 14 è intervenuto lo zio di Elia Perrone, ucciso a soli nove anni dalla mamma: l'uomo ha messo in evidenza uno scenario terrficante con cui era costretto a convivere il bambino, ma nessuno ha fatto niente

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Redazione

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Milo Infante Ore 14
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Ancora una volta ci troviamo a piangere l’ennesima scomparsa di un bambino a opera della sua stessa mamma, una tragedia che non può che essere difficile, se non impossibile accettare per tutti, visto che a togliergli la vita è la persona che gliel’ha data. Tutto questo si è verificato a Calimera, in provincia di Lecce, dove un bimbo di soli 9 anni, Elia Perrone, è stato ucciso dalla mamma Najoua Minniti, prima che lei si togliesse la vita nel mare di Torre dell’Orso.

Parlare di tragedia annunciata, come si fa spesso in questi casi, non sembra essere così sbagliato. A riferirlo è il papà del bimbo, che aveva fatto un esposto sulla ex il 16 dicembre dello scorso anno, come mostrato nel corso di "Ore 14". "Io sottoscritto ho ricevuto una visita della mia ex compagna. Dopo una breve conversazione sulla divisione delle feste natalizie la signora ha dichiarato di ritenermi responsabile di qualsiasi cosa capitasse a lei e al bambino. Lei mi scriveva: ‘Saluta bene Elia perché lo porto con me, è già capitato che lo portassi davanti al mare con la macchina" – aveva scritto.

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La tragedia di Calimera: la morte del piccolo Elia

In occasione di una tragedia come questa non si poteva non chiedere l’opinione di Roberta Bruzzone, che da psicologa si è spesso trovata ad affrontare tragedie simili. "Non possiamo dire che ci saremmo aspettati tutto questo, tragedie simili capitano un po’ troppo spesso, fatti simili non devono capitare" –è stato l’inizio del suo intervento. Il riferimento è anche alla storia del piccolo Giovanni, anche lui 9 anni ucciso dalla mamma, Stasiuk, a Trieste solo pochi giorni fa, nonostante lui avesse detto a psicologi e assistenti sociali di non sentirsi tranquillo all’idea di stare solo con lei.

"Anche in questo caso erano già state manifestate problematiche di personalità, pensieri anche di tipo ritorsivo dove c’è il richiamo alla morte e al coinvolgimento della morte del bambino. Quando c’è una problematica di questo tipo serve una cautela maggiore, è evidente che questa donna fosse instabile. L’uomo e il bambino hanno continuato a segnalare questa situazione, non era possibile che lei potesse stare sola con un bambino. Perché dobbiamo sempre dare chance all’adulto sperando che diventi un bravo genitore e non tuteliamo un bambino che ha diritto ad avere un genitore che non si sa se un giorno sarà in grado di farlo?".

Importante è anche la testimonianza dello zio, mandata in onda nel corso del programma: "Il bambino veniva trattato male dalla mamma, ma lei diceva: ‘Guai se lo dici‘. Lui però lo raccontava lo stesso, a quel punto lei gli diceva: ‘Tu sei una m**è’. La scuola doveva seguirlo meglio, se si sa che ha dei problemi in casa, ma non sappiamo se Elia lo avesse raccontato a scuola. La mamma diceva al bambino apertamente: ‘Se dici quello che facciamo a casa ti ammazzo’. Lei lo maltrattava, addirittura non gli dava da mangiare e lo insultava. Nessuno è mai intervenuto per vedere realmente la situazione, il papà ha denunciato più volte la donna per maltrattamenti. Quando la mamma lo teneva il bambino era in ostaggio".

Importante anche la condanna di Monica Leofreddi: "Quando ci sono denunce ripetute non possiamo lasciare questi bambini in balia del nulla, sono troppo soli".


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