Ore 14, Milo Infante: "Il giornalista picchiato poteva perdere un occhio", il racconto inedito dell'aggressione
Il conduttore del talk ha raccontato a Libero Magazine la dinamica terribile dell'aggressione ai suoi inviati: "Ci sono persone che non hanno paura di nulla".

Ancora un’aggressione ai danni dei giornalisti di Ore 14. Dopo quella subita da Francesca Crimi durante un servizio a Crans-Montana, questa volta due giornalisti sono stati picchiati e derubati a Milano, nel quartiere periferico di Rogoredo. I due cronisti del talk di Milo Infante, Francesca Pizzolante e Giovanni Violato, si trovavano nella zona per un servizio sulla morte di un ragazzo di soli 28 anni, avvenuta nel corso di una sparatoria, e qui sono stati assaliti da sei malviventi: "Tre dei sei spacciatori che ieri sera hanno aggredito, picchiato e rapinato i nostri colleghi di Ore 14. Solo l’intervento della Polizia ha evitato il peggio", ha scritto Infante sul suo profilo Instagram, a corredo di una foto in cui si intravedono i responsabili del brutale attacco. Un gesto ignobile e violento, da condannare a gran voce, fatto da chi ormai crede di poter dettare la propria legge dove lo Stato stenta spesso ad arrivare. Su questo Libero Magazine ha chiesto ulteriori informazioni a Milo Infante, che ci ha raccontato la dinamica dell’aggressione e come stanno ora i due giornalisti.

Milo Infante racconta l’aggressione ai suoi inviati: "C’è un’emergenza sicurezza che sta esplodendo"
Ancora una violenta aggressione ai danni di giornalisti mentre svolgevano il loro lavoro. Questa volta è toccato a Francesca Pizzolante e Giovanni Violato, membri della troupe di rinforzo di Ore 14, mentre si trovavano a documentare una delle zone più difficili della periferia milanese, Rogoredo. Il servizio era stato programmato a pochissime ore di distanza dalla sparatoria di ieri in cui ha perso la vita un 28enne: "Per fortuna non hanno fatto male a Francesca, questo è stato il nostro primo pensiero. Lei ha veramente corso un grave pericolo", ci ha raccontato Milo Infante parlando della collega, spiegandoci poi come stanno i due inviati e aggiungendo dettagli alla dinamica dell’aggressione:
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Entra nel canale WhatsApp"Non se lo aspettavano. Non si aspettavano di trovare tutta quella gente a distanza di un’ora dalla sparatoria e a soli 100 metri da dove si era svolta. Questo significa che è gente che non molla il territorio, resta lì e non se ne va perché lo considera proprio. L’altra cosa che ci ha colpito è che Giovanni è stato ferito con una bottiglia che miracolosamente non si è rotta. Lui è stato colpito sotto l’occhio e se si fosse rotta lo avrebbe perso… quindi un piccolo miracolo".
Infante ha voluto concludere con un ultimo dettaglio e una profonda riflessione su quella che è "Un’emergenza sicurezza che sta esplodendo in tutta la sua gravità", che verrà anche ripresa durante la puntata di giovedì prossimo di Ore 14 Sera:
"Un’altra cosa che ci ha colpito è che questi spacciatori, tutti extracomunitari, e infatti si sente parlare anche in arabo, hanno aggredito Giovanni perché pensavano fosse un poliziotto, non un giornalista. Gli hanno distrutto la telecamera e lo hanno picchiato perché erano convinti fosse un poliziotto, tanto è vero che Francesca urlava ‘Non è un poliziotto, lasciatelo stare’. Questa è la riprova che c’è una percezione di impunità totale. C’è una presenza importante di persone sul territorio che non ha rispetto né paura di nulla, nemmeno della polizia o delle leggi e forse dobbiamo iniziare a chiederci perché".
