Milo Infante sbotta a Ore 11: “Qui è un boicottaggio”, la frecciata dopo il pasticcio coi microfoni
Non inizia nel modo migliore la settimana per Ore 11 a causa di un problema tecnico nella puntata di lunedì 21 settembre, Milo Infante a quel punto non è riuscito a trattenersi

E’ iniziata oggi, lunedì 21 settembre 2026, una nuova settimana per "Ore 11", il nuovo format di Milo Infante targato Mediaset nato per approfondire i casi di cronaca più importanti. Eppure, nonostante la pausa legata al weekend utile anche per mettere a punto ogni aspetto, tecnico e non, non sono mancati gli imprevisti, che non hanno certamente fatto piacere al giornalista, sempre attento alla cura dei dettagli consapevole di come questi siano determinanti per offrire un buon prodotto al pubblico che segue a casa.
"Ore 11" e l’imprevisto tecnico puntata 21 settembre 2026: cosa è successo
E’ partita con un imprevisto la settimana per "Ore 11", nel corso del dibattito legato al caso Garlasco, di cui Milo Infante si occupa da tempo con estrema cura dei dettagli, così da dare voce a tutte le parti in causa ed evidenziare tutte le incongruenze nelle indagini. Il problema è sorto in occasione dell’intervento del giornalista e scrittore Piero Colaprico, che stava manifestando, come ha fatto spesso, la sua diffidenza nei confronti del lavoro fatto dalla Procura di Pava, che l’assassino di Chiara Poggi sia Andrea Sempio. Il suo discorso si è sentito però solo in parte a causa di un malfunzionamento che ha colpito il suo microfono, di cui il conduttore non si era subito reso conto, se non dopo una segnalazione dei tecnici che erano presenti in studio.
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Almeno inizialmente lui ha cercato di mantenere la calma, puntando a ripristinare il prima possibile la situazione, ben sapendo come questo possa contribuire a critiche o addirittura a cambiare canale."Se me lo dite intervengo. Quale microfono di? Soggetto? Piero Colaprico, non va il tuo microfono abbiamo un problema tecnico, ditemelo però, perché sennò", sono state le parole di Infante. Un chiaro segno di come la comunicazione in questi casi diventa determinante, anche per evitare che un episodio simile possa degenerare e durare anche a lungo.
Successivamente il dibattito è ripreso, ma il disservizio è continuato, questa volta quando è stato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, a prendere la parola. A quel punto il giornalista ha iniziato a manifestare smarrimento, pensando che tutto fosse risolto, anche se non ha mancato di sistemare l’accaduto con l’ironia che spesso lo caratterizza: "Scusate, ma non vanno i microfoni oggi? Ok, abbiamo dei problemi al banco dei microfoni oggi. Neanche questo, non va. Abbiamo un problema serio, mi dite quello che va? Non so, vanno gli altri? Datemi informazioni, basta che voi me lo diciate. Adesso Colaprico va e l’altro no. Allora c’è qualcosa di strano. Qui è un boicottaggio, Claudio il nostro tecnico, prima ha boicottato Colaprico, poi per la par condicio ha boicottato Antonio De Rensis, adesso boicotta me, il prossimo".
La trasmissione è comunque proseguita senza grandi intoppi, merito ovviamente anche della professionalità del suo padrone di casa, anche se le pause pubblicitarie potrebbero essere state l’occasione per chiarire e fare in modo che l’inconveniente non si ripeta.
