Eddie Brock si prende la rivincita dopo il flop di Sanremo, Arisa cambia rotta, Tatangelo "Notte da incubo". Le pagelle dell'8 maggio 2026

Un venerdì 8 maggio carico di nuovi singoli: da Arisa ad Anna Tatangelo, c'è perfino Eddie Brock. Ma ci sono piaciuti davvero? Il nostro pagellone del New Music Friday

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

I nuovi singoli usciti l’8 maggio fotografano bene dove sta andando il pop italiano: un piede nel 2016, l’altro in un’estate che scalpita ma non ha ancora deciso se ridere, ballare o fare i conti con sé stessa. Ne viene fuori un New Music Friday pieno di ritorni, esperimenti più o meno riusciti e qualche "ma perché?" strategico che chiede a gran voce una riunione con le etichette. Ma cosa abbiamo capito dal primo ascolto? Le nostre pagelle.

Coez – Ci vuole una laurea

Silvano Albanese torna dove lo avevamo lasciato quando lo ascoltavamo di notte con il cuore in gola e la sigaretta fuori al balcone, solo che questa volta al tavolo c’è anche Zerocalcare a spostare le luci della scena. Ci vuole una laurea è il suo nuovo singolo ma anche la colonna sonora della nuova serie animata Netflix Due Spicci, creata e diretta proprio dal fumettista romano con addosso quella malinconia sbilenca che accomuna i loro mondi: personaggi spaesati, decisioni rimandate e rapporti che scricchiolano mentre provi a capire che adulto vuoi essere davvero.

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La power ballad si appoggia sulla produzione di Golden Years, che prende il Coez modello 2016 e gli dà un tagliando 2026 introducendo chitarre e it-pop di dieci anni fa rivisti con cassa più presente, dettagli elettronici contemporanei e un respiro che lo tiene lontano dal museo delle cere. La scrittura è certamente familiare ma meno pigra rispetto a tanto materiale recente, e quella sensazione di "finalmente" che, per lui, sa proprio di svolta necessaria.
Voto: 8,5

Chiara Galiazzo – Basta poco

Per Chiara Galiazzo questo singolo è più un "riprendiamoci la scena" che un semplice brano da playlist. Basta poco viene presentato come un inno pop luminoso alla libertà e alla semplicità, con immagini urbane e una voglia di evasione emotiva che le permette di staccarsi, almeno un po’, dall’immagine un ingessata degli ultimi anni. La voce, quella sì, è sempre la stessa: riconoscibile, pulita, piacevole oltre ogni retorica.

La scelta degli arrangiamenti è da puro pop da radio, ma con qualche colpo di teatro: i salti di tonalità che spuntano più volte nel brano sono mosse interessanti, quasi a dire "posso ancora giocare, non sono qui solo per rispettare il compitino". Il punto debole è la lavorazione dello special con gli effetti sulla voce, soprattutto verso la fine, impoveriscono la materia prima di partenza, rendendolo fin troppo sintetica rispetto al messaggio di libertà che il pezzo vorrebbe rappresentare. È un passo avanti netto rispetto alla Chiara degli ultimi anni, ma resta la sensazione che, con un paio di scelte diverse in produzione, potesse spingere molto di più.
Voto: 6

Francesco Gabbani – Summer Funk

Summer Funk è Francesco Gabbani che si mette il cappellino da festa ma non rinuncia agli occhiali per guardarsi attorno. Il singolo, pubblicato da BMG come apripista dell’estate 2026 e del nuovo tour in partenza il 12 giugno, è costruito su un impianto funk-dance molto pop, perfettamente allineato ai trend radiofonici, con un groove immediato e linee vocali che giocano tra voce piena e falsetto in modo più spavaldo del solito.

Nel testo Gabbani non prova nemmeno a inseguire i picchi "filosofici" di alcuni suoi vecchi successi ma domina la leggerezza, con qualche lampo di autoironia sulla sua sovraesposizione mediatica che fa alzare un sopracciglio e strappa un mezzo sorriso. È una canzone costruita per tenere botta tutta l’estate, senza la pretesa di fermare il tempo ma nemmeno esprimersi al meglio delle sue possibilità. Francesco Gabbani firma una traccia che farà il suo lavoro onestamente, soprattutto quando i live inizieranno a riempirsi di cori a cielo aperto.
Voto: 7

Bambole di Pezza – P0RN0

Le Bambole di Pezza arrivano all’estate con un singolo che, già dal titolo scritto con lo zero, ti dice subito che qui non si sta giocando a nascondino. P0RN0 continua il discorso che la band ha inaugurato a Sanremo con una scrittura diretta, senza filtri, che usa il pop rock come cassa di risonanza per un percorso di empowerment e autodeterminazione femminile in cui è la donna a scegliere per sé, anche sul piano sessuale, rifiutando ruoli prestabiliti e fantasie cucite addosso da altri.

Musicalmente il brano è un tuffo consapevole nei primi anni Duemila, tutto filtrato però da una produzione italiana che non si limita al cosplay ma prova a dargli un taglio attuale. Il risultato è una boccata d’aria nel mare di reggaeton e afrobeat fotocopiati che ci aspettano sotto gli ombrelloni. Niente di assolutamente nuovo, ma porta una voce diversa in un’estate che rischia di sembrare tutta uguale.
Voto: 8

Silvia Salemi – End of Silence

End of Silence è un brano che si porta dietro un progetto enorme, e questo rende il giudizio ancora più delicato. La canzone nasce all’interno di una campagna promossa da AstraZeneca e associazioni di pazienti oncologici per rompere il silenzio che ancora circonda il cancro, usando la musica come linguaggio universale per parlare di paura, diagnosi, speranza e nuove possibilità di vita.

Sul piano strettamente musicale, però, Silvia Salemi sceglie un vestito dance-pop da club con cassa dritta – manco a dirlo – che richiama un’epoca ormai sorpassata. Il brano fa comunque molta fatica a trasmettere il legame con il tema così specifico e importante che lo ha generato, magari anche volutamente. L’intenzione e l’impegno sono degni del massimo rispetto, ma da un’artista come lei ci si aspetta una sintesi più potente tra messaggio e forma.
Voto: 6

Willie Peyote – Kodak

Kodak è Willie Peyote che si concede un pomeriggio d’estate da guardare al rallentatore, come una foto che resta appesa in camera anche quando hai già cambiato vita. Il brano anticipa l’album Anatomia di uno schianto prolungato, in uscita a metà maggio, e si muove in zona cantautorap con una struttura indie-pop morbida tutta giocata sulla sua voce che racconta per immagini un amore vissuto a distanza.

La scrittura resta comunque riconoscibile e la produzione di Fudasca gli fornisce un tappeto soffice su cui atterrare, elegante, da radio di fascia alta. È un brano che va ascoltato più volte. Molte volte.
Voto: 7

Arisa – Rugiada

Rugiada arriva a completare un periodo intensissimo per Arisa. Dopo la conduzione del Concertone del Primo Maggio, l’uscita dell’album Foto Mosse a metà aprile, i singoli Magica Favola e Il tuo profumo, e ora questo nuovo tassello che si aggiunge al quadro. Il brano, in radio dall’8 maggio, è un uptempo che guarda alla tradizione nostrana, con un pizzico di dolce vita e una cassa dritta che chiama il ballo senza sensi di colpa.

Il testo è esattamente ciò che ti aspetti da una canzone estiva leggera ma comunque Rugiada arriva dopo una serie di singoli ravvicinati che hanno un po’ disorientato il pubblico e reso più difficile la lettura complessiva del progetto Foto Mosse. Musicalmente il brano tiene bene, ma resta il rimpianto per un incastro più organico all’interno dell’album, dove avrebbe potuto funzionare come momento di luce in una tracklist che, di suo, aveva già molto da dire.
Voto: 7

Eddie Brock – Bel venerdì

Eddie Brock è uno di quei casi in cui la tecnica non perfetta passa in secondo piano perché il modo in cui ti arriva la canzone è più forte delle sbavature. Bel venerdì, nuovo singolo in uscita l’8 maggio dopo il passaggio a Sanremo 2026 con Avvolti e la deluxe del suo album Amarsi è la rivoluzione, continua a costruire il suo personaggio da "ragazzo qualsiasi" che però le emozioni le sa mettere giù in modo estremamente condivisibile.

Il brano racconta il caos dopo la fine di un amore: rabbia, casa sottosopra, ferite che non hai ancora avuto il tempo di nominare, tutte cose che lui mette in fila con quella scrittura che sembra parlarti dal tavolo accanto al bar. Musicalmente è debitamente figlia del mondo di Fabrizio Moro ma senza scadere nella copia carbone. Non inventa nulla, ma centra in pieno il bersaglio che si propone: essere la canzone che tanti metteranno in loop senza dover per forza spiegare perché a parole.
Voto: 6,5

Clementino feat. Laye Ba – Children

Clementino torna con questo singolo afrobeat-world in collaborazione con l’artista senegalese Laye Ba, unendo ritmi africani, melodie partenopee e attitudine hip hop in un pezzo dal respiro internazionale che parla a tutti i bambini del mondo in un momento storico in cui i conflitti globali colpiscono soprattutto loro.

È una canzone allegra e leggera, con un coro di bambini che fa sempre presa, ma che allo stesso tempo prova a veicolare un messaggio di amore universale e speranza, filtrato attraverso lo sguardo innocente dei più piccoli. Dentro questa prima ondata di brani estivi, è uno dei pochi che sembra davvero avere una marcia in più.
Voto: 8

LDA & Aka 7even – Santa

LDA e Aka 7even, reduci dal successo sanremese di Poesie Clandestine (già certificata oro), non mollano il colpo e ripartono con Santa, nuovo singolo in radio e digitale dall’8 maggio che accompagna anche il loro Primo e Ultimo Ballo – Summer Tour 2026. Il brano sta comodamente a metà tra i grandi classici estivi italiani e il loro modo molto napoletano di stare al mondo: sfrontati, leggeri, consapevoli che a vent’anni puoi permetterti di dire "ci pensiamo domani" senza troppe spiegazioni.

Il sound gioca con un ritmo latino estivo, di quelli che ti portano direttamente sulla spiaggia anche se sei ancora alla macchinetta del caffè in ufficio, mentre il testo, un po’ come in Poesie Clandestine, porta dentro una malinconia tenue, fatta di immagini quotidiane e ricordi che non mollano la presa. Non è la canzone che cambia le regole del gioco, ma è esattamente quel pezzo che può trasformarli nei volti ricorrenti dell’estate 2026. La voglia di far ballare è ancora tanta. E anche quella di tenere vivo l’effetto Sanremo. Finché si può.
Voto: 6

Welo, Anna Tatangelo – Notte poetica

Notte poetica è l’incontro tra Welo e Anna Tatangelo che sulla carta fa alzare il sopracciglio: due mondi lontani, un rapper giovane e una delle voci pop più riconoscibili degli ultimi vent’anni, messi insieme per un singolo che punta dichiaratamente a diventare colonna sonora estiva. L’idea narrativa è quella di una notte di finestrini abbassati, musica alta e una luna enorme, dentro cui si muovono due persone che non sono state capaci di tenersi ma continuano a cercarsi nel fragile spazio di poche ore condivise.

Il problema vero, qui, è la produzione: Room9, Nathys e Luca Mattioni confezionano una base molto standardizzata, agganciata a un’idea di hit estiva che sembra già vecchia rispetto ai cambiamenti in corso. In radio il pezzo funzionerà quasi sicuramente ma a livello di freschezza e originalità resta più un "ok, ci sta" che un brano destinato a durare nel tempo.
Voto: 5

Giordana Angi – Quando poi ci lasceremo

Giordana Angi torna con Quando poi ci lasceremo, nuovo singolo in uscita l’8 maggio per Warner, dopo un tour teatrale intimo e piano-voce che aveva messo in luce tutto il suo spessore autoriale. Il titolo profuma di addio, ma la canzone – almeno nelle intenzioni dichiarate – vuole raccontare la forza di ciò che resta in una relazione che resiste al tempo e alle intemperie.

Il punto è che, all’ascolto, il brano suona più come una classica canzone d’amore complicato senza troppe pretese che come un pezzo profondamente "alla Giordana". La produzione – insieme anche al modo di cantare – l’impostazione melodica ricordano un mondo lontano dalla solita Angi, fino al punto in cui ci si chiede come mai un’artista con un’identità così forte abbia così rapidamente cambiato rotta rispetto al passato. Anche il testo non offre quell’angolo di sguardo in più che ci si aspetta da lei. Occasione sprecata.
Voto: 5

Aiello – Sotto sotto

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Sotto sotto è il nuovo singolo con cui Aiello si prepara all’estate e al disco Scorpione, in uscita il 22 maggio, presentato da lui stesso come "manifesto d’estate", festa al tramonto in terrazza, faccia al mare, tra leggerezza e paura di perdersi. L’intenzione è quella di abbandonare definitivamente il fantasma dell’Aiello che fu e tuffarsi in una dimensione più aderente al mercato di adesso.

Il problema è che, ascoltando il brano, la sensazione è quella di trovarsi davanti a una via di mezzo che non rischia né da una parte né dall’altra. La struttura richiama l’idea di una power ballad sentimentale che vorrebbe raccontare la paura di perdersi e la voglia di restare insieme, ma il testo resta sul generico, più vicino alla solita canzone estiva a tema amore che a qualcosa che ti faccia davvero stringere lo stomaco. Il riferimento mentale corre subito a produzioni già sentite, con pochissimi elementi davvero caratterizzanti: un pezzo che potrebbe dargli numeri utili per muoversi con più libertà nel prossimo futuro, ma che di per sé non restituisce ancora quel guizzo che tanti continuano a cercare in lui.
Voto: 5


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