Ditonellapiaga è ormai senza freni, la vera regina di Sanremo è lei, ma Giorgia e Tiziano Ferro fanno sognare: le pagelle del 3 aprile 2026

Venerdì di nuovi singoli in radio e una cascata di proposte che spazia dai duetti illustri (Tiziano Ferro e Giorgia) su tutti, ai ritmi tipici di Bad Bunny. Le pagelle dei singoli del 3 aprile

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Un altro venerdì di nuovi singoli, un nuovo giro di giostra in cui la nostra musica tenta disperatamente di non passare inosservata. In questo mucchio selvaggio primaverile c’è chi gioca sul sicuro e chi bara spudoratamente: troviamo Briga dolcemente folgorato sulla via della sala parto, Tiziano Ferro e Giorgia che si cannibalizzano a vicenda, mentre Clara gioca facile con gli slogan pronti per Tik Tok; Sayf si scopre invece sudamericano fuori tempo massimo e Salmo rispolvera le chitarre distorte. A svettare ci pensano l’eterno Gianni Morandi, che si fa scrivere un vero e proprio testamento musicale da Jovanotti, una Ditonellapiaga in veste orchestrale e il tridente Brancale-Buglisi-Levante che ha già piantato l’ombrellone per Ferragosto. Taccuino alla mano: si parte, senza sconti e senza pietà.

Ditonellapiaga – Hollywood

Ditonellapiaga è tornata. Sembrava impossibile replicare il successo di Che fastidio!, eppure Hollywood è un brano solido, la transizione orchestrale-trip hop è piacevole, ma ciò che funziona davvero è la voce di Margherita Carducci, che tiene insieme tutta la baracca. Il nuovo album esce a stretto giro di settimane, s’intitola Miss Italia ed è una provocazione già di per sé. E, dato che i tempi di Chimica con Donatella Rettore sembrano ormai lontanissimi, è superfluo sottolineare che ci aspettiamo grandi cose.
Voto: 7,5

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

SEANN CONNERY, TUTTI I FILM DI JAMES BOND – VIDEO INTEGRALE

Tiziano Ferro e Giorgia – Superstar

Due voci enormi per una sola canzone. Il risultato è più Tiziano Ferro che Giorgia: come invitare due chef stellati a cucinare insieme e lasciare che solo uno gestisca i fornelli. Il duetto è una gentile colonizzazione, con Giorgia che si muove nel territorio sonoro di Ferro, in un R&B all’italiana (non bastavano le candeline per festeggiare il Giubileo di Rosso Relativo) che è il suo habitat naturale ma non necessariamente quello di tutti. In radio andrà bene, il pubblico li ama e che dire: la fama li precede.
Voto: 7

Clara – Primadonna

Partiamo dall’elefante nella stanza: "piccolo piccolo uomo" è già diventata la frase dell’anno per chiunque abbia un ex da dimenticare e uno smartphone in mano. Ma funzionerà, funzionerà benissimo, e fra tre mesi sarà ovunque. Il problema è che quando si spegne lo schermo del telefono rimane ben poco. Il brano è pop senza pretese, la struttura è prevedibile ed è il tipo di canzone che si consuma in fretta proprio perché non oppone resistenza. Rispetto al percorso che Clara ha costruito fino a qui, da Origami all’alba in poi, questa sembra quasi un cambio di rotta verso un territorio più basso, non più alto. La voce, invece, non si discute: è cresciuta, si è rafforzata, ha acquisito sfumature che sempre più interessanti. Ed è proprio questo il cruccio maggiore: una cantante migliorata sensibilmente che viene messa davanti a un testo da playlist motivazionale. Il talento c’è per fare qualcosa di molto più interessante. Sperare che qualcuno glielo proponga, o che lei stessa lo cerchi, è lecito. Aspettare che accada, per ora, è l’unica cosa che si può fare.
Voto: 4

Sayf – Buona Domenica

Sayf pubblica il suo anticipo di Santissimo scegliendo i ritmi latini con l’entusiasmo di chi ha appena scoperto che il mare è bello d’estate. Non chiamiamolo erede spirituale di Bad Bunny e del suo DTMF, ormai citato ovunque con reverenza come se il portoricano avesse inventato la bachata nel 2024. Spoiler: Bad Bunny non ha inventato nulla, ha solo confezionato benissimo qualcosa che esiste da decenni. La canzone di Sayf funziona – cantautorato genovese + ritmi latini è una formula meno originale di quanto non si possa pensare – ma il sottotesto familiare la salva dall’essere mera operazione di tendenza. Siamo ottimisti.
Voto: 6

Briga – Allegra

Benvenuto nel club, Briga: il club dei cantanti-papà che scrivono la canzone per la figlia appena nata. È un genere musicale a sé, con regole precise: testo commovente, ritmo pop allegro e lacrime garantite. Allegra rispetta il disciplinare con scrupolo quasi maniacale perché tecnicamente corretta, sincera e parecchio prevedibile come un tramonto arancione. Nulla da eccepire sulla vicenda personale, ma musicalmente si poteva osare qualcosa di più.
Voto: 5,5

Sarah Toscano – Atlantide

Sarah Toscano debutta su Netflix con un remake italiano di La Famille Bélier (Non abbiam bisogno di parole nella trasposizione italiana, per plagiare Ron) e scrive la colonna sonora. Atlantide è una ballata piano-voce godibile, ma sarebbe prematuro definirne la caratura artistica con euforia senza considerare che il punto di partenza era un talent show televisivo. La crescita c’è, e la riconosciamo: una nuova fase che certamente merita applausi (calibrati).
Voto: 7

Salmo – Eclissi

Salmo fa rock. Notizia. O meglio: Salmo fa rock come terzo inedito di Hellvisback 10 Years Later, un progetto celebrativo dei dieci anni di uno dei suoi dischi più famosi. Non è quindi un’improvvisazione chitarristica da tour, ma il capitolo conclusivo di un progetto studiato. Il mito del cantautore che "strimpella in camerino e nasce un capolavoro" va preso con estrema cautela. Il brano convince, il testo molto meno.
Voto: 7

Gianni Morandi – Monghidoro

Jovanotti scrive la vita di Gianni Morandi dall’infanzia agli applausi finali con la minuzia di un biografo ossessionato. Funziona straordinariamente, questo è indubbio. Il problema è che suona talmente come un commiato definitivo che viene da chiedersi se i diretti interessati abbiano dosato il messaggio per un ultra ottantenne ancora energico. Il pubblico sarà sempre dalla sua parte, di certo, anche perché sopportare l’esuberanza di Jovanotti è da veri pesi massimi della musica.
Voto: 8

Leo Gassmann – Oltre

Sanremo 2026 è andato e andato è rimasto. E Naturale è già evaporato con una velocità che fa quasi tenerezza. Oltre è la risposta, forse giusta, a questa crisi. Fin qui, tutto prevedibile. La sorpresa arriva dall’esecuzione perché si ha la netta sensazione che Leo Gassmann stesse sorridendo in cabina di registrazione, e quella leggerezza si avverte all’ascolto, specie nei passaggi più acuti. Ma è un trucco vecchio come il microfono. Le sbavature lasciate nel mixaggio sono volontarie, probabilmente per dare una parvenza di imperfezione che possa rendere tutto più vero. Che poi, io non lo so cos’avete contro la perfezione: pure gli artisti più ruvidi sono notoriamente maniacali in post produzione. Ma tant’è.
Voto: 6,5

Serena Brancale, Delia Buglisi, Levante – Al mio paese

I Santi Patroni sono invocati per nome: Rosalia (no, non la popstar: è la patrona di Palermo), Nicola, Agata. Qualcuno si è fatto travolgere dall’entusiasmo spirituale della scelta delle Tre Grazie, che insieme però vanno alla grande. Al mio paese è un ottimo brano, un folk pop mediterraneo con identità forte e ritmo trascinante, tre voci complementari che si trovano senza forzature e vendicano un Sanremo a matrice principalmente maschile. Per ora, molto promettente. L’estate darà il suo responso.
Voto 8,5


Potrebbe interessarti anche