Sal Da Vinci fa ballare ma copia, Nigiotti e Sattei si consolano dopo il flop di Sanremo. Ma che combina Orietta Berti? Pagelle 29 maggio 2026
Inarrestabile Sal Da Vinci, esce con il nuovo album e muove il bacino con "Poesia". Ma Nigiotti? Non si è ancora ripreso da Sanremo. Orietta invece... disastro. I nostri voti

Bentornati su queste pagine, perché è di nuovo tempo di New Music Friday. Ci siamo: il termometro sale e la discografia italiana, puntuale come l’ansia da prova costume, risponde al richiamo della foresta balneare spalancando i cancelli del "venerdì dei tormentoni". Oggi, 29 maggio 2026, le piattaforme di streaming sono state letteralmente invase da canzoni nate con un unico, gigantesco scopo: stamparsi nelle vostre orecchie fino a settembre. Abbiamo ascoltato tutto, faldone per faldone, per separarvi il grano dal loglio. Dai ritorni più attesi alle collaborazioni più bizzarre – sì, stiamo parlando del chiacchieratissimo ritorno di Noemi, della strana coppia formata da Mara Sattei ed Enrico Nigiotti, fino alle rime sempre pesanti di Guè al fianco di TonyPitony – ce n’è per tutti i gusti. O forse, per nessuno in particolare.
Leo Gassmann – Girasole
Pare che la nuova tendenza del pop balneare sia il riciclo dell’indie-pop acustico e festaiolo. Con Girasole, Leo Gassmann si accoda al trend dei cori da stadio e delle chitarre sbarazzine introdotto dalla scuderia genovese, confezionando un brano che strizza l’occhio alle atmosfere delle allegre sagre di provincia. La narrazione romantica preferisce la via dei cliché rassicuranti piuttosto che l’originalità, ma la produzione è tarata al millimetro per i festival radiofonici. Non sposterà gli equilibri della musica italiana, ma sotto l’ombrellone il suo onesto dovere lo porterà a casa.
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Entra nel canale WhatsAppVoto: 5
Nicolò Filippucci – Mantra
Smaltita la sbandata pop-tradizionale del debutto, il giovane cantante decide di cambiare radicalmente coordinate geografiche, rifugiandosi sulle piste da ballo. Mantra flirta apertamente con la house elegante di stampo internazionale e l’immaginario del voguing, ricordando da vicino le ultime mosse di Ariana Grande. Funziona? Decisamente sì: il beat è trascinante e Filippucci sfoggia una notevole agilità vocale, inserendo nella seconda parte dei ricami R&B che fanno ben sperare in un futuro non troppo banale. Un esperimento pop superato, in attesa di capire quale sia la sua vera identità.
Voto: 6
Sal Da Vinci – Poesia
Sal Da Vinci sa intercettare i gusti del pubblico. Archiviato il fortunato passaggio da Sanremo 2026 con Per sempre sì, stavolta il mirino si sposta sulle storiche vibrazioni caraibiche degli Aventura. Poesia è una bachata all’ombra del Vesuvio studiata a tavolino per far muovere il bacino in spiaggia senza l’assillo di dover prestare troppa attenzione alle parole. Più che una folgorazione artistica, siamo di fronte a un’operazione di marketing balneare impeccabile. Diventerà virale, c’è poco da fare.
Voto: 5.5
Noemi – Tu cosa fai questa sera
L’inevitabile tassa estiva bussa alla porta di tutti, persino delle grandi interpreti. Dispiace un po’ vedere una voce della caratura di Noemi – reduce da ottime prove d’autore, come quella nel disco di Willie Peyote in Che caldo fa a Testaccio – incanalata nei binari di un banger pop-latin curato da Vito Salamanca. Bisogna dare atto che la confezione è solida e il timbro graffiante dell’artista evita lo scivolone nel cattivo gusto. Resta la sensazione di un talento immenso prestato a un esercizio di stile stagionale, utile più a timbrare il cartellino delle classifiche che ad arricchire una carriera.
Voto: 6-
Mara Sattei, Enrico Nigiotti – Sabato Sera
Un’accoppiata bizzarra nata probabilmente per curare le ferite dei rispettivi progetti invernali, passati un po’ in sordina dopo Sanremo. La ricetta per ripartire è questa traccia pop-dance che fa del buonumore a tutti i costi il suo punto di forza. Sattei abbandona le vecchie abitudini e punta su un’interpretazione finalmente nitida e scandita, mentre Nigiotti spinge sull’acceleratore della sua consueta energia nazionalpopolare. Il testo non inventa nulla che non sia già stato scritto mille volte sul tema della movida e del romanticismo, ma come colonna sonora da autostrada ha il suo perché.
Voto: 5.5
Raf – Pazzi Stupidi Ragazzi
Lo sguardo di una colonna del nostro pop che osserva il mondo della Generazione Z con il distacco dell’adulto. Raf costruisce un’impalcatura pop-dance che cerca la freschezza della gioventù senza però trovarla fino in fondo. Il pezzo viaggia a velocità di crociera senza grandi picchi emotivi, ma ha l’indubbio merito di girare al largo dai logoranti ritmi reggaeton che saturano il mercato. Un brano che si inserisce nel mucchio estivo con discrezione, senza entusiasmare ma senza risultare fastidioso.
Voto: 6
Maria Antonietta e Colombre – Senza Vestiti
Quando la furbizia intellettuale incontra il pop rétro. La coppia di punta della nicchia alternativa prende in prestito le calde atmosfere nu-jazz per rallentare l’andamento del proprio ritornello sanremese e servire un cocktail d’altri tempi. Rispetto al frastuono commerciale circostante, qui si respira un’aria decisamente più raffinata e dandy. La scrittura rimane aggrappata alle solite dinamiche sentimentali, ma la scelta dei suoni vintage è una piacevole boccata d’ossigeno in mezzo alla dittatura della cassa dritta. Snob, ma con un’eleganza contagiosa.
Voto: 7
Orietta Berti, Il Rosso, IAEM – QCPF
Mettiamo da parte i voti, perché qui siamo entrati direttamente in una distopia tecnologica da prima serata. Unire nello stesso studio una leggenda della canzone italiana, uno streamer di Twitch e una cantante virtuale generata dall’intelligenza artificiale assomiglia più a una provocazione sociologica che a un progetto musicale. Più che una traccia da ballare, l’impressione è quella di un esperimento ideato per macinare interazioni e scatenare il dibattito sui social. Ma se la tendenza diventa far cantare gli algoritmi, c’è il rischio concreto di sbarrare la strada a chi cerca uno spazio da molto tempo. Curioso per un ascolto veloce, poi fa venire un po’ di malinconia.
Voto: 2
Federica Abbate – Superman
Il costante dilemma della più importante autrice del pop di casa nostra. La Abbate sforna melodie infallibili per i pesi massimi delle classifiche, ma quando decide di interpretare le proprie creature l’effetto finale è particolare. Superman è un pezzo radiofonico cucito addosso alle regole del mercato, a partire dal teaser con Sal Da Vinci che celebra il suo matrimonio con Francesco Monte. Nella sua versione manca quel graffio che può fare la differenza, lasciando l’ascoltatore con la sensazione di un déjà-vu commerciale. Funziona la macchina, meno l’interprete.
Voto: 5.5
TonyPitony, Guè, Shablo – Cadillac
Un sodalizio sulla carta imprevedibile, che forse doveva rimanere tale. L’immaginario eccentrico, surreale e spigoloso di Tony, se accostato allo stereotipo del rap milanese incentrato su ostentazione e cliché di strada, perde gran parte del suo fascino magnetico e finisce per allinearsi a una qualunque traccia da club dal linguaggio esplicito. Shablo confeziona un tappeto sonoro impeccabile, ma l’incastro complessivo sa di forzatura discografica, quasi come se Tony si trovasse a disagio in un contesto troppo mainstream per i suoi standard. Un’occasione che poteva essere sfruttata con molta più ironia.
Voto: 5.5
J-Ax – Hippy Ya Yo
Dopo le provocazioni culturali degli ultimi lavori, J-Ax decide che l’estate italiana ha bisogno di una rinfrescata in stile country western. L’idea di importare il Texas sulle nostre spiagge è bizzarra e divertente, anche se l’effetto estraniamento è dietro l’angolo: parliamo di un genere talmente distante dalle nostre latitudini da rischiare la parodia involontaria. La traccia è scanzonata, scorre con mestiere e l’esperienza di Ax si sente tutta, ma immaginare l’Italia a fare balli di gruppo col cappello da cowboy sul bagnasciuga fa sorridere. Un azzardo simpatico, forse un po’ troppo esotico per le nostre abitudini.
Voto: 5.5
