Emma e Fibra strepitosi, Michele Zarrillo affaticato ma che grave errore per Jovanotti: meglio tenersi solo Alfa. Pagelle del 26 giugno 2026

Una settimana ricca di singoli di qualità ma anche di qualche scivolone che si poteva evitare: se Jovanotti pubblica troppo, Emma e Fibra trovano la chiave giusta per sorprendere. I singoli usciti il 26 giugno

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Benvenuti al bollettino rovente dell’ultimo New Music Friday di giugno 2026, quel momento dell’anno in cui le etichette discografiche aprono i rubinetti del pop sperando di inondarci di tormentoni da spiaggia. Questa settimana, però, il termometro musicale impazzisce, dividendosi bruscamente tra chi cerca vie di fuga d’autore e chi si incastra in un loop temporale senza ritorno.

Se da un lato c’è l’anarchia fiera di Emma e Fabri Fibra, pronti a lanciare un manifesto "anti-banalità" che distrugge i cliché estivi, dall’altro c’è chi preferisce l’espatrio culturale, come Levante, che snobba i bagnasciuga nostrani per volare a Parigi tra chanson e spessore poetico. Nel mezzo troviamo gli esperimenti da villaggio turistico: la strana ma efficace coppia formata da Juli e Biagio Antonacci, che trascinano una chitarra acustica dentro una pizzica romagnolo-salentina.

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Ma attenzione, perché il vero rischio di questo venerdì è l’effetto back to the past. Se Jovanotti rischia l’eccesso di pubblicazioni – alleandosi con Gabry Ponte in un pezzo dance ripetitivo che fa rimpiangere la freschezza della precedente hit con Alfa, c’è chi la macchina del tempo l’ha presa letteralmente sul serio. È il caso di Luca Dirisio, nostalgicamente ancorato al 2006, e di un affaticato Michele Zarrillo, che purtroppo imbocca la corsia di destra sul viale del tramonto. Preparate i timpani: ecco le nostre pagelle

Emma feat. Fabri Fibra – Antidroga

Se il resto del mondo musicale è impegnato a confezionare il tormentone estivo perfetto con il solito manuale di istruzioni (ritmo latino, spiaggia e un briciolo di disperazione), Emma e Fibra decidono che è il momento di fare l’esatto contrario. Antidroga si candida ufficialmente a manifesto dell'"antitormentone". Emma sfodera un’intensità vocale tale che riesci a percepire l’espressione della sua faccia anche se stai guardando il muro, mentre Fibra decide di cambiare rotta rispetto alle sue ultime uscite, dimostrando che l’anarchia pop gli dona parecchio. Una power ballad intensa, fiera di non essere banale in una stagione in cui la banalità sembra quasi un obbligo di legge.
Voto: 8.5

Juli, Biagio Antonacci – L’ultima canzone

Prendi un cantautore pop dall’impostazione classica, di quelli che considerano la chitarra acustica un’estensione del proprio corpo (Juli), e liberalo nel meraviglioso, ruspante e iper-ritmato mondo di Biagio Antonacci. Cosa può andare storto? Assolutamente nulla, se vi piace il genere "sagra del pop-latin d’autore".

Il brano parte come una ballata introspettiva ma, prima che tu possa versare una lacrima, subentra il famigerato "effetto Biagio": il pezzo muta geneticamente in una mezza pizzica romagnolo-salentina in tonalità maggiore, strutturata appositamente per questa stagione incandescente. Per Juli è un battesimo di fuoco nei ritmi da spiaggia, per Antonacci è l’ennesima conferma di essere il re indiscusso di questo genere. Non rivoluzionerà la storia della musica, ma a fine serata, dopo il terzo drink, la canterete anche voi.
Voto: 7.5

Gabry Ponte, Jovanotti – DNA

La strategia di Jovanotti di questa stagione sembra essere: "Nel dubbio, pubblichiamo tutto". Dopo aver già lanciato un pezzo forte per l’estate con Alfa, Buon Vento, ecco arrivare questa collaborazione con Gabry Ponte che, purtroppo, sembra rimasta bloccata in un loop temporale. Il brano parte, gira su se stesso, promette l’esplosione nel ritornello finale e… niente, rimaniamo fermi al semaforo. Un testo fin troppo ripetitivo e una struttura noiosa che non si apre mai. Peccato, perché da due pesi massimi del genere ci si aspetta la scintilla, non il cortocircuito.
Voto: 5

Luca Dirisio – Non te ne sei andata mai

Luca Dirisio è portatore sano di nostalgia. Il problema è quando la nostalgia diventa un vincolo contrattuale con il passato. Il suo nuovo singolo è il classico pop estivo all’italiana che parla di un amore finito (tema inedito quasi quanto il traffico ad agosto), ma con un sound che ci catapulta direttamente nel 2006. Non è una canzone brutta in senso assoluto, ma dà quella forte sensazione di déjà-vu sonoro. Noi continuiamo a sperare in un grande ritorno, magari sul palco prestigioso, ma serve un pezzo che guardi al futuro, non una macchina del tempo che si è inceppata vent’anni fa.
Voto: 5.5

Michele Zarrillo – Ti amo

C’è un limite oltre il quale il rispetto per le leggende deve cedere il passo alla cruda realtà dei fatti. Zarrillo tenta la carta del romanticismo d’altri tempi, ma il risultato è un brano che sembra essere rimasto chiuso in un cassetto dal 1995 e che oggi risente di una preoccupante mancanza di ossigeno. Il problema non è solo una struttura melodica prevedibile, ma una performance vocale che viaggia con il freno a mano tirato: quel graffio che un tempo emozionava oggi suona affaticato, privo di quella spinta che lo ha reso celebre. È un’operazione che farà felice solo chi vive di puro collezionismo nostalgico, ma per il resto del mondo è un pezzo che fatica a trovare un motivo per stare in radio. Viale del tramonto, corsia di destra.
Voto: 4

Levante – Malìa

Se cercate il solito tormentone da ballare a piedi nudi sulla sabbia, avete decisamente sbagliato indirizzo. Levante snobba i cliché balneari italiani e imbocca l’autostrada in direzione Parigi, confezionando un pezzo che unisce lo chic della chanson francese all’elettronica mitteleuropea. Al centro del brano c’è la narrazione cruda e poetica di una vita difficile nei vicoli di Pigalle, dove la danza diventa uno scudo contro il mondo. Un pezzo coraggioso e pieno di personalità, che dimostra come l’estate possa essere anche il momento giusto per pubblicare musica di spessore, senza l’ansia di dover per forza compiacere gli algoritmi dei social.
Voto: 8


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