Laura Pausini pesca a piene mani da Sanremo, i Subsonica tornano a casa, Benji e Fede delusione totale. Le pagelle del 24 aprile 2026
Una serie di nuovi singoli che ci aiutano a capire se la musica è ancora viva o è morta per davvero. Intanto risorge Io canto 2 di Laura Pausini mentre il ritorno di Benji e Fede preoccupa

È passato venerdì, e anche questa settimana il New Music Friday ha deciso di non andare per il sottile. Laura Pausini ha aperto le danze con la voce di sempre – un cannone, inutile negarlo – e un’idea già sentita, perché quando sei Laura Pausini puoi permettertelo. I Subsonica hanno tirato fuori la scatola dei ricordi del 1999 per ricordarci che erano già bravi quando Ableton non era ancora un’app per chiunque. Frah Quintale ha trasformato un ghosting su WhatsApp in una hit con la firma di Mace, perché il dolore, se lo produci bene, diventa oro. Mannarino è sceso dalla barricata per infilarsi sotto le lenzuola stropicciate del nichilismo romantico, e Benji & Fede sono rientrati dalla porta sul retro come se nessuno avesse cambiato i codici di casa. Nel mezzo: Frankie hi-nrg con Jovanotti che pedalano tanto ma non arrivano da nessuna parte, e qualche nome nuovo – erocaddeo su tutti – che ha studiato la lezione ma ancora non ha trovato il proprio tono. Sedetevi comodi, le pagelle sono servite.
Laura Pausini – Immensamente
Laura Pausini ha preso un pezzo di Umberto Tozzi (che si è anche complimentato con lei), ci ha messo la sua voce (che resta un cannone, poco da dire) e ha girato un video col cellulare perché "fa vero". Racconta di un amore che non si cancella nonostante l’assenza. E l’aveva già cantata a Sanremo. È l’equivalente musicale di un post motivazionale su Instagram con lo sfondo del tramonto. Professionalmente inattaccabile ma emotivamente un po’ telefonata. Dedicata a chi vive di ricordi perché il presente è troppo complicato da gestire.
Voto: 6
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Entra nel canale WhatsAppNew Music Friday, i Subsonica escono con Grida
Eccoli qui, i torinesi volanti. Hanno riaperto la scatola dei giochi del 1999 e, sorpresa delle sorprese, funziona ancora tutto. Grida è il classico pezzo dei Subsonica che sembra scritto per ricordarci che loro c’erano quando l’elettronica non era solo un preset di Ableton. C’è il reggae, ci sono i synth di Boosta che sanno di futuro passato, e Samuel che canta con quel distacco magnetico che conosciamo molto bene. È tutto bellissimo, ma è anche rassicurante come la lasagna della nonna. Ti aspetti il ribaltone e invece ti ritrovi a casa, in pantofole, a ballare un "urlo" che ormai conosci a memoria. Ribelli sì, ma con la pensione integrativa.
Voto: 7
Benji & Fede – Oh, Maria!
Il ritorno dei figliol prodigi. Dopo averci spiegato in tutte le salse che da soli stavano meglio, ecco che tornano a fare i video "senza filtri" come ai vecchi tempi. Oh, Maria! è disordinata, istintiva, un po’ matta. C’è Milano, c’è la confusione, c’è la voglia di riprendersi un posto che forse nel frattempo è stato occupato da altri venti tizi uguali a loro. Sembra quel tentativo disperato di recuperare l’ex storica postando foto di quando eravate felici a 19 anni. Il cuore batte, tum tum, ma la testa ti dice che quel treno è già passato. Però oh, la cassa anni ’70 spinge e loro ci credono tantissimo.
Voto: 4
Frah Quintale – Aranciata
Frah è il re indiscusso di quelli che ti mollano su WhatsApp e poi ci scrivono sopra una hit. In Aranciata, prodotta da un Mace che ormai trasforma in oro pure il rumore del traffico, si parla di macerie emotive. L’idea è quella classica: "Ti cancello dai social così non soffro", che è un po’ come coprire un buco nel muro con un poster dei Simpson. Il retrogusto è aspro come una bibita sgasata lasciata al sole. La verità è che siamo tutti dei fragili guerrieri di cartone che attaccano per non piangere. Frah lo sa e ce lo sbatte in faccia con una melodia che ti resta appiccicata addosso.
Voto: 7
Mannarino – Per un po’ d’amore
Mannarino ha deciso di scendere dalla barricata e infilarsi sotto le lenzuola, ma di quelle stropicciate e un po’ tristi. Il pezzo è una riflessione sulla precarietà dei rapporti: stiamo insieme finché dura, poi ognuno per i fatti suoi. Un nichilismo romantico che oggi va tantissimo, perché impegnarsi stanca. Il riff è ossessivo, quasi a ricordarti che siamo tutti ospiti di passaggio in una vita che non capiamo. È un brano che ti dice "non aver paura", ma te lo suggerisce mentre fuori c’è il diluvio universale. Bello, per carità, ma dopo tre ascolti hai voglia di chiamare il tuo ex e chiedergli scusa per tutto, anche per quello che non hai fatto.
Voto: 6,5
Frankie hi-nrg mc feat. Jovanotti – Pedala e Batteria
Prendere un pezzo di Sanremo di dieci anni fa e dargli una rinfrescata è un po’ come rifare il trucco a una vecchia gloria del cinema. L’operazione è furba, con elettronica anni ’80 (perché pare che non sappiamo produrre altro ultimamente) e il "tocco di Re Mida" di Jovanotti che ci mette una strofa delle sue. Si pedala, sì, ma la sensazione è quella della cyclette: sudi tanto, ma resti esattamente nello stesso salotto di prima. Ci frega con la nostalgia, ma non chiedetegli di portarvi da nessuna parte che non sia un "come eravamo belli".
Voto: 6
erocaddeo – Lontano da casa
Erocaddeo è il "bravo ragazzo" della classe che ha imparato a memoria la lezione del pop contemporaneo. Fiati soffusi? Presenti. Testo sulla crescita forzata? Presente. Produzione che strizza l’occhio alle major? Ovvio. Il brano è "carino", termine che in musica è quasi peggio di un insulto. Il pericolo è di diventare l’ennesima fotocopia di una fotocopia. Se chiudo gli occhi, non capisco se sto ascoltando lui o altri tre cantautori nati negli ultimi due anni. Manca il sale, manca quel graffio che ti fa dire "cavolo, questo è erocaddeo". Per ora è solo un bravo arredatore di canzoni.
Voto: 5
