Jovanotti e Alfa in prima fila: ecco i primi tormentoni estivi. Male Elettra Lamborghini, ma è tornato Ultimo. Le pagelle del 22 maggio 2026

L'estate dei nuovi singoli è ufficialmente iniziata col disastro di "Bam bam bambina" di Elettra Lamborghini, Ultimo prova a riscattarsi mentre Alfa ha realizzato il suo sogno. Un New Music Friday ricco di sorprese

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

New Music Friday, ci siamo. Arriva quel momento magico dell’anno in cui le major staccano assegni a sei cifre per comprare campionamenti di trombe caraibiche e ordinano agli artisti di fingersi felici sotto il sole. Il mercato si spacca: da un lato la resistenza dell’artigianato musicale di Max Gazzè, che si barrica dietro pianoforti e accordature mistiche; dall’altro i commandos del tormentone capitanati da Alfa, Jovanotti, Clara, Sangiovanni, pronti a torturarci i timpani fino a settembre. Prendiamo la penna vediamo chi merita la promozione e chi il confino a vita in un lido di Rimini. Le nostre pagelle.

Alfa e Jovanotti – Buon vento

Il cerchio del pop generazionale si chiude. Se l’anno scorso Alfa giocava a fare l’allievo del maestro globale Manu Chao, stavolta è direttamente il suo idolo di sempre, Lorenzo Cherubini, a passargli le chiavi del furgone per le vacanze. Buon vento è esattamente ciò che vi aspettate: una valanga di ottimismo marittimo sorretta da una chitarra acustica che picchia duro e un set di percussioni che vi inseguirà nei beach club fino a settembre. Non c’è cinismo qui, solo la realizzazione di un sogno d’infanzia che funziona e si candida a colonna sonora dei prossimi tre mesi.
Voto: 7.5

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New Music Friday, Elettra Lamborghini – Bam bam bambina

Siamo di fronte al vuoto pneumatico della stagione calda. La base musicale è un copia-incolla transoceanico di altre cento tracce estive, il testo è un insieme di fonemi messi in fila per non lasciare traccia nel cervello di chi ascolta. Dobbiamo essere onesti fino in fondo, perché una recensione critica su questo pezzo sarebbe come cercare di fare un’analisi sociologica sul funzionamento di un gonfiabile a forma di fenicottero. Consumare freddo e dimenticare entro ottobre.
Voto: 4.5

Ultimo – Romantica

Niccolò attiva il "Protocollo Stadio": basta piangere sui tasti d’avorio, si passa alla cassa dritta camuffata da inno generazionale. Questo arrangiamento più energico e aperto ha il pregio di rendere il suo mondo accessibile anche a chi, di solito, davanti a una sua canzone cambia stazione per evitare crisi depressive. I fan storici grideranno al capolavoro assoluto, tutti gli altri troveranno finalmente un pezzo ritmato da cantare mentre cercano parcheggio a Tor Vergata.
Voto: 7

Max Gazzè – Intermezzo bianco

Quando intorno imperversa la dittatura dei bpm standardizzati per le radio, Gazzè compie un gesto di aperta ribellione acustica. Per il nuovo album L’ornamento delle cose secondarie, sceglie la via dell’accordatura scientifica a 432 Hz, rinunciando alle frequenze taglienti del pop contemporaneo in favore di uno spettro sonoro vellutato e profondo. Il risultato è un’astrazione lirica guidata da un pianoforte maestoso, una ballata che rifiuta qualsiasi vicinanza con l’attualità per scoprire un sentimento slegato dalle leggi terrene. Sanificante.
Voto: 9

Clara, Sangiovanni – Le ragazze

Un capolavoro di cinismo discografico. La Warner ha deciso che Clara deve fare la Dua Lipa dei Navigli a tutti i costi, mentre Sangiovanni – reduce da un sacrosanto ritiro spirituale per disintossicarsi dalle pressioni commerciali – è stato precettato d’urgenza per il fronte estivo. Il brano è un dinamico botta e risposta in cui Clara fa la parte della mistress e il povero Sangio si cala nei panni del "sottone" di fiducia a cui manca solo il collare. Sarà la colonna sonora dei vostri incubi peggiori, la sentirete anche dentro il microonde.
Voto: 4

Ron – Vite parallele

Una vera e propria umiliazione pubblica impartita da un signore di mezza età a tutta la generazione dell’autotune. Ron mette in piedi una power ballad sontuosa in cui fa letteralmente quello che vuole: passa dal falsetto alla voce piena con una facilità estrema. Il testo racconta di due destini sentimentali che viaggiano paralleli senza incontrarsi mai, avvolti in una produzione pop di un’eleganza quasi commovente.
Voto: 8

Syria – La strada più bella

Bentornata a una delle voci più limpide degli ultimi trent’anni. Syria sceglie la via della pulizia lirica: niente frasi astruse, solo un concetto diretto. La traccia ha una schizofrenia interessante in cui la parte acustica, si traveste da pop e finisce dritta a ballare sui tavoli di un club. Forse nel mix finale hanno alzato la sua voce a livelli da "annuncio della Protezione Civile", isolandola troppo dalla base, ma l’interpretazione artigianale spazza via i dubbi.
Voto: 7-

Mr Rain – Lunedì nero

Finita la stagione del reclutamento dei cori dei bambini Mr Rain torna in radio con una ballata sentimentale autunnale da consumare rigorosamente sotto l’ombrellone. Il pezzo sa di già sentito lontano un chilometro, ricalcando le atmosfere dei suoi successi sanremesi. Non c’è un briciolo di innovazione, ma il timbro sabbiato e rassicurante fa il suo onesto lavoro di conforto emotivo.
Voto: 6,5

Samurai Jay – Flamenco Paranoia

La ricetta del successo immediato nel 2026: prendi un po’ di flamenco, shakeri con il reggaeton, scrivi un testo francamente indifendibile e assicurati che il ritornello si presti a un balletto di sei secondi. Samurai Jay ha capito come funziona il giochino dopo l’esposizione post-Sanremo e spreme la mucca finché c’è latte. È brutta? Sì. Funzionerà? Da morire.
Voto: 5


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