Achille Lauro imperdonabile, Arisa delude e rischia grosso: menomale che c'è Caparezza a spazzare via Sanremo. Le pagelle del 20 marzo 2026

Tornano i grandi nomi, ma la fretta di Arisa rischia di oscurare il successo di Sanremo. Caparezza magistrale, i Subsonica fanno sul serio. Le nostre pagelle

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

La lunga lunga coda di Sanremo 2026 sembra essersi esaurita e si torna alla musica vera. Achille Lauro, Arisa, Caparezza ma anche i Subsonica sfidano l’airplay radiofonico a suon di nuovi singoli. Ma quali sono i brani che ci sono piaciuti davvero? Il nostro pagellone sulle ultime uscite del 20 marzo 2026.

Achille Lauro – In viaggio verso il paradiso

Lauro De Marinis ormai ha capito come funziona il gioco: prendi una ballad struggente, mettici un titolo che evochi ascese mistiche e servila calda alle radio che non vedono l’ora di programmarla a ogni ora del giorno. La verità è che In viaggio verso il paradiso è esattamente quello che ti aspetti da lui. Forse troppo. Il brano è acchiappante, non c’è dubbio. Ma se gratti via la patina dorata della produzione, resta la sensazione di un deja-vu infinito. Sia chiaro: non gli diamo un’insufficienza perché non siamo qui a fare i bastian contrari a tutti i costi. E perché, onestamente, scrivere una hit che non ti schiodi dalla testa è un talento che va riconosciuto. Resta un’ultima domanda: Lauro sta ancora viaggiando verso il Paradiso o ha semplicemente trovato un ottimo resort dove ripropone lo stesso menù ogni stagione?
Voto: 6

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Arisa – Il tuo profumo

Poche settimane fa ci eravamo quasi convinti: la Magica Favola di Sanremo aveva riportato Rosalba Pippa nell’iperuranio che le compete, quello delle interpreti con la "I" maiuscola e una classifica finale che finalmente le rendeva giustizia. Ma il mondo del pop, si sa, ha l’ansia da prestazione e il terrore del vuoto. Ecco quindi che arriva Il tuo profumo, un’operazione che ha tutto il sapore della fretta e pochissimo quello dell’ispirazione. E uscire così a ridosso del Festival è una mossa spericolata che finisce per cannibalizzare proprio quel successo faticosamente ritrovato. La magia, purtroppo, non c’è: il brano cerca di rincorrere le stesse atmosfere eteree, ma inciampa su un testo che non ha un decimo della potenza del precedente. Certo, la voce di Arisa rimane celestiale, uno strumento divino prestato a dinamiche terrene fin troppo banali, ma nemmeno un coro di cherubini salverebbe un pezzo che sa di riempitivo.
Voto: 4,5

Caparezza – Come la musica elettronica

Mentre il resto della truppa si affanna a inseguire l’eterna giovinezza a colpi di beat preconfezionati, Michele Salvemini decide di fare la cosa più trasgressiva possibile nel 2026: ammettere di avere i capelli bianchi (e non solo quelli). Estratto da quell’oggetto misterioso e affascinante che è Orbit Orbit – rilasciato sul finire del 2025 e ancora tutto da masticare – Come la musica elettronica è la solita operazione di chirurgia estetica al contrario. Caparezza è diventato vecchio, ma certamente è più vivo che mai.
Voto: 9

Tommy Cash – Figaro

L’avevamo lasciato lì, sul palco dell’Eurovision 2025, a godersi il successo di Espresso Macchiato. Con Figaro, l’artista estone prova a replicare la formula magica, ma l’incantesimo sembra essersi rotto. Il progetto è fintamente trasgressivo, se non fosse per la citazione passe-partout di Santa Maria, ma l’effetto finale è amaro come la vita. L’effetto tormentone? Per ora, pervenuto solo sulla carta. Se con Espresso Macchiato ci aveva servito un caffè corretto al veleno, stavolta Figaro sembra un decaffeinato tiepido sorseggiato in un autogrill deserto.
Voto: 5

Dimartino – L’oro del fiume

Qui si torna a fare sul serio. Dimartino riemerge dopo sette anni di silenzio solista (se escludiamo la parentesi di coppia, con Colapesce) con L’oro del fiume, apripista del nuovo album dal titolo L’improbabile piena dell’Oreto. Siamo subito catapultati in un immaginario onirico, quasi ancestrale. Se la scrittura di Antonio è, senza troppi giri di parole, una delle migliori degli ultimi dieci anni, qui la punta della penna è intinta direttamente nell’acqua di casa sua, della sua Sicilia. Un grandissimo ritorno.
Voto: 8,5

Juli, Coez – Quelli come me

Juli è il produttore del momento (Emma, Ultimo, Olly solo per citarne alcuni). E ha un tocco talmente riconoscibile da sfiorare il plagio di se stesso: senti l’attacco e sai già dove andrà a parare. A salvare Quelli come me dall’essere l’ennesimo esercizio di stile alla Juli, però, interviene la penna di Coez. Ben fatto, sì, ma attenzione: a usare sempre lo stesso stampino, si rischia un biscotto senza sapore. Per fortuna, stavolta, Coez ci ha messo il sale.
Voto: 7

Subsonica – Straniero

I Subsonica decidono che è il momento di tornare a fare quello che sanno fare meglio: darci una svegliata. Estratto dall’album Terre Rare, uscito il 20 marzo 2026, il nuovo singolo è un pugno nello stomaco. Il brano richiama i temi di stretta attualità e parla di quella disumanizzazione strisciante che rosicchia i bordi delle nostre giornate. La voce di TÄRA, azzeccatissima per questo terzo singolo estratto dall’album, unisce due mondi apparentemente distanti. I ragazzi di Torino sono tornati.
Voto: 8


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