Il ritorno di Paola Iezzi, sì ma senza Chiara. Michele Bravi scarica Sanremo e Aiello è in pieno rilancio: le pagelle del 10 aprile 2026
Riccardo Zanotti dei PTN per il ritorno di Paola senza Chiara, mentre Sanremo è un lontano ricordo per Michele Bravi. Ma come sono i singoli di questa settimana? Le nostre pagelle

Nuovi singoli, nuove speranze e – a volte – nuove identità costruite in fretta e furia tra una sessione in studio e un cambio di management. Non tutto quello che esce merita un ascolto ma non tutto quello che viene ignorato lo merita davvero, ed è in mezzo a tutto questo che cerchiamo di fare ordine.
Questa settimana, dopo i nuovi brani in radio dal 10 aprile, sul banco degli imputati ci finiscono Paola Iezzi, che torna con una collaborazione di peso, Michele Bravi che scarica rapidamente Sanremo in attesa del nuovo album, Aiello in pieno rilancio, Alessio Bernabei che ancora cerca, con encomiabile ostinazione, una direzione qualsiasi. I voti sono quelli che sono, non di certo sentenze definitive né incoraggiamenti di cortesia. Solo musica, ascoltata con le orecchie aperte e il beneficio del dubbio. Fino a un certo punto.
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Paola Iezzi – Stessa Direzione
In Stessa Direzione e tutto sembra al posto giusto: il ritornello è puntuale, la melodia è levigata, il brano gira con naturalezza in radio senza che ci si ragioni troppo sopra. Poi ti fermi un secondo e realizzi che quella sensazione di familiarità ha un nome e un cognome precisi, e non sono quelli di Paola Iezzi.
L’impronta di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari è ovunque, riconoscibile e pervasiva, al punto che il pezzo rischia di sembrare un progetto altrui con una voce ospite di prestigio. Rischia, appunto, perché Paola Iezzi ha dalla sua una presenza artistica abbastanza solida da non farsi ridurre a comparsa nel proprio stesso singolo.
Il risultato finale non la canzone della vita, ma è un passo laterale intelligente perché suona fresca e contemporanea, con il merito di avvicinarla a un pubblico che magari non la cercava attivamente. Ah, e c’è il sax. Ovviamente c’è il sax.
Voto: 7
Michele Bravi – Genitore 3
Otto, e quasi tutto merito di chi ha impugnato la penna. Genitore 3 è un brano tutto testo, un lavoro talmente preciso da rendere il resto – seppure solido – quasi secondario. Non vuole essere una critica alla musica, che funziona, ma qui siamo di fronte alla fotografia di un pezzo costruito attorno a un’idea forte che regge tutto.
Michele Bravi affronta la genitorialità come possibilità, distinguendola finalmente dalla generatività sulla quale si fa ancora troppa confusione. Non c’è bisogno di spiegare perché si intitoli Genitore 3.
Voto: 8
Aiello – Giganti
Giganti è una canzone ben costruita, con un arco narrativo che porta l’ascoltatore da un equilibrio precario fino alla sua risoluzione. La penna dietro al brano si riconosce, nel senso migliore del termine perché c’è mestiere, c’è struttura e c’è un senso preciso di dove si voglia arrivare.
Il dubbio, però, rimane. Aiello porta con sé un’ombra lunga, quella del suo momento più alto, rispetto al quale viene inevitabilmente misurata ogni nuova uscita. Giganti non è la canzone che darà una svolta alla sua carriera e probabilmente non ambisce a esserlo ma la domanda legittima è: cosa resta?
Il ritmo da slow romantico è azzeccato rispetto al tema, ma forse la mossa più furba sarebbe puntare su una frase che si stampa in testa prima ancora di capire di cosa parli il pezzo. Le potenzialità ci sono, la direzione è giusta ma manca ancora quella scintilla.
Voto: 6
Alessio Bernabei – Porno
Dieci anni di carriera, una quantità indefinita di svolte artistiche (Dear Jack e Follya, ad esempio), e ancora la sensazione che il puzzle non abbia trovato la sua forma definitiva. Alessio Bernabei è un caso affascinante e al tempo stesso frustrante perché tecnicamente capace, vocalmente a posto, ma perennemente in cerca di una bussola che qualcuno continua a spostargli prima che riesca a orientarsi.
Porno guarda con ammirazione dichiarata a certe produzioni internazionali di successo. Il problema non è l’ambizione, anzi, è lodevole. Ma se ascoltiamo questo singolo dopo quelli precedenti, e poi risaliamo ancora più indietro fino alle vecchie stagioni, ottieniamo l’effetto di una discografia che sembra appartenere a tre artisti diversi.
Funzionerà in radio? Forse, giusto il tempo di qualche settimana. Prima o poi però Bernabei dovrà rispondere a una domanda che si fa sempre più urgente: chi vuole essere?
Voto: 5,5
