Notti Mondiali 2026, le pagelle: Alessandro Antinelli top (7) ma quanta noia. Ridateci il caos di Marco Mazzocchi (4)
Nella puntata dell'11 giugno 2026 di Notti Mondiali Antinelli fa bene il suo lavoro senza l'Italia, mentre Falcao è brillante e il format noioso: le pagelle

È finita la prima puntata di Notti Mondiali, il programma dedicato ai Mondiali di calcio 2026, in onda su Rai 1 in seconda serata e condotto per la prima volta dal giornalista sportivo Alessandro Antinelli, che è riuscito a lavorare bene nonostante l’assenza dell’Italia ai Mondiali e un format poco accattivante per un pubblico generalista. L’evento è cominciato alle 23:15 circa, poco dopo l’attesissima prima partita del torneo che ha visto il Messico vincere 2 a 0 contro il Sudafrica. In studio con il conduttore, anche l’ex campione della Roma Paulo Roberto Falcão e il campione del Mondo Marco Tardelli, antagonisti nella partita Italia-Brasile del Mondiale dell’82. Con loro, l’ex attaccante e allenatore Ciccio Graziani e il giornalista Massimo De Luca. Ecco le pagelle (personalissime) della prima puntata di Notti Mondiali, trasmessa giovedì 11 giugno 2026.
Notti Mondiali, puntata 11 giugno 2026: le pagelle
Alessandro Antinelli se la cava bene nonostante l’assenza dell’Italia, voto 7: Quella del giornalista sportivo è una conduzione pulita e puntuale, è anche netto nel parlare della guerra in Iran e della politica Usa. Interessante, infatti, è il blocco dove prima parla della scelta di vietare l’ingresso negli Stati Uniti all’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan e poi delle numerose restrizioni, come l’accesso vietato nel Paese ai tifosi dell’Iran, ricordando inoltre il premio Fifa per la pace a Donald Trump e che "Gli Stati Uniti hanno lanciato 49 missili sull’Iran, loro sono gli organizzatori e l’Iran deve giocare negli USA. Mai vista una cosa del genere nella storia dello sport dei Mondiali". In sostanza, il problema in questo caso non è lui, perché fa bene il suo lavoro di giornalista sportivo, ma del format in sé. Bisogna anche sottolineare che non è facile condurre un programma di questo tipo con l’Italia fuori dai Mondiali, perché ciò, ovviamente, influisce anche sulla narrazione televisiva del torneo.
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Entra nel canale WhatsAppPaulo Roberto Falcao ne sa davvero di Mondiali, voto 6. Falco era l’opinionista più atteso. L’ex campione della Roma negli anni ’80 appare in tv in ruolo fisso per la prima volta e dimostra di capirne davvero di calcio, svelando anche qualche aneddoto interessante sul Brasile. Ma, anche a causa della barriera linguistica (parla italiano, ma non benissimo), a volte si dilunga un po’ troppo nell’esporre i suoi pensieri. In ogni caso, non delude le aspettative dei tifosi in quanto a conoscenza.
Tutti uomini in studio, e le donne? Voto 4. Sembra di assistere a una trasmissione degli anni ’70, dove in studio a parlare di calcio erano soltanto gli uomini. Ma i tempi sono cambiati e che nel 2026 non ci sia nemmeno una donna in studio per parlare dei Mondiali è davvero imbarazzante. È come se ancora fosse viva l’idea che il calcio non sia per le donne, che loro non siano in grado di parlare dell’argomento tanto quanto gli uomini. E questo è assurdo al giorno d’oggi, e anche molto triste.
Ridateci Mazzocchi e Ferrari, voto 4. Difficile dimenticare il clima goliardico e piacevole della versione Europei 2024 di questo programma. Ma ora è tutto diverso e tocca farsene una ragione (purtroppo): manca l’atmosfera scanzonata, le gaffe e i siparietti che intrattenevano tutto il pubblico italiano, non solo gli appassionati di calcio. Essendo i Mondiali un evento collettivo, la Rai avrebbe fatto meglio a concepire un programma che fosse adatto a tutti i telespettatori, uno show più generale come quello andato in onda con successo due anni fa, così da soddisfare un po’ tutti.
Il passato vince sul presente, voto 3. Notti Mondiali dovrebbe essere un programma dedicato ai Mondiali 2026, quindi dovrebbe essere sul pezzo, portare gli spettatori nel clima del torneo, con colore, retroscena, collegamenti e curiosità, ma quello che vediamo è tutt’altro. Salvo la parentesi restrizioni, che salviamo perché riguarda il presente, e il video iniziale con i momenti clou della partita Messico-Sudafrica, non si vede molto di tutto quello che abbiamo citato sopra. Per gran parte del tempo, infatti, ascoltiamo gli ospiti parlare dei Mondiali del passato, riproponendo anche quel gol storico di Diego Armando Maradona nella partita Argentina-Inghilterra in Messico nel 1986. Ne parlano per una buona mezz’ora, citando anche i Mondiali dell’82 con Tardelli e Falcao, del ’78 e ovviamente del 2006, l’ultima volta che l’Italia ha emozionato il Paese diventando Campione del Mondo. Il tutto a 10 minuti dall’inizio della prima puntata: sembra quasi di assistere a un episodio di Techetechetè della Rai. In una trasmissione che dovrebbe parlare dei Mondiali 2026, vedere affrontare argomenti completamente scollegati dall’attualità per gran parte del tempo è a dir poco surreale.
Format noioso e per pochi, voto 3. Come abbiamo accennato, il problema non è il conduttore ma il format, che è noioso, privo di momenti di puro intrattenimento, troppo tecnico per poter interessare tutto il pubblico dei Mondiali. E i sorrisi? Scomparsi dal volto di chiunque, pure in studio. Perché, e questo vale per ogni trasmissione, ci vuole sempre quel po’ di pepe in grado di accendere l’entusiasmo, soprattutto in programmi così specifici e pieni di rimandi al passato. Ma di spettacolo, qui, nemmeno l’ombra.
