Noemi rompe il silenzio dopo la caduta dal palco, il racconto dell'incidente diventa una lezione: "Ho una vertebra scheggiata"
Dopo i giorni di paura seguiti all'incidente durante un concerto, la cantante si racconta in una lunga intervista, tra autoironia, fragilità e la voglia di tornare dal pubblico.

Undici giorni dopo la violenta caduta dal palco che aveva inevitabilmente spaventato fan e addetti ai lavori, Noemi ha deciso di raccontare come sta davvero. Lo ha fatto in una lunga intervista concessa a la Repubblica, nella quale ha alternato ironia e riflessioni profonde, dimostrando il suo carattere schietto che negli anni l’ha resa una delle artiste più apprezzate del panorama musicale italiano. L’incidente, avvenuto durante un concerto a San Salvo Marina, le ha provocato un trauma alla testa, un infortunio al polso e diversi giorni di ricovero, ma oggi la cantante guarda avanti con la voglia di lasciarsi alle spalle quella brutta esperienza.
Noemi e la battuta dopo la paura dell’incidente
Noemi ha affrontato anche il tema delle conseguenze fisiche dell’incidente con il sorriso che da sempre la contraddistingue. Parlando della botta alla testa ha raccontato: "Eh, ho dato una bella botta, mi hanno messo due punti. Capirai, già avevo poca memoria prima, figuriamoci adesso…". La cantante ha spiegato di aver scelto di scherzare sull’accaduto non per minimizzare quanto successo, ma perché l’autoironia è stata il suo modo per reagire e ritrovare equilibrio dopo lo spavento: "Per fortuna la frattura dell’acetabolo non è scomposta, in trenta giorni il callo osseo si dovrebbe ricostruire, però devo stare ferma, per questo sto ancora in ospedale. Non mi posso tirare su dal letto, ho anche la quinta vertebra scheggiata, faccio riabilitazione. Però dai, poteva andare peggio. Mi piace alleggerire le situazioni, non per sottostimare quello che mi è successo ma anche per darmi coraggio. Il sorriso, la battuta che rimette a posto le vibrazioni storte", ha dichiarato, raccontando così il motivo per cui ha deciso di condividere anche gli aspetti più fragili di questa esperienza.
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Entra nel canale WhatsAppL’affetto dei fan e il ritorno alla musica
Dopo la caduta, Noemi è stata sommersa dai messaggi dei fan e da numerose dimostrazioni di affetto. La cantante ha raccontato di aver apprezzato anche il lato più ironico delle reazioni ricevute dai fan, citando tra gli esempi una frase presa da Jovanotti diventata virale: "la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare". L’artista ha spiegato che questo sostegno ha rappresentato qualcosa di molto importante: "Incredibile, una manifestazione d’affetto bellissima, me la sono goduta. E non ho risparmiato l’ironia anche con loro, è stato un modo per far conoscere meglio il mio carattere e per tirare fuori dell’energia positiva da questa disavventura che, confesso, un po’ mi ha preoccupata".
Il ritorno sul palco è previsto per il 16 agosto a Bisacquino, anche se Noemi preferisce usare ancora prudenza e scherza sulla possibilità di definirlo un vero ritorno al tour. Nel frattempo sarà protagonista in televisione con Yoga Radio Estate, il programma musicale che condurrà insieme a Enrico Papi su Italia Uno, registrato però prima dell’incidente.
La rivelazione della cantante dopo l’incidente
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il modo in cui Noemi interpreta quello che le è successo. La cantante non considera la caduta una vergogna, ma un episodio umano che può insegnare qualcosa, soprattutto in un’epoca in cui spesso i social spingono verso un’immagine di perfezione continua. "Ma quale figuraccia? A parte che sono in ottima compagnia, è pieno di colleghi ai quali è successa la stessa cosa. E non ha certo inciso sulla loro carriera. Non bisogna avere paura di dimostrarsi persone vere, io non ci credo ai supereroi, a quelli che non sbagliano mai, che hanno sempre la cosa giusta da dire. La fallibilità dell’artista sul palco è qualcosa di molto umano", ha spiegato.
Il corpo, la musica e una nuova consapevolezza
La cantante ha parlato anche del rapporto con il proprio corpo: "Al contrario, il mio corpo mi ha assistita. L’ho talmente curato e coccolato, e questo mi ha aiutata nell’impatto della caduta. Sono allenata, la muscolatura mi ha protetta. Il mio corpo me lo tengo stretto e, anzi, lo ringrazio perché è stato molto forte", ha raccontato. Infine ha voluto dedicare un pensiero a chi affronta difficoltà più profonde rispetto a un incidente dal quale si può guarire: "Io ho potuto parlare con leggerezza di quello che mi è successo perché c’è rimedio. Si cade davvero quando si attraversano momenti di sconforto, quando si è soli, senza una rete di affetti, di vicinanze. I guai veri sono quelli legati alla sanità mentale, ai problemi seri di salute, quelli che ti guardi allo specchio e non sai come andrà a finire".