Nino Frassica stufo della prima serata posticipata, propone una soluzione netta: "Tagliamoli", poi la frecciata a Bruno Vespa

Tra orari sempre più impossibili e la stoccata di Nino Frassica ai "Cinque minuti" di Bruno Vespa, si riaccende il dibattito su una tv in difficoltà.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Da settimane la televisione generalista italiana è al centro di una discussione sempre più accesa: la prima serata, tradizionalmente pensata per partire in un orario accessibile al grande pubblico, si è progressivamente spostata verso le 22, generando malumori, ironie e interventi anche piuttosto diretti da parte di volti noti dello spettacolo. Il tema non riguarda solo i palinsesti, ma un cambiamento più profondo delle abitudini di fruizione, sempre più condizionate dalla durata dei programmi dell’access prime time e dalla sfida serrata tra Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna.

La prima serata posticipata e la proposta di Nino Frassica

A intervenire con la consueta ironia è stato Nino Frassica, che sui social ha proposto una soluzione tanto semplice quanto provocatoria: "Basta poco, se vogliamo che la prima serata di Rai1 cominci alle ore 20.55". Il comico ha immaginato una revisione progressiva del palinsesto, con piccoli tagli di dieci minuti ai programmi del daytime successivi al Tg1 delle 13.30, fino ad arrivare al recupero del tempo necessario per anticipare la prima serata. Nel suo ragionamento, trasmissioni come La Volta Buona e L’Eredità potrebbero essere leggermente ridotte, mentre Il Paradiso delle Signore resterebbe invariato perché registrato.

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Bruno Vespa e la frecciata ai "Cinque minuti" di Bruno Vespa

Il passaggio più interessante del suo intervento riguarda però Bruno Vespa e il suo spazio Cinque minuti. Frassica non risparmia una battuta destinata al conduttore:"Rinunceremmo (volentieri) un gossip in meno un dolore in meno niente 5 minuti di Bruno Vespa e un pacco in meno. Ma la prima serata inizia alle 20.55". Il tema non è isolato. Anche altri volti della televisione hanno espresso perplessità. Luciana Littizzetto, ad esempio, ha sottolineato in più occasioni come iniziare i programmi alle 22 renda difficile seguire la tv per chi lavora e ha ritmi regolari. Il malessere sembra quindi trasversale, condiviso tra pubblico, addetti ai lavori e volti noti.

Il problema della rima serata colpisce tutte le reti

Le reti, intanto, stanno cercando soluzioni: riduzioni delle fiction, sperimentazioni su formati più brevi e tentativi di riequilibrare il palinsesto. Tuttavia, ogni intervento sembra spostare solo il problema senza risolverlo davvero. L’idea è che la televisione italiana stia vivendo una fase di transizione in cui il tempo, più ancora dei contenuti, è diventato il vero terreno di scontro. In questo scenario, la proposta ironica di Nino Frassica finisce per assumere un significato chiaro: criticare un sistema che fatica a trovare un nuovo equilibrio tra esigenze editoriali, ricavi e vita reale del pubblico.


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