Cesare Cremonini non si riconosce più, Mina inarrivabile ma Ditonellapiaga è ossessione pura. Le pagelle dei nuovi singoli del 18 settembre 2026

Un venerdì ricco di nuovi singoli con il ritorno di Cesare Cremonini e l'omaggio attesissimo di Mina: le pagelle dei brani del 18 settembre

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Settembre, si sa, è il mese dei bilanci, e la musica italiana ha deciso di farli tutti nello stesso giorno. I nuovi singoli del 18 settembre 2026 arrivano come una classe al primo giorno di scuola. C’è chi torna dalle vacanze con una storia enorme da raccontare, come Ultimo, che dopo la notte record di Tor Vergata si chiede cosa significhi davvero avere Tutto. C’è la prima della classe da sempre, Mina, che riapre il quaderno di Pino Daniele alla pagina di Vento di passione. C’è Cesare Cremonini, che con Paparazzi ritrova l’energia dei primi dischi. E poi le amiche del cuore Annalisa e Madame con Amica, Ditonellapiaga che sfila con Miss Italia, Benji e Fede in partenza con Quando viaggi da sola e le Bambole di Pezza che salutano l’estate con Settembre. È il New Music Friday e, come a ogni appello, qualcuno sarà promosso e qualcuno rimandato… a settembre, appunto. Ecco le nostre pagelle.

Ultimo – Tutto

"La canzone più importante della mia vita" è una frase che nel pop italiano gira più delle monetine nella Fontana di Trevi. Qui però c’è una premessa vera: il vuoto che arriva dopo aver riempito Tor Vergata. Il tema del successo che non basta è scivoloso, perché da fuori suona come lamentarsi del troppo sole in spiaggia, e tutto dipende da quanto Moriconi resta sul concreto (il marciapiede, le birre, l’amico) senza scadere nella retorica del "cos’è davvero tutto". Nella coproduzione con Simonetta va controllato il solito rischio: la ballata pianistica che si gonfia fino al finale corale da stadio, formula che Ultimo conosce fin troppo bene.
Voto: 6,5

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Mina – Vento di passione

Mina che rilegge Pino Daniele non è una notizia, è una tradizione, e dopo Napule è la Tigre torna a bussare a quella porta passando per il 2007. La scelta è furba nel senso migliore del termine. Invece del classico intoccabile prende un brano del Pino più tardivo, meno consumato, con una melodia nata strumentale e quindi fatta apposta per essere piegata da una voce. L’incognita era comunque l’impronta del duetto originale con Giorgia: togliere il dialogo poteva svuotare il pezzo oppure trasformarlo in un monologo sensuale ma con Mina vince la seconda ipotesi.
Voto: 7,5

Ditonellapiaga – Miss Italia

Ballare sulle proprie insicurezze è un trucco antico (chiedere a Robyn), ma funziona sempre quando il groove è all’altezza. Ditonellapiaga ha l’ironia giusta per smontare il mito della bellezza da concorso senza fare prediche, e il titolo le è pure valso una causa in tribunale: più coerenza tematica di così non si può. Unico dubbio: è un estratto da un album uscito ad aprile, quindi chi doveva innamorarsene l’ha già fatto. Per la radio, però, è materiale ideale.
Voto: 7

Benji e Fede – Quando viaggi da sola

Treni presi al volo, città nuove, parole non dette: è il lessico della malinconia da finestrino, un territorio in cui il duo si muove a occhi chiusi, forse troppo. La promessa di "maggiore libertà musicale" incuriosisce, ma nel singolo che dà il titolo al disco bisogna capire se è libertà vera o un filtro vintage sulla solita cartolina. Parigi nel video è poi la scelta più prevedibile dell’intero catalogo del romanticismo europeo: bella, ma nessuno ha mai perso punti scegliendola. Il pezzo è comunque onesto e curato, ma già sentito.
Voto: 5

Bambole di Pezza – Settembre

Settembre è uno dei titoli più affollati della canzone italiana, e le Bambole ci entrano a spallate. Niente nostalgia da ombrellone che si chiude: la fine dell’estate viene liquidata con un’alzata di spalle in nome di una promessa. Il sound diretto e chitarristico resta il loro bello, e una scrittura esplicita vale oro in un mainstream dominato dall’autotune pensieroso. Il pop-punk da rientro a scuola si scrive quasi da solo ma per distinguersi serve una melodia che resti in testa.
Voto: 6

Annalisa e Madame – Amica

Rimettere in circolo un brano di un anno fa con un featuring è la mossa di rilancio più classica del mercato, e con un San Siro da vendere il tempismo va studiato. Stavolta però l’aggiunta ha senso quasi teatrale: una canzone costruita come dialogo immaginario con un’amica trova finalmente la sua interlocutrice, e Madame è tra le penne più personali della sua generazione. Il pericolo è il duetto di cortesia, strofa a te, strofa a me e ritornello insieme. L’ingresso di Madame, che trasforma il monologo in conversazione vera, è l’unica ragione per cui questa versione esiste, e con la sua scrittura sposta il pezzo da sfogo pop a confronto tra pari.
Voto: 7

Cesare Cremonini – Paparazzi

Torna il Cremonini indolente dei primi dischi solisti, e la buona notizia è che dopo anni di ballate cinematografiche l’energia pop-rock sembra una scelta, non un attacco di nostalgia. Il tema, una fiducia incrinata dalle foto dei paparazzi, è quasi meta per uno che i paparazzi li conosce bene, e la scrittura a quattro mani con Petrella garantisce mestiere. Il sassofono è la vera trovata: compare solo nello special e proprio per questo si fa notare. Capiremo poi se il brano regge da solo o vive soprattutto di quel ritorno alle origini.
Voto: 7.5


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