Elisa torna dopo 4 anni e ricompone il vaso, Achille Lauro crooner romantico, Blanco esce dal guscio. Pagelle dei nuovi singoli dell'11 settembre
Un altro venerdì pieno di musica, in cui spicca il ritorno attesissimo di Elisa. Tra Achille Lauro e Geolier, il feeling è tutto da discutere: le pagelle dei singoli appena usciti

New Music Friday dell’11 settembre 2026, dove la parola "new" va presa con le pinze. Marracash e Guè festeggiano i dieci anni di Santeria con Casini, costruito su Gangsta’s Paradise di Coolio e quindi, per proprietà transitiva, su Pastime Paradise di Stevie Wonder, giusto in tempo per il doppio show all’Ippodromo Snai San Siro. Blanco pubblica finalmente Sottogonna, un pezzo del 2020 rimasto sei anni tra SoundCloud e caricamenti pirata: un reperto di quando Brividi con Mahmood e la vittoria a Sanremo erano ancora nel futuro.
Filippo Graziani, con un cognome che per lui è insieme garanzia e zavorra, mette il punk tra parentesi e lo data 1977. A guardare avanti ci pensano in due. Elisa torna a oltre quattro anni dall’ultimo progetto con Kintsugi, title track dell’album in uscita il 27 novembre, e affida le sue crepe alla colla d’oro di Dardust. Geolier, che ha già esaurito sei Maradona per il 2027, firma con Achille Lauro la loro prima collaborazione ufficiale, Per noi, confezionata con Davide Petrella alla scrittura e Sottomarino alla produzione: l’asse Napoli-Roma, che aveva già funzionato con Ultimo in L’ultima poesia, ci riprova. Il bilancio è di cinque singoli, un sample del 1995, un inedito del 2020 e una sola domanda: il pop italiano sa ancora sorprenderci, o si limita a incollare i cocci con l’oro? Ecco come sono i nuovi brani usciti oggi.
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Entra nel canale WhatsAppNew Music Friday, Elisa – Kintsugi
Il kintsugi è ormai la metafora più saccheggiata dai manuali di crescita personale, seconda solo alla fenice, e il rischio poster motivazionale era dietro l’angolo. Elisa lo aggira con la forma. Il pezzo, prodotto da Dardust, è un impianto electro-pop di oltre quattro minuti che alterna fasi ritmate e scatenate ad altre più lente, fino a diventare una power ballad romantica: una canzone che è essa stessa un vaso ricomposto, con le giunture bene in vista. Per un rientro che arriva a oltre quattro anni da Ritorno al futuro/Back to the Future è un biglietto da visita ambizioso, ma ci chiediamo se tanti cambi di passo in un solo singolo siano ricchezza o indecisione.
Voto: 7
Geolier feat. Achille Lauro – Per noi
Nei materiali di lancio si parla più di certificazioni, stadi e primati in classifica che di musica, e già questo è un indizio. È una ballad di cuore e di pancia, scritta con Davide Petrella e prodotta da Sottomarino, cioè lo stesso laboratorio di Fotografia, firmata con Petrella e prodotta da Poison Beatz e Sottomarino. Più che un incontro tra due mondi è un invito a cena nel salotto di Geolier, con Lauro nel ruolo di crooner romantico che ormai gli calza a pennello. È il terzo estratto dalla riedizione digitale di Tutto è possibile, e si sente: mestiere impeccabile, rischio zero, il passo di chi tiene caldo il catalogo più che di chi vuole lasciare il segno.
Voto: 5.5
Marracash & Guè – Casini
Pignoleria da redazione: è uscito mercoledì 9 settembre all’una di notte, ma per trent’anni di amicizia chiudiamo un occhio. Marz costruisce il beat sul campione di Gangsta’s Paradise di Coolio, che a sua volta poggiava su Pastime Paradise di Stevie Wonder, e nei crediti figurano entrambi. Campionare quel pezzo nel 2026 è come citare Dante in un tema: nessuno ti boccia, ma nessuno ti dà la lode. Il ritornello ripete l’idea di caos come un mantra e la applica alla vita da protagonisti della scena, alle relazioni, alla pressione dei soldi e alla diffidenza verso le forze dell’ordine: più inventario che racconto, ma tra barre serrate e cambi di flow la chimica è intatta.
Voto: 6.5
Filippo Graziani – Panico (Punk77)
Di punk qui c’è soprattutto la parentesi nel titolo. Il brano è upbeat, con un respiro roots, riff di chitarra incisivi e un tappeto di piano elettrico e organo: più rock da strada statale che Londra ’77. È però coerente con l’idea di fondo, perché il pezzo, coprodotto con Marco Battistini, racconta cosa resta da adulti dei miti di gioventù, e al centro c’è Danny, un ragazzo che incarna libertà e pericolo: una canzone-ritratto, genere di famiglia per chi porta il cognome Graziani. Il limite coincide col tema: la nostalgia è il soggetto ma a tratti diventa anche il filtro, e la ribellione arriva già incorniciata come una foto sul comò.
Voto: 6.5
Blanco – Sottogonna
Spoiler: non è Blanco che torna, è il 2020 che passa a trovarci. Il brano era stato caricato su SoundCloud nel maggio 2020 ed è circolato per anni in upload non autorizzati, prima dell’uscita ufficiale del 7 settembre, e nel frattempo una registrazione live rubata e pubblicata sotto pseudonimo viaggiava sui 130mila ascolti al giorno: più che ai fan, ha ceduto ai pirati. La produzione minimale di Michelangelo lascia spazio alla voce, ed è un documento prezioso del Blanco acerbo. Come testo convince meno: l’ossessione sentimentale è portata all’estremo, con un ritornello che ripete come un mantra di essere pronto a uccidere per la persona amata, e quella che nel 2020 sembrava furia adolescenziale nel 2026 suona soprattutto come retorica del possesso.
Voto: 6
