Netflix rilancia le star di Hollywood: da Winona Ryder a Eva Green, dal 'declino' alla rinascita
L'annuncio dell'ingresso delle due attrici nel cast di Mercoledì è l'ennesimo caso di carriera "rilanciata" dal colosso dello streaming

È notizia di pochissimi giorni fa: Winona Ryder ed Eva Green entrano ufficialmente nel cast di Mercoledì, la serie di successo targata Netflix con protagonista Jenna Ortega nei panni della figlia femmina di casa Addams. Dopo Steve Buscemi, passato anche lui per i lidi della Nevermore Academy nella stagione 2 (interpretava il preside Barry Dort), ecco aggiungersi al progetto targato Tim Burton altre due attrici che col regista gotico avevano fatto le proprie fortune. Burton, ma soprattutto Netflix, sembra star portando avanti un’operazione di "rilancio" di attori apparentemente in declino. Ma è davvero così, oppure è solo una suggestione dettata dalla nostalgia causata dai nomi coinvolti?
Netflix rilancia le star "in declino" di Hollywood: da Winona Ryder a Steve Buscemi
Ok, definirle in declino è probabilmente un’esagerazione, ma è per dare un po’ di contesto e rendere l’idea. Se Eva Green non ha mai smesso di fare film, per quanto con alterne fortune specialmente nell’ultimo periodo, prima di Stranger Things Winona Ryder era abbastanza sparita dai radar, dopo una prima parte di carriera condita da grandi successi. Tra cui alcuni proprio con Tim Burton, come il film divenuto cult Beetlejuice – Spiritello porcello con protagonista Michael Keaton, oltre a Schegge di Follia (1989).
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Entra nel canale WhatsAppAlla fine degli anni ’80, Francis Ford Coppola chiese di lei per il ruolo di Mary, figlia di Michael Corleone in Il Padrino – Parte Terza, dopo che Julia Roberts non si era resa disponibile. Il ruolo, poi, andò a Sofia Coppola, figlia del regista, poiché Winona dovette abbandonare il set. Andy Garcia, che nel film interpreta Vincent Mancini, figlio illegittimo di Sonny Corleone, e che condivide diverse scene importanti col personaggio di Mary, ha rivelato a Insider alcuni retroscena su Winona Ryder. L’attore di origini cubane ha raccontato che la collega mise piede sul set una sola volta, senza mai girare niente a causa di un fortissimo esaurimento nervoso. Dopo diverse produzioni "dubbie", intervallate da Il Cigno Nero di Darren Aronofsky e da Il Dilemma di Ron Howard, quello che ha riportato in carreggiata la carriera di Ryder è stato il ruolo di Joyce Byers nella fortunatissima serie Stranger Things. Da lì, il ritorno in pianta stabile sulle scene, con anche un revival di Beetlejuice in cui ha ripreso il vecchio ruolo di Lydia, di nuovo "alle dipendenze" di Tim Burton.
Tim Burton e la volontà di circondarsi di amici e collaboratori
"Sono davvero eccitato di tornare per la stagione 3 e di riunirmi con tutto il cast originale", ha commentato il regista e produttore esecutivo Tim Burton. "L’aggiunta di alcuni cari amici e vecchi collaboratori al cast, Eva, Winona, Chris e Noah, rende questa stagione davvero speciale. Mi sento molto fortunato", ha affermato in merito ai volti nuovi tra gli attori e le attrici. Con queste parole, Burton ha commentato l’annuncio ufficiale da parte di Netflix dell’ingresso di Eva Green e Winona Ryder nel cast di Mercoledì. Sembra quindi stata decisione del regista gotico, dettata dalla volontà di circondarsi di attori e attrici con cui aveva già lavorato e di sicuro affidamento.
Il discorso legato a Eva Green sta un po’ a metà, a differenza di quanto detto per Ryder. Perchè è vero che l’ultima parte della sua carriera non brilla per ruoli memorabili, ma non ha mai nemmeno subito battute d’arresto. Per lei, poi, gioca a favore anche una naturale tendenza al dark e al gotico, sia come look personale che come storia cinematografica. Impossibile dimenticare la sua performance nel secondo film tratto da Sin City, sottotitolato Una donna per cui uccidere. O il recente Miss Peregrine e, prima ancora, Dark Shadows. Insomma, per Burton è una sorta di "musa dark", quindi averla scelta per il ruolo della zia Ophelia appare sensata su più livelli.
Steve Buscemi e l’arte di alternare la commedia alla tragedia
Per Steve Buscemi occorre aprire una parentesi a parte. Da sempre ci ha abituati a ruoli borderline demenziali, spesso legati a personaggi fortemente sopra le righe se non completamente folli. Basti pensare a Rockhound in Armageddon o a Carl in Fargo. Ma l’attore newyorkese ha dimostrato ampiamente di essere in grado di regalare performance drammatiche incredibili, come nel "recente" Boardwalk Empire. La collaborazione con Tim Burton risale al 2003, quando ha interpretato Norther Wislow in Big Fish, facendo rientrare anche lui nel novero di cui abbiamo parlato poc’anzi.
Anche quello del preside Barry Dort rientra sotto al cappello dei personaggi pazzi di cui ha vestito i panni e che, soprattutto nell’ultimo periodo, hanno iniziato a costellare la sua carriera. Tra un Ridiculous 6, un I morti non muoiono e una comparsata nel comedy The Unbreakable Kimmy Schmidt, appare abbastanza lampante quanto, con una carriera ben consolidata alle spalle, semplicemente accetti i ruoli che lo divertono di più, senza curarsi troppo dell’eventuale ritorno economico. Certo, se poi una serie o un film ha particolare successo, come Mercoledì, tanto meglio.
