Valeria Golino e Valerio Mastandrea sfidano dolore e morte: il ritorno al cinema è col film italiano più struggente dell'anno
I due attori sono i protagonisti, al fianco di Alessandro Borghi, di Nessun Dolore, un film che promette di essere uno dei più toccanti di questo 2026

Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio, presentato di recente alla Mostra del Cinema di Venezia, fa il suo debutto al cinema raccontando una storia tanto toccante quanto profonda. A oltre trent’anni di distanza da Lamerica, il regista torna a parlare di immigrazione, ma sceglie di farlo da una prospettiva diversa: attraverso una storia intima, incentrata sulle persone, che piano piano prende una piega spiazzante e quasi surreale.
Valeria Golino, Alessandro Borghi e Valerio Mastandrea protagonisti di Nessun Dolore: la trama del film
Lo fa con un trio di attori noi per la loro profondità espressiva di fronte all’obiettivo: al centro della vicenda c’è Davide (interpretato da Alessandro Borghi), un trentenne romano che si guadagna da vivere vendendo libri usati nelle strade della capitale. Anche se non è un grande lettore, attorno ai suoi banchi si è creato una piccola rete di affetti e abitudini, compreso il legame con Elsa. Quest’ultima, interpretata da Valeria Golino, è un’insegnante di letteratura all’università, che ama i libri ma è ormai segnata e stanca, cosa che traspare dalle sue lezioni. A loro si aggiunge il personaggio di Valerio Mastandrea, Michele, che lavora in un obitorio.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLa routine di Davide viene improvvisamente stravolta da una serie di incontri inattesi che lo spingono a mettere in discussione tutte le sue certezze e a confrontarsi con persone provenienti da realtà molto diverse dalla sua. Il film mostra come un luogo immobile, in cui vivono tomi e tomi di cultura lasciati lì da tempo, possa prendere vita attraverso l’accoglienza e l’aiuto verso coloro che sono considerati "gli ultimi".
L’obiettivo messo in scena dal regista
L’idea del film nasce proprio dalla volontà di Gianni Amelio di riprendere il discorso lasciato in sospeso nel 1994 con Lamerica, che si chiudeva con la celebre immagine di un barcone in mezzo al mare. Oltre trent’anni dopo, il regista torna a chiedersi come sia cambiato il nostro sguardo verso chi arriva da fuori: l’altro è un’opportunità di incontro o una minaccia da cui difendersi? Più che dare risposte politiche, il film sposta la questione sul piano umano. Nessun dolore riflette su quanto sia difficile, ma necessario, sforzarsi di vedere nell’altro un essere umano proprio come noi, superando diffidenze e paure.
Quanto dura il film
Prodotto da Kavac Film, Our Films e Be Water Film con Rai Cinema, il film dura circa un’ora e mezza (96 minuti) e alterna dialoghi in italiano, arabo e francese. La scenografia è curata da Andrea Castorina, la fotografia da Luan Amelio Ujkaj e le musiche originali sono firmate da Fabio Massimo Capogrosso.
