Dalla strada al... tour: il tramonto televisivo di Nek, sostituito con la scusa dello Special. La musica è ora la sua unica consolazione
Un percorso che si interrompe bruscamente dopo 4 edizioni: Nek riprende il tour ma lascia la conduzione di Dalla strada al palco, che non spetta più a nessuno

Special. Una parola che, se si tratta della tv italiana, viene usata con la stessa disinvoltura con cui si ordina un caffè al bar. Quando qualcuno dice che il tuo programma diventa uno Special, di certo stai per ricevere una notizia che di speciale non ha proprio nulla. Filippo Neviani, in arte Nek, adesso lo sa. E la cosa curiosa è che lui, a differenza di molti altri, non si trova nemmeno a casa ad aspettare la telefonata: è in tour, in giro per l’Europa, con una chitarra bassa in mano e pochissima voglia di stare fermo.
La quinta edizione di Dalla Strada al Palco arriva su Rai1 il 10 aprile in prima serata, ribattezzata Dalla Strada al Palco Special, con grande novità che giustifica il titolo: nessun conduttore. Zero. Il ruolo della conduzione viene semplicemente abolito, consegnato agli archivi della storia televisiva come un vecchio vinile fuori catalogo. Al suo posto, è stata introdotta una giuria fissa composta da Bianca Guaccero, Carlo Conti, Mara Venier e Nino Frassica. E Nek? Nek il 7 aprile parte dall’Alhambra di Parigi.
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Nek lascia Dalla strada al palco, l’arte del siluramento per gradi
Bisogna riconoscere alla Rai una certa maestria nell’esercizio del congedo progressivo. Non si licenzia nessuno di colpo, sarebbe indelicato. Si procede per sottrazione. Prima edizione: Nek da solo, su Rai2. Seconda e terza: ancora lui, ancora Rai2. Quarta edizione: viene affiancato da Bianca Guaccero su Rai1, che tradotto dal diplomatese televisivo significa che qualcuno aveva cominciato a chiedersi se bastasse da solo. Quinta edizione: Bianca Guaccero rimane, Nek si dedica alla sua musica.
È una carriera a rovescio degna di una serie Netflix. Il format cresce – banda live diretta dal Maestro Enrico Melozzi, corpo di ballo, ospiti vip, una tribuna di sei bambini provenienti da tutta Italia e un montepremi di diecimila euro in gettoni d’oro – ma il suo protagonista storico si rimpicciolisce fino a scomparire.
Il paradosso di essere Nek
Solo pochi giorni fa, il 29 marzo, Nek era sul palco dell’Europauditorium di Bologna – casa sua, nella sua terra – con il suo Power Trio, Emiliano Fantuzzi alla chitarra e Luciano Galloni alla batteria. Trenta concerti in Italia, poi il Nord America, poi l’Europa. Malta, Toronto, Miami, Parigi. Un artista nel pieno di una forma fisica e creativa invidiabile, che ha scelto di tornare a una dimensione minimale ed essenziale, bassista e cantante allo stesso tempo, per dare alle sue hit una chiave più rock. Uno che, evidentemente, non ha bisogno di un programma televisivo per riempire le sue giornate.
Eppure, intervistato di recente, aveva parlato di Dalla Strada al Palco con un entusiasmo tutt’altro che spento: "Fare il conduttore di una trasmissione come questa è leggermente più stressante. Guai se non fosse così: il dover gestire tutto in prima persona è una sfida esaltante che ti mette addosso un vero fuoco". Un fuoco. Peccato che qualcuno in Rai abbia deciso di spegnerlo con molta calma, e molta cortesia.
La giuria come upgrade
La vera chiave di lettura potrebbe essere più semplice di quanto pensiamo. Il format cambia filosofia: via il conduttore-guida, dentro una giuria fissa con grandi nomi. Nelle edizioni precedenti i giurati ruotavano di puntata in puntata, invece adesso sono quattro volti stabili per tutte le sei puntate previste. Una scelta legittima, e forse anche intelligente, ma è difficile non notare come questa ristrutturazione coincida esattamente con il momento in cui Nek andava rinnovato o congedato.
Eppure ridurre tutto a un "tornerà a fare musica e andrà bene lo stesso" sarebbe troppo comodo e probabilmente anche sbagliato. Perché guardando il percorso degli ultimi anni, è evidente che Nek non stia semplicemente tollerando la televisione come un passatempo tra un tour e l’altro: ci sta investendo, ci crede e ci si ritrova. Prima Dalla Strada al Palco, poi il ruolo di coach a The Voice Kids – un’esperienza che lui stesso definisce "leggera, perché condivisa con altri", ma che rivela comunque un appetito crescente per il mezzo televisivo.
Non è più soltanto il musicista che ogni tanto appare in tv. È un personaggio che ha scoperto una seconda dimensione di sé davanti alle telecamere, che sa gestire bene e dalla quale – inutile fingere – non vorrebbe ancora lasciare del tutto. Nel frattempo coltiva sogni concreti: una colonna sonora per il cinema, un’ossessione per Ferzan Özpetek che ha già prodotto i suoi frutti. Tra le mani un cuore portata da Massimo Ranieri a Sanremo è nata proprio da una musica che Nek aveva composto anni fa, ispirandosi all’ipotetica colonna sonora di un film del regista turco-italiano. Un artista che semina su più fronti, insomma. E che adesso si ritrova con un fronte in meno.
La strada lo aspetta, l’Europa lo aspetta, Parigi pure. Ma la tv – quella sì – gli mancherà.
