Nek sfata la 'maledizione' dell’inno di Mameli, brividi prima della finale Lazio-Inter: “Va cantato così”
Il cantante emiliano conquista l’Olimpico prima della finale di Coppa Italia: social in delirio per l’esecuzione sobria e senza virtuosismi dell’Inno di Mameli affidato a Nek.

L’Inno d’Italia affidato a Nek per una delle notti più calde della stagione. Davanti a uno stadio Olimpico gremito e acceso dalla passione delle tifoserie di Lazio e Inter, la voce di "Laura non c’è" ha interpretato il "Canto degli Italiani" nel tradizionale antipasto musicale che precede la finale di Coppa Italia. Per il cantante emiliano non era una prova semplice. Negli ultimi anni, infatti, l’esecuzione dell’inno nazionale prima delle grandi partite è diventata quasi un terreno minato per gli artisti chiamati a interpretarlo. Tra stecche, polemiche social e reinterpretazioni finite nel mirino del web, il rischio di trasformare pochi minuti di musica in un caso mediatico era altissimo. Eppure Nek ha scelto una strada precisa: niente eccessi, nessuna ricerca spasmodica dell’effetto scenico, ma una performance lineare e rispettosa della tradizione.
Nek canta l’inno di Italia: brividi allo stadio Olimpico
Davanti a oltre 60mila spettatori, con le curve Nord e Sud accese dalla passione dei tifosi e da una coreografia imponente, Nek è apparso a bordo campo accompagnato dalla Banda musicale della Guardia di Finanza. L’atmosfera assordante dello stadio si è improvvisamente trasformata in un coro collettivo. Nek non ha tentato virtuosismi o variazioni ardite. Ha scelto invece un’interpretazione quasi pop dell’inno, pulita, immediata, smart, lasciando che fosse il pubblico a completare lo spettacolo. Le strofe del "Canto degli Italiani" sono state accompagnate dalla voce dei tifosi sugli spalti, in un momento che ha unito simbolicamente le due tifoserie prima del fischio d’inizio. E al termine dell’esibizione, il lungo applauso dell’Olimpico ha certificato il successo della performance.
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Entra nel canale WhatsAppI precedenti sfortunati degli ultimi anni: da Al Bano ad Arisa
Non era affatto scontato che tutto filasse liscio. In passato, infatti, diversi artisti finiti al centro della scena con l’inno nazionale avevano dovuto fare i conti con critiche feroci. Era accaduto ad Al Bano nel 2024 prima della finale tra Juventus e Atalanta, quando lui stesso ammise di aver steccato alcune note a causa del frastuono dello stadio. Critiche erano arrivate anche per Arisa nel 2012 e Noemi nel 2018, entrambe finite nel mirino dei social per interpretazioni considerate troppo particolari o ardite.
Più recente, invece, il caso di Laura Pausini, criticata per aver proposto una versione moderna dell’opera di Mameli per la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Episodi che avevano inevitabilmente aumentato la pressione anche su Nek.
I social promuovono Nek: "Finalmente un inno senza giochetti"
Stavolta, però, il tono dei commenti è stato decisamente diverso. Sui social in tanti hanno apprezzato la scelta del cantante di restare nel solco della tradizione. C’è chi ha scritto: "Finalmente l’inno italiano cantato come Dio comanda, bravissimo Nek", oppure: "Finalmente un inno decente con la band". E ancora: "Azz, quindi si può cantare l’inno senza fare giochetti con la voce storpiandolo? Bravo Nek", "Mi è piaciuta l’interpretazione di Nek dell’inno nazionale per la finale di Coppa Italia", "Finalmente uno che non storpia il nostro inno! Grande Nek", "Fate cantare a Nek l’inno nazionale anche il 2 giugno", "Dopo quello cantato da Annalisa qualche anno fa, finalmente un altro inno fatto come si deve. Bravo Nek", "L’inno va cantato così!". Non è mancata nemmeno qualche battuta ironica. Un utente, ad esempio, ha commentato così l’esibizione dell’ex giudice di The Voice: "La versione Karaoke dell’inno di Mameli??". Nel complesso, però, il giudizio sembra piuttosto chiaro: Nek ha superato una prova delicata senza inciampare nelle polemiche.
