Natalie Portman, il libro Life of M diventa un caso mediatico: il motivo e le polemiche (ma la verità potrebbe essere un’altra)
Rachel Cusk firma il romanzo Life of M che sembra ispirarsi a Natalie Portman: dalla carriera iniziata da bambina alla fama, ma i dettagli fanno discutere.

L’estate 2026 ha un ‘mistero’ da risolvere: da un lato c’è Rachel Cusk, scrittrice molto famosa, dall’altro l’attrice Natalie Portman. Cos’è successo? Semplice, il libro Life of M, di Cusk, ancora non è uscito in libreria ma ha già sollevato un polverone mediatico. L’autrice britannica racconta, infatti, la storia di un’attrice che sembra avere moltissimi punti in comune con Portman: dagli esordi da bambina ai ruoli più celebri, fino alla vita lontano da Hollywood. Cusk, però, non conferma mai l’identità della protagonista, anche se gli indizi disseminati nel romanzo sono abbastanza evidenti da alimentare il sospetto. Vediamo insieme tutti i dettagli.
Natalie Portman, il libro Life of M di Rachel Cusk sembra parlare di lei.. o forse no?: Esplode il caso
Il nuovo romanzo di Rachel Cusk, Life of M, è diventato un caso mediatico ancora prima di arrivare nelle librerie. Il motivo è la forte somiglianza tra la protagonista, un’attrice chiamata semplicemente M, e Natalie Portman. Diversi dettagli della biografia del personaggio sembrano infatti richiamare quella dell’attrice: l’esordio cinematografico da bambina, alcuni ruoli celebri, la vita in una capitale europea, la maternità e la notorietà internazionale. Da qui è nata l’ipotesi che Cusk abbia utilizzato Portman come modello per costruire il personaggio. La teoria è stata alimentata anche dal fatto che le due donne si conoscono e che Portman in passato ha espresso pubblicamente grande stima per la scrittrice. Tuttavia, secondo alcune fonti, il loro rapporto sarebbe stato molto meno stretto di quanto suggeriscano le indiscrezioni.
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Entra nel canale WhatsAppNatalie Portman, la verità su Life of M è un’altra
Il romanzo, però, non sembra voler raccontare realmente la vita dell’attrice. Piuttosto, Cusk usa una protagonista che ricorda una celebrità reale per riflettere sul peso della fama e sulla difficoltà di distinguere la persona dall’immagine pubblica. M vive infatti in una condizione di continua esposizione, al punto da sembrare quasi incapace di ricordare cosa significhi essere una persona anonima. La storia mette così in discussione il concetto stesso di identità: un’attrice abituata a interpretare ruoli finisce per vivere anche la propria esistenza come una performance. Allo stesso tempo, la narratrice ammette di conoscere pochissimo M, nonostante abbia deciso di scrivere un intero libro su di lei. Il finale mostra ulteriormente questa distanza: entrambe si osservano senza riuscire davvero a conoscersi.
Il clamore intorno al libro nasce, dunque, soprattutto dal confine incerto e sottile tra ciò che potrebbe essere vero e ciò che potrebbe essere considerata finzione. Proprio il dubbio sull’identità di M ha trasformato il romanzo in un fenomeno mediatico, dimostrando ancora una volta quanto sia difficile separare un’opera letteraria dalla curiosità del pubblico verso la vita privata delle celebrità.
Cosa pensa Natalie Portman del libro?
Ma in tutto questo, cosa ne pensa l’attrice? Il Daily Mail riporta la testimonianza di una persona vicina all’attrice, che la definisce "innoridita" e sostiene che consideri l’accaduto "un colpo basso", tanto da averla fatta "andare su tutte le furie". Altre fonti, invece, affermano che a Portman "non gliene potrebbe importare di meno".