Nastassja Kinski in lotta con Wim Wenders per una scena in cui aveva 13 anni: la decisione del suo avvocato e le scuse del regista
L'attrice chiede la cancellazione di una scena di Falso Movimento, di cui il regista tedesco non si è mai scusato pubblicamente

Era al suo primo film, aveva solo 13 anni e non sapeva nulla di come funzionassero le cose sul set: all’epoca Nastassja Kinski, figlia del notto attore Klaus Kinski, viveva in ristrettezze economiche per il divorzio dei genitori e nessuno, nemmeno il regista Wim Wenders, le spiegò cosa sarebbe successo davanti alla macchina da presa. Nella contestata scena di Falso Movimento (1975), girato appunto da Wenders su sceneggiatura di Peter Handke, Nastassja interpreta Mignon, un’adolescente muta. La ragazzina si stende su un letto in slip, mentre un uomo molto più grande, anche lui in mutande, le si sdraia accanto, la schiaffeggia e comincia ad accarezzarla. Una scena che nel romanzo originale di Handke non esiste. E per cui Wenders non si è mai scusato, pur ammettendo che oggi non la girerebbe di nuovo.
Nastassja Kinski, Wim Wenders e la scena incriminata di Falso Movimento in cui aveva solo 13 anni
È da un decennio che Nastassja Kinski, oggi 65enne, lotta affinché quella scena venga eliminata. Lo ha detto nel 2024 in una intervista, rivelando di essersi chiusa in camerino a piangere dopo le riprese. E lo ha ripetuto alla Süddeutsche Zeitung pochi giorni fa: "Anche se a tredici anni non sapevo ancora molto, capii subito che qualcosa non andava".
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Entra nel canale WhatsAppDal palco del Deutscher Filmpreis è arrivata la replica di Wenders. Reduce dalla presidenza della giuria alla Berlinale, dove ha ritirato il premio alla carriera, il regista ha ammesso che oggi non girerebbe più quella scena, definendola un "capitolo difficile" della sua vita. Ha però continuato affermando: "Possiamo davvero tagliare una scena che ha fatto male a un’attrice che ammiro? Questo aprirebbe la strada al taglio di molti altri film" e ricevendo l’applauso dell’intera sala. Un applauso a cui, ovviamente, non si è accodata Kinski, che ha affermato: "Se fossi stata al suo posto mi sarei scusata e avrei fatto di tutto perché quella scena sparisse dalle piattaforme. Poteva farlo, è il suo film. Non lo ha fatto".
Una battaglia che diventerà legale
Christian Schertz, avvocato dell’attrice ed ex modella, ha ufficialmente formalizzato la richiesta di rimozione: non c’era consenso legale, la madre non era stata informata, Nastassja era minorenne. E la Süddeutsche Zeitung ha rilanciato con una domanda che ingaggia frontalmente il regista: «Wenders è intoccabile?». Nonostante tutto, la collaborazione tra Kinski e Wenders continuò negli anni successivi. L’attrice fu infatti Jane in Paris, Texas,Palma d’oro a Cannes nel 1984, tornando anche nel 1993 in Così lontano così vicino. Ma tutto questo non cancella il disagio creato da quella scena, un disagio che si potrebbe risolvere tagliando due minuti da una pellicola.
Le scuse di Wim Wenders
Dopo le accuse mosse dall’attrice, Wim Wenders ha deciso di ritirare temporaneamente dalla distribuzione il film Falso Movimento. Ad annunciare la decisione è stata la Fondazione Wim Wenders, che ha chiesto a piattaforme streaming, emittenti televisive e case di distribuzione di sospendere la disponibilità del film. Allo stesso tempo, il regista si è scusato con Kinski: "Essendo l’unico dei responsabili di Falso Movimento di allora ancora in vita, mi rendo conto che all’epoca Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere protetta meglio. Per questo ti chiedo scusa, Nastassja, senza se e senza ma".
