Anne Hathaway dal Diavolo veste Prada a popstar internazionale: presto al cinema in Mother Mary con Michaela Coel. Trama e trailer del film

Non solo Il Diavolo veste Prada 2: Anne Hathaway affronta una sfida fisica ed emotiva senza precedenti in Mother Mary

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Anne Hathaway al cinema con Mother Mary
IPA

Il cinema d’autore incontra il mondo del pop internazionale in Mother Mary, la magnetica opera cinematografica scritta e diretta da David Lowery. I Wonder Pictures, in collaborazione con WISE Pictures, ha svelato il trailer e il poster italiani del film prodotto da A24, che debutterà nelle sale del nostro Paese il prossimo 14 maggio. Protagonista assoluta è Anne Hathaway (a brevissimo nelle sale anche con l’attesissimo Il diavolo veste Prada 2), che veste i panni della Mother Mary del titolo, una pop star globale descritta come un ibrido tra Lady Gaga e Taylor Swift, colta nel momento più delicato della sua carriera: la vigilia di un grande concerto che segna il suo ritorno sulle scene dopo un periodo di assenza.

Un incontro tra arte e ferite mai rimarginate

La trama segue la cantante mentre tenta di riallacciare i rapporti con Sam (interpretata dalla vincitrice di due Emmy Michaela Coel), un tempo sua migliore amica e costumista, oggi diventata una stilista di successo che ha contribuito in modo determinante a plasmare l’immagine pubblica della star. Mary chiede a Sam di confezionarle l’abito per il suo rientro, ma l’incontro all’interno di un fienile del XIII secolo si trasforma in un viaggio emotivo violento e claustrofobico. La creazione dell’abito diventa il fulcro attorno a cui ruotano tensioni irrisolte, sentimenti mai sopiti e la tossicità di un legame che intreccia indissolubilmente l’identità personale con il successo e la celebrità. Nel cast figurano anche la star di Euphoria Hunter Schafer, FKA twigs e Kaia Gerber.

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La sfida estrema di Anne Hathaway

Per Anne Hathaway, Mother Mary ha rappresentato la sfida più complessa e trasformativa della sua intera carriera. L’attrice ha rivelato di essersi dovuta approcciare al ruolo con estrema umiltà, accettando di sentirsi una principiante, anche a causa di un processo produttivo insolito: le riprese sono iniziate prima che le canzoni originali fossero ultimate. Hathaway non conosceva quindi il suono della pop star che doveva incarnare, un’incertezza che l’ha spinta a una recitazione viscerale e priva di controllo preventivo. Il regista David Lowery ha paragonato l’intensità delle riprese, avvenute nei pressi di Colonia in Germania, a quelle di Apocalypse Now, descrivendo momenti di vera e propria rottura emotiva sul set, necessari per raggiungere la verità del personaggio.

Musica e performance: un’esperienza sensoriale

Un ruolo fondamentale è giocato dalla colonna sonora, curata da giganti della musica contemporanea come Jack Antonoff e Charli XCX. Il primo singolo, Burial, già disponibile, vede la partecipazione nella scrittura della stessa Hathaway e di George Daniel dei The 1975. Charli XCX ha raccontato di essersi ispirata ai movimenti grafici e quasi spaventosi dell’attrice sul set per comporre brani che suonassero volatili e trascinanti. La fisicità della performance di Hathaway è stata celebrata anche dalla collega Michaela Coel, che ha lodato il coraggio dell’attrice nel portare a termine coreografie estenuanti e scene madri cariche di una forza primitiva. Mother Mary si preannuncia dunque come un film strano, intenso e magnetico, capace di esplorare il cuore oscuro della creatività e il prezzo altissimo della fama.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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