Venezia 2026, Nanni Moretti torna in concorso dopo 37 anni: "Non inseguo i gusti del pubblico. Jasmine Trinca? Ho capito subito che era un'attrice speciale"

Con Succederà questa notte il regista ritrova Jasmine Trinca 25 anni dopo La stanza del figlio e racconta il suo cinema tra amore, cambiamenti e libertà creativa.

Giulia Bertollini

Giulia Bertollini

Giornalista

Giornalista e appassionata di TV e spettacolo. Amo la musica classica, i libri, i dolci, gli animali e la danza.

Nanni Moretti
IPA

È uno degli appuntamenti più attesi del cinema italiano alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nanni Moretti torna al Lido con Succederà questa notte, nuovo film in concorso della durata di 103 minuti, e porta sul grande schermo una storia costruita attorno alla fragilità dei sentimenti, agli incontri che arrivano nel momento sbagliato e a quelle possibilità che, anche quando sembrano perdute, possono riaprire una porta. Il film nasce dall’intreccio di alcuni racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, trasformati in una narrazione cinematografica unitaria dallo stesso Moretti insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella. Al centro ci sono relazioni, amori, separazioni e legami familiari, osservati attraverso personaggi che si trovano a fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte e con il desiderio, mai del tutto sopito, di poter ricominciare.

Venezia 2026, Nanni Moretti torna in concorso: "Non inseguo i gusti del pubblico"

A Venezia è il giorno di Nanni Moretti. Con Succederà questa notte, il regista torna in concorso alla Mostra 37 anni dopo Palombella rossa, portando al Lido una storia che mette al centro l’amore, il tempo e i legami tra le persone. Il film, interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro ed Elena Lietti, nasce liberamente dai racconti di Eshkol Nevo e costruisce una trama nuova a partire da personaggi, situazioni e temi presenti nell’opera dello scrittore israeliano.

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Durante l’incontro con la stampa, Moretti ha raccontato soprattutto il percorso creativo che ha portato alla realizzazione del film e il modo in cui, nel corso degli anni, è cambiato il suo rapporto con la scrittura e con il cinema. Un ritorno importante, anche simbolicamente, perché il regista ha spiegato di non aver mai avuto un vero rapporto conflittuale con Venezia: semplicemente, per molti anni, i suoi film non erano pronti nei tempi utili per essere presentati alla Mostra di Venezia. Ma la vera questione affrontata da Moretti riguarda ciò che è rimasto uguale e ciò che è cambiato nel suo cinema. A distanza di quasi quattro decenni da Palombella rossa, il regista riconosce una continuità precisa nel proprio modo di concepire il rapporto con il pubblico. "Non pretendere di conoscere i gusti del pubblico e quindi non andare incontro ai presunti gusti del pubblico", ha spiegato. Per Moretti il cinema deve nascere da una necessità personale, non dal tentativo di anticipare ciò che gli spettatori potrebbero desiderare.

Una filosofia che attraversa tutta la sua carriera e che trova una particolare applicazione in Succederà questa notte. Il nuovo film non nasce infatti da un racconto di Nevo semplicemente trasposto sullo schermo, ma da un lavoro di rielaborazione nel quale Moretti e le sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella hanno cercato un punto di incontro tra materiali diversi.

"Ho immaginato una storia d’amore piuttosto potente", ha detto Moretti, introducendo il cuore del progetto. La sceneggiatura ha quindi preso spunto dai temi della raccolta di Nevo, soprattutto quelli legati alle relazioni familiari e sentimentali, per arrivare a una storia autonoma. Il risultato è un film nel quale i rapporti tra uomini e donne, genitori e figli diventano il terreno attraverso cui raccontare fragilità, desideri e possibilità di cambiamento".

La conferenza ha poi assunto un tono particolarmente personale quando si è parlato di Jasmine Trinca. L’attrice torna a lavorare con Moretti 25 anni dopo La stanza del figlio, il film che aveva segnato il suo esordio. Il regista ha ricordato di averla scoperta quando era ancora una studentessa, grazie ad alcune interviste realizzate nelle scuole romane durante la preparazione del film. "Quando io ho visto le interviste al liceo Virgilio, ho capito che Jasmine era una persona speciale e quindi anche un’attrice speciale", ha raccontato. E la prima impressione arrivò ancora prima delle parole: "Già quando ho visto Jasmine inquadrata da lontano, ho capito che era una presenza speciale".

Moretti ha ricordato anche con affetto che, a quell’epoca, Trinca voleva fare l’archeologa. Poi il cinema ha preso il sopravvento e il loro rapporto professionale è proseguito con Il caimano, fino al nuovo incontro di Succederà questa notte. "Quando qualche anno fa, nel finale del Sol dell’avvenire, ho voluto chiamare qualche attore, qualche attrice dei miei vecchi film, in quel primo piano di Jasmine ho visto veramente una grande luminosità", ha raccontato. "E quindi non ho avuto dubbi a chiamarla per questo film".

Un ricordo che ha colpito particolarmente Trinca, la quale ha ammesso di essersi chiesta per anni quale fosse stata la ragione della scelta di Moretti. "Per 25 anni non ho saputo perché Nanni mi avesse scelta per La stanza del figlio, e ora lo so", ha scherzato l’attrice.

Ma dietro la battuta c’è un rapporto molto più profondo. Trinca ha spiegato quanto Moretti abbia rappresentato una figura fondamentale nella sua formazione. "Nanni è la persona cui devo il mio arrivo qui, anche tra di voi nel cinema", ha detto. E soprattutto ha aggiunto: "È la persona che mi ha dato l’idea del cinema, non di come si sta in scena, ma del senso delle cose". Un rapporto che, però, nel corso degli anni ha avuto bisogno anche di distanza. Trinca ha raccontato di aver costruito il proprio percorso artistico proprio attraverso la possibilità di allontanarsi dal cinema di Moretti e di trovare una propria voce. "Come si fa con i padri, dai padri si prende anche una distanza", ha spiegato. Da quella distanza è nata una carriera autonoma, fatta di esperienze e ruoli molto diversi.

Tornare sul set, però, ha significato ritrovare un metodo di lavoro immediatamente riconoscibile. "Mi è piaciuto tornare ad incontrarlo, non mi ricordavo come lui fosse veramente sul set, ma dopo poco tempo mi sono ricordata", ha raccontato Trinca. Moretti, ha spiegato l’attrice, non è un regista che lascia semplicemente andare gli interpreti davanti alla macchina da presa: "È un regista che interviene sui suoi attori, sui suoi oggetti in continuo".

Poi, davanti al film finito, la sorpresa. "Quando ho visto il film ho visto qualcosa di magico e vitale che non aveva niente di performativo", ha spiegato. Per l’attrice, la relazione raccontata da Moretti possiede inoltre un linguaggio particolare, quasi infantile, fatto di esitazioni, stupore e gioco: "L’amore è come un linguaggio saggio di bambini che sono confusi, che sono sorpresi, ma che fanno quel gioco insieme".

La conferenza è stata anche l’occasione per Moretti di parlare del suo cambiamento come autore. Il regista ha ricordato la libertà con cui realizzava i film degli anni Ottanta e Novanta, quando poteva permettersi di modificare e completare le sceneggiature direttamente durante le riprese. «Con Palombella rossa, Caro diario e Aprile spesso durante le riprese colmavo quelli che erano dei buchi nelle sceneggiature. Giravo un po’ al volo in leggerezza e questo era possibile perché avevo una mia casa di produzione". ha spiegato Moretti.

Non è stata soltanto una scelta professionale. Per Moretti è diventata anche un’esperienza umana: "Non solo è un’avventura professionale che mi piace molto ma anche umana". E insieme a questa decisione è arrivata la volontà di affrontare le riprese con una struttura più definita: «Voglio cominciare a girare con una sceneggiatura solida alle spalle».


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