Artisti pro Palestina contro Gal Gadot e Gerard Butler: "Sostengono la politica di Israele, cacciateli da Venezia"

Da Marco Bellocchio a Carlo Verdone e Alba Rorwacher, gli artisti pro Palestina chiedono il ritiro immediato dell'invito ai sostenitori di Israele nel conflitto

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Ormai l’inizio dell’82esima Mostra del Cinema di Venezia si avvicina e il dibattito sul conflitto tra Palestina e Israele si accende per l’iniziativa Venice4Palestine. Un gruppo di addetti ai lavori, tra registi, attori, produttori, giornalisti e tecnici si è riunito e ha chiesto alla Biennale di Venezia di prendere una posizione netta in merito. Nella fattispecie, il movimento Venice4Palestine chiede il ritiro dell’invito di aperti sostenitori della politica israeliana, come Gal Gadot e Gerard Butler.

Richiesta alla Biennale di Venezia: "Ritirate l’invito a Gal Gadot e Gerard Butler"

Sabato scorso, il gruppo Venice4Palestine aveva pubblicato una lettera aperta in cui invitava l’organizzazione principale, nonché le sue sezioni parallele Giornate degli Autori e Settimana Internazionale della Critica, a "essere più coraggiose e chiare nel condannare il genocidio in corso a Gaza e la pulizia etnica in Palestina perpetrata dal governo e dall’esercito israeliani".

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"Fermate gli orologi, spegnete le stelle. Il peso è troppo grande per continuare a vivere come prima. Da quasi due anni, immagini di inequivocabile chiarezza ci giungono dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Increduli e impotenti, continuiamo ad assistere al tormento di un genocidio perpetrato in diretta dallo Stato di Israele in Palestina. Nessuno potrà mai dire, ‘Non potevo saperlo, non potevo immaginare, non potevo credere", si legge nella parte iniziale della lettera. La posizione di Venice4Palestine è chiara e pretende una dichiarazione d’intenti altrettanto decisa da parte della Biennale, che comprenda il ritiro dell’invito alle star Gal Gadot e Gerard Butler, aperti sostenitori della politica israeliana, che dovrebbero essere presenti a Venezia per sostenere il film di Julian Schnabel In the Hand of Dante, presentato nel Fuori Concorso. Tra le richieste anche l’impegno della Biennale "a interrompere le partnership con qualunque organizzazione che sostiene il governo israeliano, direttamente o indirettamente". Gal Gadot, in particolare, a quanto si apprende da fonti vicine alla mostra, avrebbe rinunciato a presenziare alla kermesse.

Bellocchio, Verdone e Rorwacher: oltre 1500 firmatari

La risposta della Biennale non è entrata direttamente nel merito dei temi affrontati dalla lettera aperta di Venice4Palestine, ma la reazione incoraggiante giunta dalle sue sezioni indipendenti, le Giornate degli Autori e la Settimana della Critica, ha spinto i firmatari della lettera a proseguire nei propri intenti.

Firmatari che hanno superato quota 1.500 membri e che sono destinati ad aumentare dopo l’ingresso di Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Carlo Verdone e Ken Loach che si aggiungono ad Abel Ferrara, alla francese Audrey Diwan e ai registi palestinesi Arab e Tarzan Nasser, vincitori del premio per la miglior regia a Cannes 2025, sezione Un Certain Regard, per il loro ultimo film Once Upon a Time in Gaza. "Se sono bastate poche ore per radunarsi così in tantә", si legge nella lettera, "vuol dire che finalmente il cinema italiano ha scelto di stare dalla parte del popolo palestinese – aggredito e massacrato da decenni – e non riconosce più lo spazio per le mezze parole e l’equidistanza".


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