Morto Marco Schiavina, mente geniale dietro 'Turisti per caso'. Il saluto (straziante) di Patrizio Roversi: “Orso non c'è più”
Amico e collega del conduttore e di Syusy Blady, per anni è stato l'ideatore dei loro itinerari in televisione. Era partito con il Teatro di Strada. Si è spento all'improvviso.

Lo ha annunciato su Facebook l’amministrazione comunale di San Giovanni in Persiceto. È scomparso all’età di 71 anni Marco Schiavina, noto per essere uno degli ideatori del programma tv cult ‘Turisti per caso’. A lui era legatissimo Patrizio Roversi – co-protagonista di quell’avventura in Rai con Syusy Blady, durata dal 1991 al 2006 – che stamattina lo ha salutato con un articolo commosso su Repubblica. Avevano condiviso da ragazzi gli esordi nel teatro di strada, fino all’exploit inaspettato (ma meritatissimo) sul piccolo schermo. Ecco tutti i dettagli qui sotto.
Marco Schiavina, l’addio straziante di Patrizio Roversi
Il comune di San Giovanni in Persiceto ha salutato Marco Schiavina, scomparso domenica 9 agosto all’età di 71 anni, con un post essenziale su Facebook: "Diamo la triste notizia della morte improvvisa di Marco Schiavina, conosciuto da tanti come ‘Orso’…Marco è stato un collega e una figura importante nella vita culturale persicetana e non solo, ideatore della rassegna cinematografica Film&Film e di tante altre iniziative legate al cinema, è stato a lungo direttore del Teatro comunale per cui ha programmato tante applaudite stagioni teatrali". Ma il vero saluto, quello più straziante, è arrivato dall’amico che con Marco aveva condiviso l’avventura di ‘Turisti per caso’, Patrizio Roversi.
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Entra nel canale WhatsApp"Orso non c’è più", ha scritto il conduttore su Repubblica, "è successo domenica all’alba. Poche ore dopo sua moglie Vanda mi ha raccontato che alle 5 l’ha sentito respirare male, è scivolato giù dal letto e non si è più ripreso. Dormiva in cucina, nella sua casa di campagna, davanti all’aria condizionata. Orso non ha mai sopportato il caldo: nella sua casa di prima, in centro a San Giovanni in Persiceto, d’estate dormiva sul balcone. Perché era…un Orso: cicciotto e pelosone".
Nelle parole del compagno di viaggio, il ricordo di Schiavina si fa subito dolce. Lui era lo ‘stratega’ di "Turisti per caso", quello che studiava i viaggi, i percorsi, gli incontri, e teneva insieme la programmazione. E in questo suo ruolo era diventato riconoscibile anche al pubblico. Era il "burbero e tenerissimo", secondo Roversi, quello che "da giovane campava facendo e vendendo icone bizantine farlocche, poi ha gestito i Teatri di San Giovanni, per conto del Comune…Orso è stato lo scopritore e l’antesignano del Teatro di Strada, ha organizzato le prime manifestazioni, diventando un riferimento per tutti i buskers italiani e non solo. Vanda, sua moglie, non a caso è una grande artista circense".
L’avventura di ‘Turisti per caso’ nelle parole di Roversi
Per conoscere davvero Schiavina, basta affidarsi ancora una volta alle parole di Patrizio Roversi. Che traccia la sua parabola televisiva e umana con precisione: "Lui, appassionatissimo viaggiatore, era andato in giro per il mondo con la sua prima moglie, Fabiana (detta Orsa, si assomigliavano, anche se lei era carina) finché non si sono riprodotti (Leonardo e Galileo) e allora hanno dovuto fermarsi. Per noi di Turisti per Caso è stata una grande fortuna: Orso ha sfogato la sua voglia di viaggi, la sua curiosità, la sua grande capacità organizzativa cominciando a programmare i nostri itinerari. È diventato il nostro ‘stratega turistico’".
E ancora, "Programmava maniacalmente itinerari impossibili, durissimi, in cui prevedeva anche che ‘dalle 20 alle 20,15 doccia, poi si cena, quindi uscita per altri appuntamenti’. I suoi programmi io li rispettavo, Syusy no. Poi è venuto con noi in molti viaggi bellissimi, pianificati da lui meticolosamente". I dettagli rivelati da Roversi a Repubblica sono troppi, ma è sul finale che il conduttore si sbottona. Lasciando spazio anche al dolore.
"Nell’ultimo anno", dice, "l’ho cercato cento volte, mail e telefonate. Non mi ha mai risposto, non ho capito perché. Stava bene, ma aveva chiuso. Questo oggi mi fa star peggio, ma mi dicono che me ne devo fare una ragione, lui era…Orso. La vita è fatta a stanze. Si aprono le porte, ci passi, poi le porte ti si chiudono alle spalle. E devi andare avanti. Quando la porta non si chiuderà dietro, ma ti si chiuderà in faccia, ti fermi, per sempre. Con Orso abbiamo attraversato un corridoio lungo 40 anni, e adesso è chiuso. Mi pesa tanto". Poi la conclusione: "Non c’è più una possibile linea grigia fra passato e presente, un tempo condiviso e flessibile, adesso il passato è finito".