Morto il batterista jazz Gianni Cazzola, il saluto straziante di Tullio De Piscopo: “Si è accasciato mentre suonava, mi ha strappato il cuore”
Il leggendario musicista si è spento sabato 18 luglio, mentre suonava a Busto Arsizio. La notizia online è stata data dal collega napoletano, con un lungo post commosso.

Si è spento facendo quello che amava, Gianni Cazzola. Il leggendario batterista jazz 88enne è venuto a mancare nella serata di sabato 18 luglio, mentre era in concerto al Gemia Swing Club di Busto Arsizio. Un malore improvviso, poi la corsa in ospedale e la notizia più triste di tutte. A raccontare l’accaduto al grande pubblico ci ha pensato, con post social tenerissimo e straziante, l’amico e collega Tullio De Piscopo. Che ha salutato il musicista ripercorrendo brevemente la storia della loro amicizia decennale. Ecco qui sotto tutti i dettagli.
Gianni Cazzola, il malore e la morte sul palco a Busto Arsizio
All’età di 88 anni (li aveva compiuti lo scorso 9 maggio) il batterista Gianni Cazzola si è spento sul palco. È accaduto al Gemia Swing Club di Busto Arsizio (Varese), luogo in cui il musicista jazz viveva ormai da 1965, nella serata di sabato 18 luglio 2026. Cazzola si sarebbe accasciato alla batteria, per via di un malore improvviso, e a nulla sarebbero serviti i soccorsi arrivati tempestivamente sul posto. Trasportato d’urgenza in ospedale, è stato dichiarato morto poco dopo.
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Entra nel canale WhatsAppIl saluto dell’amico Tullio De Piscopo
A darne notizia sui social è stato l’amico Tullio De Piscopo, con un lungo post che ha salutato Cazzola e scatenato una marea di commenti commossi. "Notizia Bastarda che mi ha strappato il cuore", ha scritto il celebre batterista napoletano, "Gianni Cazzola sta volando più in alto del cielo, ieri sera mentre suonava al Gemia Swing Club di Busto Arsizio si è accasciato sulla batteria. Musicista straordinario e autentico Jazzista e, soprattutto amico fraterno sin dal 1965 quando a Bologna veniva a trovarmi al Jolly Jocker il night club dove suonavo tutte le sere fino a tarda notte".
E ancora: "Ricordi indelebili, in piena notte passeggiavamo sotto i portici di Bologna ed insieme fantasticando cantavamo le grandi frasi del BE BOP. Poi Milano, le tante serate e le jam session, sempre nel segno della musica, della libertà e dell’amicizia. Con te bastava uno sguardo per intendersi e lasciare parlare i nostri tamburi". Poi l’ultimo saluto, il più straziante: "Il tuo ritmo, il tuo sorriso e la tua umanità resteranno per sempre nel Cuore di tutti i musicisti. Ciao Gianni, continua a improvvisare anche da lassù. Sempre con me il tuo calore e il tuo SWING. Con amore tuo, Tullio".
Chi era Gianni Cazzola
Originario di San Giovanni in Persiceto (Bologna), dove era nato il 9 maggio 1938, Gianni Cazzola si era dedicato alla batteria fin da bambino. Aveva iniziato a farsi le ossa come musicista a soli 19 anni, nel 1957, in tandem con il chitarrista Franco Cerri. Poi l’ingresso nel prestigiosissimo Quintetto Basso-Valdambrini, e la consacrazione definitiva nel jazz italiano. Nel corso della sua carriera, Cazzola ha suonato insieme a leggende come Billie Holiday, Chet Baker, Dexter Gordon, Lee Konitz, Tommy Flanagan ed Helen Merrill. Oltre a partecipare a capolavori della musica leggera, suonando nell’orchestra di Pino Presti per canzoni indimenticabili di Mina come "E penso a te" e "Grande, grande, grande". Ha continuato a fare quello che amava fino all’ultimo.