Morte Daniela Ruggi, la verità dello 'sceriffo': "Voleva fare una famiglia con me". Il reggiseno e l'ipotesi di un fendente

A Morning News mercoledì 5 agosto 2026 spazio agli aggiornamenti sulle indagini per la morte di Daniela Ruggi, iniziati gli accertamenti scientifici sugli abiti della 32enne

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Daniela Ruggi
Mediaset Infinity

A "Morning News" mercoledì 5 agosto 2026 spazio alla morte di Daniela Ruggi, scomparsa a 32 anni da Vitriola di Montefiorino (Modena) nel settembre del 2024, le cui ossa sono state ritrovate a gennaio scorso da parte di due escursionisti a Torre di Pignone. Sono state avviate in queste ore le analisi sui reperti, puntando innanzitutto su inventario e classificazione, in attesa di accertamenti più specifici che dovranno essere programmati.

Gli esami sono eseguiti a Milano, presso il laboratorio di Cristina Cattaneo, anatomopatologa che è anche consulente della Procura di Pavia per il caso Garlasco, alla presenza dell’avvocato Deborah De Cicco, che assiste Alberto Ruggi, fratello di Daniela, mentre seguono la fase iniziale collegate da remoto le consulenti della famiglia, Marina Baldi (consulente anche di Andrea Sempio, nell’indagine per l’omicidio d Chiara Poggi) e Sara Mantovani.

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Morte Daniela Ruggi, Morning News puntata 5 agosto 2026: cosa è successo

A dare un aggiornamento sulle indagini per la morte di Daniela Ruggi, di cu si erano perse le tracce per mesi prima del ritrovamento dei suoi esteri, è l’inviata Martina Orecchio: "La giornata di lunedì 3 agosto è stata importantissima, sono iniziati gli accertamenti irripetibili sui resti che sono stati ritrovati. Gli esperti del LABANOF di Milano hanno fotografato i reperti, li hanno messi a catalogo, dando inizio alla prima fase del loro lavoro, per poi effettuare ulteriori accertamenti a settembre, da quelli si potrà capire se le ossa della ragazza presentino fratture o lesioni. L’obiettivo è unico, capire cosa sia successa a Daniela Ruggi, se lei sia stata vittima di un tragico incidente nel rudere in cui è stata ritrovata o se qualcuno le abbia fatto del male, arrivando a ucciderla lì. In alternativa, potrebbe averla uccisa da un’altra parte per poi portarla nell’edificio, magari pensando non venisse mai trovata".

Determinante è la testimonianza dell’avvocato Daniela De Cicco, che assiste il fratello della vittima, su cui erano emersi sospetti quando la giovane era ancora scomparsa a causa di presunti litigi sorti tra loro. La legale prova ad avanzare alcune ipotesi su cosa possa essere successo, il reggiseno potrebbe essere in particolare un elemento chiave: "E’ stata rinvenuta insieme alla giacca e al vestito della ragazza anche l’altra coppa del reggiseno, la coppa sinistra, mentre quella destra è attualmente presso il RIS di Parma per le analisi. Io attendevo con ansia la coppa sinistra perchè avevo presentato ad aprile un’istanza alla Procura per effettuare un approfondimento investigativo di natura merceologica per capire la causa della lacerazione del tessuto tra una coppa e l’altra. La coppa sinistra rinvenuta per la prima volta durante l’apertura della body bag dove sono rinvenuti tutti i resti della ragazza mi ha dato ulteriore conferma della fondatezza di questa istanza. Ritengo sia meritevole di approfondimento lo stato del tessuto, a me fa intendere un taglio netto, anche ad opera di un fendente".

Provare a comprendere cosa abbia fatto e chi abbia visto la giovane nei suoi ultimi giorni di vita potrebbe consentire di capire come sia morta e se qualcuno l’abbia uccisa, tra le persone che sono state sospettate c’è stato anche Domenico Lanza, suo grande amico soprannominato "lo sceriffo", che era finito in carcere per poi essere rilasciato. Oggi è lui a dire la sua a "Morning News", sottolineando di essere ancora in attesa dell’archiviazione della sua posizione da parte del GIP,: "Frequentandola ho capito che avesse qualche problemuccio creato dalla sua fantasia, ma era una ragazza dolce, con il sorriso. Io l’ho aiutata, l’ho portata a casa, aveva bisogno di essere lavata perché non aveva nemmeno l’acqua in casa, mi ha fatto tenerezza, l’ho fatta lavare, si è lavata vestiti, gli ultimi indumenti li aveva lasciati di proposito a casa, ha detto: ‘So che la prossima volta ci sono un paio di slip e di calze’. Ma io non sapevo niente, sono stati dei conoscenti che mi hanno chiesto dove fosse visto che la vedevano sempre con me, visto che la stavano cercando a ‘Chi l’ha visto?’, io non sapevo nemmeno fosse sparita. Ho messo gli indumenti in macchina sperando di trovarla ancora per strada, girando a Vitriola speravo di introvarla, ma invano – racconta in lacrime –. Mi hanno fatto le interviste, ho detto di avere questi indumenti, anche se io l’avevo già detto due volte agli inquirenti di Paullo, dovrebbero avere registrato tutto quello che ho detto".

Il rapporto che Daniela aveva instaurato con "lo sceriffo" gli ha permesso certamente di conoscerla meglio, anche se lui ci tiene a precisare che tra loro ci sia stata solo un’amicizia: "Lei mi ha parlato di molte frequentazioni, a lei piaceva un ragazzo, ma dopo qualche giorno lei mi ha detto che lui non era più tanto interessato. Lei cercava qualcuno che le facesse fare una famiglia con dei figli, l’aveva anche chiesto di me, ma io le ho detto di no, io ho un figlio di 30 anni, non potevo mettermi con lei, la aiutavo nei limiti del possibile. Mi ha detto che sentiva tanto ragazzi, chiedeva loro il cellulare".

La giovane sarebbe arrivata anche a denunciare il fratello per aggressione, dopo che lui l’avrebbe spinta a entrare in casa con la forza, c’è chi infatti sostiene che i rapporti con lui fossero ormai incrinati, al punto tale da spingere la famiglia a non occuparsi di lei. A dire la sua a riguardo ci pensa l’avvocato del fratello: "La mamma e la sorella l’hanno sempre descritta con un’espressione icastica del concetto, l’espressione ‘spirito libero’ inquadra la persona che Daniela era, anch’io l’ho conosciuta così. Daniela era una persona che voleva vivere così, lo aveva scelto, non gradiva interferenze da parte della famiglia di origine. La mamma e la sorella non hanno mai rappresentato contrasti diversi da questi, quando hanno provato a dare sostegni materiali o economici non sempre lei accettava".

L’auspicio è che le nuove analisi in arrivo possano davvero servire a dissipare i dubbi sulla fine di questa sfortunata ragazza.


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