Morte avvelenate con la ricina, rivelazione a sorpresa dei medici: "Sapevamo del veleno". Perché dalle analisi si conoscerà il cibo killer

A Vita in Diretta il 4 agosto 2026 spazio alle novità sul giallo di Pietracatella, spunta una verità inaspettata dai dottori, in attesa delle analisi in corso a Berlino

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

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"Vita in Diretta" è tornata a occuparsi del giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara avvelenate con la ricina a dicembre 2025, nella puntata di martedì 4 agosto 2026. La svolta di cui si è parlato spesso potrebbe essere davvero a un passo, potremmo capire chi ha ucciso le due donne grazie all’analisi dei 131 reperti prelevati in casa in occasione del sopralluogo che si è svolto la scorsa settimana.

Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 4 agosto 2026: cosa è successo

I reperti prelevati in casa sono arrivati nel laboratorio dove operano gli esperti di Berlino che erano presenti all’ispezione, da questi oggetti potrebbero emergere novità rilevanti per l’indagine. A dare ulteriori aggiornamenti ci pensa l’inviata Antonella Delprino, che si trova a Pietracatella. "A Berlino hanno già iniziato ad analizzare i 131 oggetti ritenuti interessanti e trovati nell’abitazione dove vivevano Antonella e Sara. Questi si sommano ai 70 campioni alimentari che già avevano, ma che erano stati inviati senza essere stati prelevati da loro personalmente. Gli addetti del Robert Koch Institute hanno un quadro ampio sul caso, il sangue delle due vittime, di Gianni e della figlia Alice sono stati analizzati a Pavia, i reperti alimentari sono stati depositati in un altro istituto, a Berlino hanno tutto sotto controllo. Nel corso di questa settimana potrebbero arrivare le prime risposte attese dalla Procuratrice di Larino, a inizio giugno aveva stilato un accordo con i tedeschi composto di tre punti, il primo li invitava a dare una risposta entro 30 giorni alla prima della domanda, se nella casa ci fosse la ricina e, se sì, come fosse entrata all’interno. Stiamo parlando di cibo e bevande, qualcosa che Antonella e Sara hanno ingerito, questo è il primo quesito, a cui si dovrebbe dare risposta questa settimana".

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Le indagini stanno comunque permettendo di fare chiarezaza, nonostante siano passati mesi dal duplice omicidio, c’è in modo particolare una novità importante, annunciata dall’inviata: "La parola veleno sembra sia uscita per la prima volta dall’ospedale di Campobasso, già nei giorni in cui Antonella e Sara erano ricoverate. La struttura avrebbe così contattato il centro antiveleni di Napoli per capire se in poco tempo si potesse capire che tipo fosse questo veleno, così non è andata, sappiamo poi cosa è successo".

Manuela Moreno interviene sottolineando come "questo cambia la storia rispetto a come l’abbiamo raccontata", non è una cosa di poco conto sapere che i medici fossero a conoscenza della somministrazione di un veleno quando le due donne erano ancora in vita.

Emerge inoltre una data importante, scatta venerdì il termine ultimo per la consegna degli esami sui 70 alimenti prelevati dagli esperti tedeschi il 30 giugno scorso. Sotto la lente degli inquirenti c’è la cena del 23 dicembre e i pasti del giorno successivo, quando la famiglia era in casa per le festività natalizie, l’assassino potrebbe avere scelto volontariamente di agire proprio in quel periodo sapendo come in quella fase dell’anno i ricoveri siano più frequenti, così da far credere a un malore gastrointestinale. Non si sa cosa sia stato prelevato la scorsa settimana, ma sicuramente i risultati che possono emergere da questi accertamenti non arriveranno a breve.

Se dovessimo davvero sapere tra pochi giorni quale fosse il cibo in cui era presente la ricina non potrebbe che essere determinante. "Ci mette su una nuova pista – sottolinea l’inviata -. Si sono persi i primi tre mesi, inizialmente si pensava che la morte fosse dovuta a una granve gastroenterite, la parola ricina è uscita per la prima volta grazie al professor Locatelli a marzo, trovare l’alimento che ha portato alla morte di Antonella e Sara potrebbe far risalire a una o più persone, oltre che su una nuova pista".

Le indagini comunque non si fermeranno, anche questo mese la Procura e la Questura continueranno a operare.


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