Morte avvelenate con la ricina, nuovi interrogatori, si valutano le incongruenze. "Si cerca il veleno, possibili tracce su scale e porta"
A Vita in Diretta giovedì 30 luglio 2026 spazio al giallo di Pietracatella, in corso sopralluogo nella casa dei Di Vita, in cerca delle tracce di veleno, proseguono le audizioni

"Vita in Diretta" continua a essere in prima linea sugli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, per questo sono mancati nemmeno nella puntata di giovedì 30 luglio 2026, giornata cruciale perché è in corso un sopralluogo che potrebbe portare riscontri decisivi. Via Risorgimento, dove si trova la casa in cui vivevano Antonella e Sara, mamma e figlia morte avvelenate con la ricina, risulta essere blindata per poter consentire agli inquirenti di eseguire tutti i rilievi del caso.
Morte avvelenate con la ricina, puntata 30 luglio 2026: cosa è successo
A fare il punto della situazione è l’inviata Antonella Delprino, che si trova proprio nei pressi dell’abitazione a Pietracatella: "I sopralluoghi sono in corso da oltre sei ore, si proseguirà fino quasi alle 20, i reperti sollevati dalla casa saranno poi trasportati in Germania per essere analizzati dagli esperti tedeschi in veleni, che stanno operando con la polizia italiana nell’ispezione. Sono prove irripetibili, tutto è blindatissimo, attrezzato il posto con una serie di gazebo e pullmini, ci sono uomini e che si consultano con le tute bianche in casa. Si parte dall’ultimo piano, dove si trova la camera di Alice, la figlia sopravvissuta, c’è il secondo piano dove vivevano Gianni, Antonella e Sara, per la prima volta sarà analizzato anche il primo piano, dove vive la mamma di Gianni, qui erano entrati solo il 28 dicembre per sequestrare alcune conserve, la famosa giardiniera e altri cibi, anche questi mandati in Germania".
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Entra nel canale WhatsAppUlteriori dettagli sul lavoro in corso arrivano dal criminologo Giovanni Alfonso: "Sono presenti quattro operatori della Scientifica, un consulente nominato dall’avvocato di Gianni Di Vita e tre o quattro persone del Koch Institute di Berlino, all’interno ci sono complessivamentre tra le 8 e le 9 persone". Intorno alle 10 è arrivata anche la Procuratrice di Larino, che assiste alle operazioni da uno dei van posizionati fuori dalla casa, per il paese il disagio resta comunque contenuto. "Non c’è il video da remoto, c’è un operatore che sta riprendendo tutte le operazioni", precisa il criminologo. Presente anche Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita.
"Non si esclude che i lavori proseguano anche domani in mattinata – sottolinea l’inviata -. Ci sono mezzi per analizzare sia quello che esce dalle ricerche, così da fare una sorta di riunione tecnica, oltre ai mezzi che hanno accompagnato gli uomini che hanno operato all’interno".
In studio Antonio Del Greco, scrittore e investigatore con una lunga carriera in Polizia, che prova a individuare il tipo di lavoro in corso: "Si tratta di un’operazione disposta dall’autorità giudiziaria, il termine tecnico è ispezione, prevede procedure che vanno dal generale al particolare, da destra verso sinistra e dall’alto verso il basso. Oggi si usano tanti strumenti tecnologici, il tipo dipende da quello che si cerca".
La giornalista Simona Arrigoni avanza un’ipotesi sulla presenza della ricina: "La collaborazione tra la Polizia e gli esperti di Berlino porterà a individuare la chiave di svolta, la ricina potrebbe non essere nel cibo, magari anche negli scarichi". Ci si sta concentrando su ogni aspetto dell’abitazione, compresa la scala esterna, che potrebbe essere stata usata per trasportare il veleno.
A dare ulteriori dettagli ci pensa il consulente di Gianni Di Vita, Mauro Iaccoppini, chimico tossicologo, ll’unica persona di parte che ha avuto accesso alla casa e che ha assistito all’ispezione: "Si sta proseguendo l’accertamento, sono grandi professionisti, hanno iniziato dalla porta e dal piano terra, hanno fatto un buon 70%. Sono stati prelevati tantissimi campioni, sicuramente è stato un passaggio determinante". Parlare della porta non è un caso, possono esserci infatti impronte o tracce di veleno sulla superficie.
Nel frattempo, ieri in Questura sono state ascoltate nuovamente due donne che gravitavano attorno ai coniugi di vita, una era stata denunciata per favoreggiamento perché era a conoscenza della crisi matrimoniale di Antonella ma non ne aveva parlato con gli investigatori, in un messaggio le aveva chiesto consiglio su un avvocato divorzista. L’altra donna convocata è invece una storica amica della famiglia, probabile siano arrivate insieme per verificare eventuali contraddizioni nel loro racconto. La prima sembra sia uscita particolarmente scossa, credeva che l’audizione fosse una formalità, e invece così non è stato.