Morte avvelenate con la ricina, la svolta dopo l’esame degli organi e la nuova pista: “Gelosia? Doveva essere lei a punire”, il dolore del padre
A Vita in Diretta martedì 30 giugno 2026 spazio alla vicenda di mamma e figlia morte avvelenatore con la ricina, il papà e nonno delle vittime parla chiaro, vuole il colpevole

"Vita in Diretta" si è occupata nella puntata di martedì 30 giugno 2026 della vicenda di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina a Petracatella, in Puglia. Sono ancora diversi gli aspetti poco chiari della storia, ora a parlare ci ha pensato Salvatore, il padre di Antonella e nonno della ragazza, uscito allo scoperto con parole ben precise, anticipate da Manuela Moreno: "Se è stato Gianni, deve pagare", il riferimento è a suo genero, che ha perso in pochi giorni la moglie e la figlia.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 30 giugno 2026: cosa è successo
Nella giornata di ieri nella casa della famiglia a Petracatella sono entrati alcuni esperti tedeschi, incaricati di fare luce sul caso mettendo in evidenza tutto quello che ancora non risulta chiaro.
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Entra nel canale WhatsAppA parlare ai microfoni di "Vita in Diretta" è proprio Salvatore di Ielsi, che nega i possibili problemi matrimoniali della figlia: "A noi non ci risulta, il fratello, la cognata, pure loro dicono: ‘Ma no’, ha sbagliato, ha sbagliato pure lei. Dicono che è stato fatto per gelosia, ma casomai doveva essere il contrario, doveva essere lei a punire, non quelli che volevano prendere il posto loro, però ancora non lo sappiamo. Io non escludo nessuno, ma certo, come fai. Il 24 a mezzogiorno abbiamo mangiato qua, lei ha portato tutto fatto perché lei stava già in ferie e aveva cucinato da lei, a quanto pare qua avevano fatto solo la pasta. Noi saremmo dovuti andare da loro a mezzogiorno il giorno di Natale, la mattina si sono alzate, si sentivano male, influenza, influenza, hanno detto: ‘Non venite manco per gli auguri perché, come si dice, potremmo trasmettervi’. Deve venire fuori chi è stato, ci mancherebbe, non è uno scherzo. Chiunque sia, fosse anche il marito, va bene, paga, che ci possiamo fare? Non lo sappiamo ancora, non lo so. I debiti vanno, chiamiamoli debiti, magari fossero debiti, si sistemerebbero".
Arrivano da Petracatella importanti aggiornamenti dall’inviata Antonella Delprino: "Vorrei partire da Gianni e Alice, sono andati a prestarsi per il prelievo di sangue, il primo atto a cui sono stati chiamati i medici che devono ispezionare per poi portare tutot in Germania. Sono andati alla clinica Maugeri di Pavia, si punta a capire se siano stati contaminati e abbiano prodotto anticorpi. Ci sono altre novità, si attende la relazione del medico legale, che ha ispezionato gli organi di Antonella e sua figlia Sara, da lì dipenderanno tante cose. Da lì si capirà se i medici indagati per omicidio colposo potranno essere prosciolti da questa accusa, si passerebbe così a un’accusa di omicidio premeditato. A Petracatella si è rimasti attaccati alle convinzioni di questi mesi, le case di Gianni e della mamma saranno ispezionate tra fine luglio e agosto, la Procuratrice di Larino ha chiesto di rispondere ad alcune domande entro un massimo di 90 giorni".
Salvatore aveva avanzato però una giustificazione: "Di fronte a un ipotetico divorzio l’obiettivo di avvelenare non sarebbe stato di Antonella", Manuela Moreno commenta: "Sono parole molto gravi, non prendo da te qualcosa se non c’è un rapporto. Sembra innegabile una premeditazione".
Gli esperti tedeschi incaricati dalla Procura avranno inoltre il compito di capire se il marito e l’altra figlia possano essere considerate vittime collaterali, sono stati sequestrati 70 alimenti per trovare eventuali anticorpi al veleno.
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