Morte avvelenate con la ricina, Gianni Di Vita e amici sotto osservazione: "Il colloquio con i parenti di Antonella e le sue ammissioni"
Vita in Diretta ha dato aggiornamenti sul giallo di Pietracatella anche giovedì 3 settembre 2026, oggi nessuna audizione in Questura, si attendono i risultati dalla Germania

Penultimo appuntamento per "Vita in Diretta Estate", in onda giovedì 3 settembre 2026, sempre in prima linea con gli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, quello che ha portato a fine dicembre alla morte di Antonella e Sara, avvelenate con la ricina. Le indagini proseguono in modo ininterrotto da mesi, senza trascurare alcuna pista, ma si sta facendo il possibile per chiudere il cerchio in tempi rapidi.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 3 settembre 2026: cosa è successo
Gli inquirenti che stanno indagando sul giallo di Pietracatella continuano a lavorare seguendo un duplice binario, proseguire con le audizioni, utili per comprendere il tessuto sociale che stava intorno alle due vittime, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ma allo stesso tempo attendere i riscontri che derivano dalle indagini scientifiche sui reperti sequestrati in casa.
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Entra nel canale WhatsAppA dare aggiornamenti dalla Questa di Campobasso ci pensa l’inviato Nicola Tupputi: "Oggi non è prevista nessuna audizione dopo le due testimonianze di ieri fornite da due amici di Antonella e Gianni Di Vita. Il silenzio fa pensare, gli inquirenti aspettano risposte da Berlino del Robert Koch Institute, secondo fonti autorevoli il 7 potrebbero arrivare notizie importanti. Prima di tutto la conferma della negatività alla ricina di Alice e Gianni Di Vita, notizia finora non confermata ufficialmente".
A fare un’ipotesi su cosa ci si debba attendere a breve è la giornalista Antonella Delprino, che ha seguito il caso per settimane direttamente da Pietracatella: "Io mi sono fatta un’idea, se per nove mesi la Procura punta sempre intorno ai rapporti di Gianni è perché in qualche modo c’entri lui e le persone che avevano un legame con lui, di qualsiasi tipo siano. Questo è certissimo. Ci sono situazioni che conosco, dopo il confronto di sei ore con l’amica Gianni ha parlato con la sua famiglia, quella di Antonella, anche loro sono pieni di dubbi. Lui ha ammesso alcune cos, non posso dire cosa, quella è la pista, non riesco però ancora a comprendere cosa c’entrino alcune abitudini di Gianni con la morte di sua moglie e sua figlia".
E’ altrettanto importante sapere come si sia arrivati a decidere di utilizzare la ricina per uccidere. Questa sostanza deriva dal ricino, una pianta che cresce spontaneamente in tutto il Molise, quindi che è facilmente rintracciabile anche a Pietracatella e dintorni. Ne è presente un arbusto a circa 60 chilometri dla paese, non tutti i residenti ne conoscevano la particolarità e quanto possa essere letale, nonostante fosse lì da tempo. I semi contenuti nelle capsule non sono ancora pronti, in genere maturano tra settembre e ottobre, anche se da lontano potrebbe sembrare una pianta rossastra quasi da ornamento.
L’inviato sottolinea come la pista passionale sia una delle più battute, anche se non risulta essere l’unica. L’attesa per i risultati che arrivano dalla Germania risulta essere determinante per avere maggiori certezze sull’alimento vettore utilizzato per uccidere le due donne. Nel mirino c’è, come sappiamo, la cena del 23 dicembre, l’unica a cui erano presenti le due vittime, ma anche Gianni Di Vita, mentre l’altra figlia, Alice, aveva trascorso la serata al bar con le amiche, scelta che l’ha salvata.
