Morte avvelenate con la ricina, attesa per l'ispezione. "Si cerca il veleno nei campioni a Berlino". Le reazioni a Pietracatella
A Vita in Diretta lunedì 27 luglio 2026 spazio ai nuovi aggiornamenti su Antonella e Sara, morte avvelenate con la ricina, questa può essere la settimana decisiva

Inizia oggi, lunedì 27 luglio 2026, una nuova settimana per "Vita in Diretta", sempre in prima linea con gli aggiornamenti su Antonella e Sara, mamma e figlia morte avvelenate con la ricina a Pietracatella. A sette mesi dalla loro scomparsa gli investigatori entreranno nuovamente nella casa di via Risorgimento in cerca di nuove tracce del veleno, così da avere maggiori certezze su come le due vittime possano averlo assunto.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 27 luglio 2026: cosa è successo
A fare il punto della situazione ci pensa l’inviata Antonella Delprino, che si trova a Pietracatella: "Chi indaga è in cerca della ricina, trovata in un laboratorio di Pavia nel sangue e nel corpo di Antonella e Sara nel corso dell’autopsia a cui sono state sottoposte. In casa si cerca la prova che permetterebbe di capire come sia arrivata la ricina, solo in questo modo si potrebbe comprendere come le due vittime abbiano potuto assumerla. Questa è una giornata mesta, oggi sono esattamente sette mesi dalla morte di Sara, tra poche ore sarebbe toccato anche a mamma Antonella. Si attendono poi i tedeschi, probabilmente dopodomani, il giorno prima della data stabilita per accedere nell’abitazione dove vivevano le due vittime, il sopralluogo dovrebbe durare un giorno, se non dovessero finire in tempo potrebbe proseguire anche il 31, ma si attende per questo una conferma dalla Procura di Larino".
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Entra nel canale WhatsAppIl sopralluogo previsto tra pochi giorni è davvero attesissimo, a entrare per perlustrare i vari locali, infatti, non sarà solo la Polizia Scientifica di Campobasso, ma anche gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino e gli investigatori della Polizia criminale tedesco. L’obiettivo è quello di analizzare palmo a palmo tutti e tre i piani della palazzina di vis Risorgimento alla ricerca di ricina su superfici, suppellettili e indumenti. La prima ispezione risale al 28 dicembre, il giorno successivo è stata posta sotto sequestro, a quel punto è tornata la Polizia Scientifica per sequestrare i primi 19 alimenti, i restanti sono stati sequestrati nel sopralluogo del 7 gennaio. A marzo il professor Locatelli del Centro Antiveleni di Pavia ha confermato che a uccidere Antonella e Sara sia stata un’intossicazione da ricina. Un ulteriore sopralluogo è avvenuto il 4 maggio, giorno in cui gli investigatori si sono concentrati sui dispositivi elettronici, quello di giovedì prossimo però sarà di tipo diverso, chi indaga opererà in maniera più minuzioso per trovare ogni possibile elemento che possa ricondurre alla ricina. Determinante sarà però anche capire come il veleno sia entrato all’interno delle mura domestiche.
ll lavoro che attende chi sarà all’opera giovedì sarà davvero particolare, ma potrebbe essere determinante: "Sarà un’impresa non semplice – precisa ancora l’inviata -, la ricina è infatti volatile, si deve tenere conto che sono passati sette mesi e che in quella casa nelle poche volte in cui qualcuno è entrato era necessario togliere i sigilli e rimetterli, staccare le utenze e riagganciarle. E’ una casa quasi fantasma, troveranno quasi la scena del delitto, così come è stata immortalata il 28 dicembre, giorno in cui qualcuno della famiglia è uscito prima della morte di Antonella".
La giornalista fa un’altra osservazione interessante: "A Pietracatella si avverte il rumore del silenzio, manca l’empatia verso queste morti, probabilmente sono abituati a tenere dentro di sé alcune emozioni, anche se il dolore nei familiari c’è. Le altre persone sono ritrose a parlarne, entro la fine del mese gli esperti tedeschi sono tenuti a dare risposta al primo quesito fatto dalla Procuratrice di Larino, ovvero se c’è davvero la ricina nei campioni mandati a Berlino".