Morte avvelenate con la ricina, confronto in Questura tra Gianni Di Vita e un'amica, si cercano incongruenze. "Ma chi volete debbano sentire?"
La giornata di oggi, 20 agosto 2026, può essere decisiva per il giallo di Pietracatella, Vita in Diretta immortala l'uscita di Gianni Di Vita dopo il lungo interrogatorio

ll giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre, sta vivendo una giornata che può essere decisiva. "Vita in Diretta" ha così deciso di aprire la puntata odierna di giovedì 20 agosto 2026 con una novità importante emersa nelle ultime ore, Gianni Di Vita, che nella tragedia ha perso la moglie e una delle sue figlie, è stato convocato a sorpresa in Questura per essere interrogato, dove sarebbe in corso un confronto con una donna estranea alla famiglia (la sua identità non è nota).
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 20 agosto 2026: cosa è successo
Simone Carusone, inviato che sta seguendo per "Vita in Diretta" il giallo di Pietracatella nell’ultimo periodo, è riuscito a intercettare Gianni Di Vita al momento del suo arrivo in Questura, lui però ha preferito non dire se si tratti di una convocazione recente e inaspettata. Il giornalista ha provato a incalzarlo anche sugli esiti degli esami del sangue a cui sono stati sottoposti lui e sua figlia che sarebbero negativi così da sapere come possa spiegare i sintomi che lui aveva manifestato insieme a sua moglie e sua figlia, ma anche su questo ha preferito non dire niente. Nessuna parola nemmeno sul nuovo interrogatorio a cui è stata sottoposta sua figlia Alice l’altro giorno.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppIl giornalista fa quindi il punto della situazione, parlando anche della donna che sarebbe stata convocata con lui: "Gianni Di Vita si trova negli uffici della Questura di Campobasso da oltre cinque ore, è arrivato da solo intorno alle 11 come persona informata sui fatti, figura come parte lesa. Da quello che apprendiamo dopo il suo ingresso in Questura sarebbe arrivata anche una donna, una sua amica con cui è in corso un confronto davanti al capo della Mobile Marco Graziano e alla Procuratrice di Larino Elvira Antonelli. Questo si sarebbe reso necessario per gli investigatori dopo avere rilevato alcune incongruenze nelle dichiarazioni di entrambi, così da capire perchè ci siano state e provare a ricostruire i tasselli che mancano per la risoluzione di questo giallo".
Il collegamento con la Questura riprende nella seconda parte di programma, dopo le 17 è uscita la Procuratrice, segno che il confronto tra Gianni Di Vita e l’amica sarebbe terminato. Non ha invece ancora lasciato l’ufficio l’uomo (è alla sua quinta convocazione), né l’amica sentita insieme a lui. Non sembra essere casuale che nell’arco di due giorni i magistrati abbiano voluto sentire sia il papà sia la figlia, con ogni probabilità per fare ulteriore chiarezza dopo gli esami del sangue e su quanto da loro fatto nei giorni incriminati.
La situazione è comunque in divenire, le telecamere immortalano infatti Gianni lasciare l’edificio intorno alle 17.30, anche in questo caso senza dare alcuna spiegazione, nemmeno in riferimento al colloquio con la donna chiamata insieme a lui. Nessun accenno alle eventuali incongruenze riscontrate che avrebbero spinto i magistrati ad agire in giornata. Nel corso del tragitto che lo porta alla macchina, però, lui cambia parzialmente idea e inizia a dire qualcosa: "Secondo voi chi devono sentire? State facendo domande a cui potreste rispondere da soli", ma senza andare oltre.
L’inviato spiega ulteriormente l’impressione avuta: "Dal suo linguaggio del corpo possiamo capire che queste incongruenze tra la sua versione su eventuali episodi interfamiliari o extrafamiliari e quella della sua amica a lui non risultino. Non ha voluto però spiegare meglio cosa intendesse".
Arriva il commento dell’avvocato Cataldo Calabretta presente in studio: "Il linguaggio del corpo può essere fuorviante, può essere un gesto di estrema difesa in questa fase molto delicata e preliminare. Il confronto serve per verificare se ci sia una discrasia e convergenza o meno su quanto dichiarato da entrambi. Andare senza avvocato fa capire che sia una persona informata sui fatti e che ancora non ci sia un’indagine preliminare a suo carico, ma siamo arrivati a un momento in cui il quadro si sta ingigantendo".
