Morte avvelenate con la ricina, Gianni Di Vita e le sue frequentazioni nel mirino: "Due nuovi interrogati, ci sono cose da spiegare". Chi sono
La figura di Gianni Di Vita torna al centro dell'attenzione di chi indaga sul giallo di Pietracatella, come rivelato a Vita in Diretta il 2 settembre 2026 il cerchio si stringe

"Vita in Diretta" continua a occuparsi in maniera costante del giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre, non sono quindi mancati gli aggiornamenti anche nella puntata di mercoledì 2 settembre 2026. Gli interrogatori proseguono, i prossimi dovrebbero riguardare gli amici di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, così da avere maggiori certezze sui rapporti familiari.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 2 settembre 2026: cosa è successo
La Procura di Larino, impegnata a indagare sul giallo di Pietracatella, fino ad ora ha lavorato con il massimo riserbo, così da cercare di tutelare al meglio il proprio lavoro, con la speranza anche che potessero emergere segreti fino ad ora non svelati. La verità potrebbe essere più vicina di quanto si possa pensare, dopo 60 giorni di attesa stanno infatti per arrivare i risultati delle analisi effettuate dagli esperti del Roberto Koch Institute di Berlino, così da rendere ancora più più forti gli indizi raccolti. Sono diversi gli aspetti su cui si è lavorato, dalla ricerca degli anticorpi in Gianni e Alice Di Vita, i due superstiti che sarebbero risultati negativi, agli accertamenti che hanno coinvolto alimenti e reperti sequestrati in casa. Non è escluso sia stato individuato anche il vettore, ovvero lo strumento utilizzato per somministrare il veleno alle due donne, si tratterebbe di uno dei cibi mangiati.
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Entra nel canale WhatsAppI consulenti sono chiamati a ricostruire il percorso della sostanza letale, oltre a individuare eventuali impronte, così da comprendere chi possa averlo maneggiato fino alla somministrazione da parte di mamma e figlia. Superato questo aspetto, potrebbero esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati, le testimonianze sono ora ancora più cruciali, legate tutte alla figura di Gianni Di Vita, ritenuto anche uno dei possibili obiettivi del killer. Gli amici dell’uomo convocati avranno così il compito di chiarire le sue frequentazioni, in modo tale da sapere se ci fosse qualcuno che aveva rancore nei suoi confronti o in quello dei suoi familiari.
La scelta di sentire alcune persone vicine a Di Vita sembra rafforzare quindi la pista passionale, a parlarne è l’inviato Simone Carusone, che si trova davanti alla Questura di Campobasso: "Sono già andati in Questura, sono stati riconvocati per chiarire alcune circostanze relative ai rapporti di Gianni Di Vita, loro potrebbero spiegare meglio le versioni emerse nel corso del confronto all’americana in cui era stato coinvolto l’uomo con una sua vecchia amica. Gli investigatori vogliono con queste mosse dare sostanza al quadro indiziario, che si vuole sia suffragato anche dai dati scientifici, in arrivo sul tavolo degli inquirenti la prossima settimana. Questa potrebbe essere l’occasione per avere conferma di una cosa già anticipata, la negatività agli anticorpi della ricina di Gianni e Alice Di Vita, oltre al vettore, così da capire come sia arrivato il veleno in casa. Le persone sentite oggi dovrebbero essere un paio, loro potrebbero spiegare alcuni dettagli usciti fuori".
Il cerchio potrebbe quindi finalmente stringersi, i prossimi giorni saranno decisivi.
