Morte avvelenate con la ricina, la Procura: "La svolta deve arrivare necessariamente", dubbi sulle modalità di assunzione del veleno

A Vita in Diretta venerdì 17 luglio 2026, aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, il lavoro degli inquirenti si sta rivelando più complesso del previsto

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Morte avvelenate ricina
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Gli aggiornamenti sul gallo di Pietracatella, quello che ha portato alla scomparsa di Antonella e Sara, mamma e figlia morte avvelenate a causa della ricina lo scorso dicembre, sono costanti, per questo "Vita in Diretta" ha voluto dedicare uno spazio nell’ultima puntata della settimana, venerdì 17 luglio. Gli inquirenti stanno lavorando a ritmo incessante, grazie anche al supporto degli esperti tedeschi specializzati in veleni.

Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 17 luglio 2026: cosa è successo

Il giallo di Pietracatella si sta rivelando più intricato del previsto, a distanza di più di sei mesi non si è infatti ancora riusciti a capire chi, come e quando abbia avvelenato Antonella e Sara, generando non poca angoscia nei familiari, ma anche in tutti gli abitanti del posto. La Procuratrice di Larino Elvira Antonelli fa capire come il quadro della Procura sia chiaro, l’indagine è più ampia di quanto si credesse. "I tempi sono lunghi, la svolta deve arrivare necessariamente quando tutti gli elementi di questo grandissimo puzzle saranno arrivati a loro destinazione". C’è un tassello inamovibile attorno al quale si incastrano tutti gli altri: mamma e figlia sono morte a causa della ricina, l’assunzione dovrebbe essere avvenuta la sera del 23 dicembre, come indicato nella perizia medico legale, ipotesi che combacerebbe anche con alcune testimonianze dei parenti delle due vittime. Quella era infatti l’unica sera in cui le due hanno cenato con il marito e il papà Gianni Di Vita, i pasti della vigilia sono stati infatti preparati da Antonella stessa anche per gli altri commensali. Determinante può essere il supporto degli esperti tedeschi, chiamati ad analizzare mobili in casa e alimenti sequestrati.

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Al Robert Koch Institute di Berlino proseguono intanto le indagini sul sangue di Gianni e Alice Di Vita per capire se anche loro possano essere entrati in contatto con la ricina, se così fosse e fossero rimasti indenni sarebbe dimostrata la loro capacità di sviluppare anticorpi appositi.

A fare il punto della situazione in collegamento da Pietracatella è l’inviata Antonella Delprino: "A sentire le parole della Procuratrice sembra che questi pezzi di puzzle si muovano in maniera telecomandata. Lei si è mostrata fiduciosa sulla possibilità di arrivare a una soluzione,anche se considera l’indagine complicata e lunga. Pietracatella è un paese di 1.000 anime, dove si nascondono degli intrecci ancora non chiari, forse gli inquirenti stanno lavorando su questi, quando parleranno non vorranno che le loro conclusioni siano smontate".

La giornalista Vittoriana Abbate fa un’osservazione: "Sappiamo perché siano morte, ma non ll veicolo che le ha portate ad assumere la ricina. Loro avevano una quantità di ricina enorme nel corpo, ma non quale sia l’alimento che l’ha introdotto, questo per me è il gap fondamentale".

In attesa di avere una soluzione, ci sono due eventi che non possono essere come tutti gli altri, oggi è infatti il compleanno di Salvatore, il papà di Antonella, mentre domenica festeggerà Alice, al suo primo compleanno senza la mamma e la sorella..


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