Morte avvelenate con la ricina, in arrivo esiti dei prelievi di sangue. "Ipotesi choc: Gianni Di Vita può avere simulato la gastroenterite"
A Vita in Diretta lunedì 17 agosto 2026 spazio agli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, stanno per emergere novità importanti, molti dubbi potrebbero essere sciolti

Prima puntata della settimana per "Vita in Diretta", in onda lunedì 17 agosto 2026, con l’ormai consueto spazio dedicato agli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte a fine dicembre di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina. Le indagini potrebbero essere davvero arrivate alla svolta, cosa di cui si parla da tempo, ma questa volta potrebbe essere davvero la volta buona.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 17 agosto 2026: cosa è successo
A fare il punto della situazione sul giallo di Pietracatella è l’inviato Simone Carusone: "Vi abbiamo raccontato qualche giorno fa dell’importanza di questa settimana per avere alcuni risultati scientifici che potrebbero dire tanto sulla dinamica dell’avvelenamento di Pietracatella. Abbiamo detto di un’indiscrezione che diceva dell’individuazione del vettore della ricina killer che ha avvelenato Antonella e Sara, adesso possiamo anticipare che sarebbero in dirittura di arrivo i risultati degli esami ematici eseguiti dagli esperti biologi tedeschi del Koch Institute su Gianni e Alice Di Vita, i due sopravvissuti della famiglia. Questi esami sono molto importanti perchè dovranno chiarire se loro due abbiano sviluppato anticorpi al veleno, quindi se anche loro siano stati esposti alla ricina. Dalle risposte si potrebbe dire molto sugli obiettivi di chi ha ucciso, se volesse colpire solo Antonella e Sara o se avesse un piano più ampio. Dopo questi esiti potrebbero essere a giorni essere riconvocate dagli investigatori persone molto vicine alla famiglia Di Vita. Si tratta di persone già sentite in passato, che potrebbero essere richiamate a dire cosa sanno sul giallo in virtù dei risultati scientifici che arriveranno dalla Germania".
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Entra nel canale WhatsAppA sottolineare quanto gli esami siano determinanti è la psicologa e criminologa Annamaria Giannini: "Trovare o meno gli anticorpi allarga o restringe i possibili responsabili. La metodologia investigativa viaggia su almeno due piste, da una parte quella della prova scientifica, dove era la ricina, quello che è successo, se il padre e l’altra figlia erano coinvolti, dall’altra sentire più persone possibili vicino alla famiglia per mettere insieme questi elementi. Se si riuscirà a farlo le tessere del puzzle permetteranno di avere sospetti più ristretti".
L’avvocato Saverio Macrì, presente in studio, avanza però un’ipotesi finora non considerata. "Tutte le indagini sono circoscritte nell’ambito dei familiari o degli amici delle persone vicino ai familiari. C’è una cosa fondamentale, qualora non venisse rinvenuta la ricina nel padre bisognerà chiedersi se la gastroenterite per cui è stato ricoverato sia stata simulata, se fosse stata vera avrebbero dovuto trovare la ricina. Questo può essere determinante per capire se le sue dichiarazioni siano state mendaci o meno".
Almeno per ora non abbiamo certezze sull’intento del responsabile (o dei responsabili) di voler avvelenare entrambe le donne o addirittura tutta la famigllia. Non è escluso si volesse colpire una sola delle due o anche chi è riuscito a sopravvivere, a breve il velo di mistero che c’è stato attorno a questo caso fino ad ora potrebbe essere tolto in via definitiva.