Morte avvelenate con la ricina, si ricostruisce il percorso del veleno. "Certi di avere tempo davanti per nascondere le prove"

Il lavoro degli inquirenti impegnati nel gialo di Pietracatella non si ferma, come emerso a Vita in Diretta venerdì 14 agosto 2026, ci sono però importanti passi avanti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

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"Vita in Diretta" continua a essere in prima linea sugli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate a fine dicembre, per questo ha scelto di parlarne anche nella puntata di oggi, venerdì 14 agosto 2026. La collaborazione con gli esperti tedeschi sembra avere dato i suoi frutti a breve potremmo avere novità importanti sul caso.

Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 14 agosto 2026: cosa è successo

Nelle ultime ore è emersa una novità importante sul giallo di Pietracatella, gli esperti tedeschi avrebbero trovato l’alimento contenente la ricina utilizzato per avvelenare Antonella e Sara. Se confermata, questo potrebbe dare maggiore certezza su cosa sia avvenuto in casa Di Vita nei giorni attorno a Natale, culminati poi con i due decessi.

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A dare ulteriori aggiornamenti ci pensa l’inviato Simone Carusone, che si trova in paese: "Non basta trovare il vettore della ricina che ha ucciso Antonella e Sara, serve anche ricostruire la possibile pista del veleno, così da capire chi abbia agito per volere la loro morte -sottolinea -. Proprio per questo adesso l‘attenzione è puntata sui 131 elementi prelevati nella casa di via Risorgimento nel sopralluogo eseguito a fine luglio. Si avrebbe così modo di comprendere con quale superficie o suppellettile possa essere entrata in contatto la ricina, da lì identificare la ricina. Avere trovato il vettore della ricina rappresenta quindi solo il primo passo, ci sono anche altri aspetti da chiarire per risolvere il giallo di Pietracatella".

Gli alimenti erano stati sequestrati già tra dicembre e gennaio, ben 70, con la chiara convinzione che almeno uno di questi potesse essere stato utilizzato per avvelenare le due donne, ora il velo su quello incriminato potrebbe essere finalmente stato tolto. Il papà di Antonella aveva escluso subito potesse trattarsi di un incidente, questa è sempre stata l’idea però anche della Procura, che sta indagando per duplice omicidio volontario aggravato, anche se non sappiamo con certezza se mamma e figlia fossero davvero gli obiettivi del killer. Non si esclude si puntasse innanzitutto su Antonella, ma c’è anche la possibilità che si volesse colpire tutta la famiglia, compresi Alice e Gianni Di Vita, che potrebbero essersi salvati perchè avevano sviluppato nel loro organismo anticorpi contro la ricina (sono stati sottoposti a esami del sangue per verificarlo).

L’inviato sembra avere colto qualche segnale che dimostrerebbe come la svolta possa essere davvero vicina. "Ora si sta ricostruendo il percorso del veleno, si attende il risultato che i tedeschi stanno effettuando per capire con quale superficie il vettore sia entrato in contatto e in quale contenitore potesse essere stato conservato".

I medici non hanno però dubbi, il piano sarebbe stato studiato nei minimi dettagli per non lasciare tracce. I loro avvocati pensano che tutto sia stato programmato, a partire dalla scelta del veleno, ma anche agire durante le festività non sarebbe stato un caso, pensando che il malessere potesse essere stato causato da una gastroenterite, problema in cui molti incorrono in quel periodo (ed è quello che effettivamente è accaduto). C’era inoltre la quasi certezza di avere del tempo davanti per confondere le prove in una fase in cui gli inquirenti brancolassero nel buio o quasi.


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