Morte avvelenate con la ricina, la pista dell’assunzione dopo l’ospedale: “Basta lo zucchero”. Perché il killer può aver agito due volte
Le indagini sul giallo di Pietracatella proseguono, a Vita in Diretta lunedì 10 agosto 2026 emerge una teoria finora non considerata, relativa al ruolo di acqua e zucchero

Prima puntata della settimana per "Vita in Diretta", in onda oggi, lunedì 10 agosto 2026, sempre in prima linea con le novità sul giallo di Pietracatella, volto a capire perché ma soprattutto chi abbia ucciso Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina. Proprio in queste ore gli inquirenti stanno ascoltando le intercettazioni telefoniche e ambientali delle persone coinvolte nell’inchiesta, così da far venire alla luce eventuali azioni ritenute sospette o degne di nota.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 10 agosto 2026: cosa è successo
A fare il punto della situazione è l’inviato Simone Carusone, che si trova a Pietracatella, ben sapendo come ci sia la possibilità che la giornata di oggi possa essere davvero decisiva. "Sono ore di intenso al lavoro per la Squadra Mobile di Campobasso, si stanno passando al setaccio i novi dispositivi elettronici sequestrati in via Risorgimento. Si stanno rileggendo e trascrivendo le conversazioni le conversazioni di alcuni membri della famiglia Di Vita con altre persone di Pietracatella. Ricostruire il piano dei messaggi potrebbe consentire di trovare un messaggio o un dettaglio che potrebbe far pensare a un piano costruito nelle settimane precedenti la morte delle due donne. Non è escluso questo possa far trovare anche alcuni elementi relativi al movente del giallo, ancora tutto da decifrare. Questa settimana potrebbero essere sentite delle persone molto importanti in Questura".
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Entra nel canale WhatsAppStanno emergendo però inaspettatamente elementi che non tornano su qualcosa che non era mai stato considerato prima, l’acqua e lo zucchero. Da sottolineare la testimonianza di Luigi Di Ielsi, fratello di Antonella: "Il 24 dicembre eravamo a cena insieme, quindi possiamo escludere che sia avvenuto quel giorno, altrimenti sarei morto anch’io. A quella tavola erano seduti anche bambini e anziani, nessuno ha avuto malesseri, anche se secondo l’autopsia l’esposizione letale alla ricina sarebbe avventura tra il 23 e il 25 dicembre. Il sospetto è che Antonella e Sara possano essere entrate in contatto con la sostanza anche dopo, non si sa però ancora come. La mattina del 26 dicembre la mamma viene dimessa, nel pomeriggio anche la figlia appare in netto miglioramento, al punto tale da avere detto di avere fame e di desiderare le lasagne, per questo alle 17.44 sono arrivate le dimissioni anche per lei. In casa sono state sequestrate due borracce con del liquido, utiilzzate normalmente secondo le ricostruzioni solo da Alice, la figlia sopravvissuta, sembra che lei non avesse l’abitudine di bere acqua dalla bottiglia. Possibile che la ricina sia stata sciolta in una bottiglia, poi utilizzata da Antonella e Sara? Si tratta di un’ipotesi da non scartare, che spiegherebbe anche la crisi respiratoria avuta da Gianni Di Vita, i problemi potrebbero essere infatti nati semplicemente dopo avere inalato il veleno senza sapere di esservi entrato in contatto.
Non si può escludere che le due vittime possano avere bevuto thè o tisane dopo essere tornate dall’ospedale. La ricina diminuisce i suoi effetti con il calore, ma potrebbe essere bastato lo zucchero inserito per riattivarla. Recentemente si era ipotizzata anche l’ipotesi di una doppia assunzione, se così fosse chi ha pensato di ucciderle potrebbe avere agito nuovamente dopo essersi reso conto di non essere riuscito nell’intento la prima volta.
Ulteriori aggiornamenti arrivano dall’inviato a Pietracatella: "L’attività di trascrizione di messaggi e conversazioni dai dispositivi tecnologici sequestrati serve a incastrare gli elementi per capire cosa stesse succedendo in famiglia in quel periodo, tra Natale e Capodanno. Si sta facendo un ragionamento, il 26 dicembre Antonella e Sara sono uscite dall’ospedale con condizioni che risultavano nettamente migliorate, non ci sia spiega come l’indomani in pochissime ore il quadro clinico sia peggiorato in maniera irreversibile. I medici che le hanno seguite hanno notato una situazione che sembrava essere quella di altre persone, cosa abbastanza incredibile. Una delle teorie è che il cibo con la ricina sia stato consumato sia prima del 25 sia dopo il 25 dicembre, non necessariamente quindi cibi casalinghi. Si può pensare all’acqua, presente in casa in bottiglie, dove potrebbe essere stata sciolta la sostanza che ha ucciso mamma e figlia".