Morte avvelenate con la ricina, la Procura non ha dubbi: "Omicidio premeditato". La data chiave per l'assunzione del veleno

A Vita in Diretta spazio al giallo di Pietracatella nella puntata di giovedì 16 luglio 2026, la Procura non ha dubbi sull'azione dell'assassino, da individuare movente e responsabile

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

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La storia di Antonella e Sara, mamma e figlia morte avvelenate con la ricina a fine dicembre 2025 a Pietracatella, continua a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica, ora che l’indagine sembra sia arrivata a una fase cruciale. "Vita in Diretta" ha quindi dedicato uno spazio ad hoc giovedì 16 luglio 2026.

Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 16 luglio 2026: cosa è successo

Gli inquirenti che stanno lavorando al giallo di Pietracatella si stanno convincendo che il pasto in cui le due vittime abbiano assunto la ricina sia stato quello del 23 dicembre, di quello però Gianni Di Vita, che nella tragedia ha perso moglie e figlia, non aveva ricordo. Ora sembra stiano emergendo alcuni frammenti che potrebbero aiutare le indagini, in quell’occasione in tavola c’erano cozze, giardiniera e insaccati, consumato da lui insieme alle due donne che ora non sono più in vita. Lui non sa dire però chi abbia mangiato e cosa, per questo può essere complesso capire dove fosse presente la sostanza tossica.

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Si deve risalire al 28 dicembre 2025, giorno in cui è morta Antonella, a poche ore di distanza da sua figlia Sara, Gianni risulta essere stravolto dal dolore e confuso, al punto tale da non riuscire a riferire cosa gli avessero detto i medici. "Qualcuno ha detto che l’avevano intubata, qualcun altro che era in coma farmacologico", dice in quell’occasione. E’ lui a comunicare alla consorte il decesso della loro figlia, ma poco dopo avverte un malessere che lo porta a essere ricoverato in pronto soccorso con le sue cugine, come aveva lui stesso riferito: "La mattina successiva è stata mia cugina a comunicarmi la morte di Antonella", ha detto ancora. Nello stesso giorno, il 28 dicembre, l’uomo e la fglia Alice entrano allo Spallanzani di Roma per accertamenti, in quella fase si sospetta possa centrare il botulino. All’indomani, il 29 dicembre, lui sostiene di essere confuso, c’è chi nota il suo distacco nonostante la duplice tragedia che lo aveva da poco colpito, mentre il 30 dicembre parlando dell’unico pasto consumato con le due scomparse, quello della sera del 23, sembra ricordare qualcosa di cosa avessero mangiato. "Tra le altre cose, una giardiniera fatta in casa", aveva detto.

Nei giorni successivi, lui viene sottoposto a diversi esami clinici, ma il 2 gennaio parla di "preoccupazioni legate al suo lavoro", per questo i dottori gli consigliano di valutare un percorso di psicoterapia per elaborare il doppio lutto. I controlli clinici e psicologici continuano fino alle dimissioni, avvenute il 7 gennaio, ma solo ad aprile durante un’audizione in Procura l’uomo inizia a ricordare. "Quella sera a tavola c’erano delle cozze avanzate da un pranzo d’ufficio del giorno prima, insaccati, la giardiniera fatta dalla zia". E’ in quella cena che si nasconde la chiave per risolvere il caso?

A fare il punto della situazione è l’inviata Antonella Delprino, presente a Pietracatella: "Le ultime novità a riguardo ce le ha date la Procuratrice di Larino dopo essere stata a Campobasso. Lei ha parlato di un mosaico sul tavolo, dove c’è una tessera fissa, che è la certezza della morte per ricina. Alcune tessere sono molto probabili, come la data del 23-24 in cui sembra ci sia stata l’assunzione del cibo contenente la ricina e alcuni fatti che hanno ancora dei buchi. Si deve capire quale sia il mezzo o il cibo con cui sia stata assunta la ricina, dove sia avvenuta la contaminzione e chi abbia ucciso Antonella e Sara. Lei continua a parlare di omicidio premeditato, i tempi potrebbero essere più lunghi di uqanto si pensasse, si aspetta la fine delle indagini, quindi probabile si arrivi a fine settembre. Sono arrivati gli esperti tedeschi, che hanno preso accordi con la Questura di Campobasso per fare un sopralluogo nella casa dove vivevano i De Vita".

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