Morte avvelenate con la ricina, voce clamorosa: trovato il cibo con il veleno. "Una pista precisa da seguire durante l'ispezione"

A Vita in Diretta giovedì 13 agosto 2026 emerge una novità inaspettata sul giallo di Pietracatella, sarebbe stato individuato il cibo contenente la ricina, svolta davvero a un passo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

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Il giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, avvelenate con la ricina a fine dicembre, continua a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e addetti ai lavori, proprio per questo "Vita in Diretta" ha scelto di occuparsene anche oggi, giovedì 13 agosto 2026. Ancora adesso a distanza di mesi non si è trovato chi sia il colpevole, ma le indagini proseguono a ritmo incessante, volte a fare chiarezza su quello che davvero potrebbe essere accaduto.

Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 13 agosto 2026: cosa è successo

Il lavoro degli inquirenti, impegnati da mesi sul giallo di Pietracatella, sembra avere dato i suoi frutti, sarebbe stata infatti trovata la tanto ricercata traccia di ricina nella casa della famiglia Di Vita. Il veleno sarebbe stato rintracciato in uno degli alementi esaminati dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, a cui la questura di Campobasso ha chiesto supporto per sfruttare le loro grandi conoscenze sul tema.

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Al momento, è bene precisarlo, si tratta di un’indiscrezione ma, se confermata, potrebbe chiarire un caso che dura da ben sette mesi. Si deve però allo stesso capire come sia entrata la ricina all’interno dell’abitazione e chi abbia deciso di utilizzarla per uccidere Antonella e Sara.

Ulteriori aggiornamenti arrivano dall’inviato Simone Carusone, che si trova a Pietracatella: "E’ in uno dei 70 alimenti sequestrati nella casa di Pietracatella tra dicembre e gennaio che sarebbero state trovate tracce di ricina. L’indiscrezione non può che essere rilevante, non si sa ancora se si tratti di un cibo solido o liquido, ma è sulla base di questa traccia che gli esperti tedeschi sarebbero arrivati in paese a fine luglio per il sopralluogo, in quell’occasione sapevano quindi cosa cercare e dove. La svolta di cui tanto si è parlato recentemente potrebbe essere davvero vicina, questo potrebbe consentire di capire chi ha ucciso Antonella e Sara e come".

Manuela Moreno interroga il giornalista, interessato a sapere se possano emergere indiscrezioni aggiuntive già in giornata: "Le indiscrezioni si stanno rincorrendo, stiamo provando a fare una serie di telefonate per provare a capire quale sia l’alimento, ci sono mezze conferme su un fatto importante, gli esperti di Berlino sarebbero arrivati qui a Pietracatella avendo le idee ben chiare. Questo sarebbe confermato ache da un altro elemento, si era parlato di un sopralluogo da eseguire in più giorni, e invece è durato solo un giorno, evidentemente chi è entrato in casa sapeva dove andare a cercare".

Le tracce di veleno sarebbero presenti in almeno uno degli alimenti sequestrati, ce ne sono di vario tipo, dalla pasta al pesce, ma senza dimenticare le conserve e le borracce, giusto per fare vari esempi, segno evidente di come non si volesse trascurare alcun dettaglio. L’ispezione di fine luglio ha poi portato a sequestrare altri 130 oggetti ed elementi vari, anche se in quell’occasione chi ha operato potrebbe avere avuto una pista precisa da seguire. Identificare l’elemento in cui era presente la ricina potrebbe far capire come sia stata somministrata alle due vittime, oltre che da chi. Sarà altrettanto importante rispondere a una domanda che ci si fa nell’ultimo periodo, se il contatto con la sostanza sia stato uno solo, non si può escludere infatti che le due donne siano state avvelenate anche in un secondo momento, magari attraverso l’acqua, così da dare al killer la garanzia di non fallire l’obiettivo.

L’inviato è inoltre riuscito a intercettare Gianni Di Vita, che nella tragedia ha perso moglie e figlia, lui ha però chiesto scusa, sottolineando di voler restare in silenzio.

Gli inquirenti stanno vagliando anche i rapporti all’interno della famiglia, con un’attenzione particolare a una chat, da cui sarebbe emerso il desiderio di Antonella di separarsi dal marito. Tutto questo sarebbe emerso scandagliando il cellulare della donna, ma anche su questo Gianni aveva preferito non sbilanciarsi. I primi segni di malessere sarebbero emersi in lei addirittura nel 2019, per poi tornare a emergere poco prima della sua scomparsa, anche se i suoi familiari più stretti ne erano totalmente all’oscuro. "Non abbiamo notato mezza parola storta", aveva detto il papà. Non è escluso invece che Gianni possa essersi confidato con la cugina Laura, una figura presa in seria considerazione dai magistrati, per il grande legame che aveva con le nipoti, mentre era di tutt’altro tipo quello che sembra avesse con la cognata deceduta.


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